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  • venerdì 30 novembre 2018

Gli scontri tra polizia e gilet gialli a Bruxelles

Ci sono stati lanci di sassi, auto incendiate e la polizia ha usato gli idranti contro i manifestanti

(AP Photo/Francisco Seco)

Poco dopo mezzogiorno ci sono stati scontri a Bruxelles, in Belgio, tra alcune centinaia di manifestanti che indossavano “gilet gialli” (riconoscendosi quindi nel movimento francese di cui si parla da qualche settimana) e la polizia. Almeno 60 persone sono state fermate, alcune delle quali prima degli scontri, per aver bloccato senza permesso alcune strade o perché avevano petardi particolarmente potenti. Gli scontri sono iniziati quando alcuni manifestanti hanno provato ad avvicinarsi agli uffici del primo ministro belga Charles Michel. Durante gli scontri alcuni manifestanti hanno tirato sassi contro la polizia, che ha risposto usando gli idranti per disperdere la folla.

La definizione “gilet gialli” è dovuta al fatto che i manifestanti indossano i giubbotti retro-riflettenti che per la legge francese, così come per quella italiana, vanno messi da chi scende dal proprio veicolo lungo le strade. Il movimento è nato per protestare contro l’aumento del prezzo dei carburanti (all’interno di manovre volute dal governo Macron per incentivare il passaggio ad auto ibride o elettriche), ma si è allargato a una più generica critica al governo attuale. Il 25 novembre c’erano stati scontri in molte città francesi, soprattutto a Parigi. Anche in Belgio, così come ormai in Francia, le proteste dei “gilet gialli” non riguardano solo l’aumento del prezzo del carburante, ma sono più vaghe contestazioni contro la politica e il governo.

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