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  • sabato 24 novembre 2018

Gli equilibratissimi Mondiali di scacchi

Le prime dieci partite della finale sono finite in parità, e non era mai successo: oggi si entra nel vivo

(BEN STANSALL/AFP/Getty Images)

Si stanno disputando a Londra i Mondiali di scacchi, in cui si affrontano lo statunitense Fabiano Caruana (con origini italiane) e il norvegese Magnus Carlsen. Sono previste 12 partite, e nelle prime 10 Caruana e Carlsen hanno sempre pareggiato. Non era mai successo, in più di un secolo di storia dei Mondiali di scacchi. Oggi, dalle 16, c’è l’undicesima partita e lunedì ci sarà la dodicesima. Se dopo “Gara-12” Carlsen e Caruana dovessero ancora essere in parità è prevista, per mercoledì 28 novembre, una serie di incontri in cui gli scacchisti avranno sempre meno tempo per fare le proprie mosse.

Insomma: i Mondiali di scacchi si disputano ogni due anni e se dovete scegliere cinque giorni in cui appassionarvi di scacchi, sono questi (la finale si può seguire su Chess.com o sul liveblog del Guardian). Anche perché quella tra Carlsen e Caruana, che hanno 27 e 26 anni, è una notevole rivalità. Carlsen è da anni il più forte: è primo nel ranking da otto anni e ha vinto gli ultimi tre Mondiali. Il gran maestro russo Alexander Grischuk ha detto di lui: «È sempre il favorito, ovviamente. Puoi batterlo. Ma non parti mai favorito contro di lui». Caruana è quello che negli ultimi anni è arrivato più vicino ai livelli di Carlsen. Prima di questi Mondiali, si erano sfidati 33 volte in partite “a tempo classico” (come le 12 dei Mondiali): Carlsen aveva fatto scacco matto 10 volte, Caruana 5.

Va detto però che i Mondiali di scacchi non sono particolarmente dinamici, soprattutto nelle partite “a tempo classico”. Una partita tipica consiste, ha scritto il New York Times, «in due persone che guardano in basso a una scacchiera, con la testa tra le mani». Le partite possono durare ore: per fare le 54 mosse di Gara-10 Carlsen e Caruana ci hanno messo 5 ore e 19 minuti. Ma, per chi se ne intende, è stata una delle migliori. Perché ci sono stati dei momenti in cui Caruana sembrava essere nella condizione di vincere, ma poi Carlsen ha recuperato in modo sorprendente. Finita la partita gli hanno chiesto se fosse nervoso. Ha risposto: «Lo sono da molti giorni».

Mentre gli scacchisti giocano, isolati da tutto, ci sono infatti computer che analizzano le possibili mosse e dicono quante possibilità di vittoria ha ognuno dei due. Il tutto mentre alcuni commentatori discutono delle mosse fatte fino a quel momento e ipotizzano quelle successive.

Se decidete di tifare Caruana – il talento emergente che spodesta il campione – dovete sperare che vinca Gara-11 o Gara-12. Se invece tifate Carlsen – il campione che resiste agli assalti degli sfidanti – potete anche aspettare gli spareggi di mercoledì. Carlsen è infatti il migliore al mondo anche nelle modalità di gioco più rapide, con meno tempo per pensare. In partite come quelle che si giocherebbero mercoledì, Carlsen è imbattuto da più di 10 anni.

Caruana e Carlsen (Tristan Fewings/Getty Images for World Chess)

Nel caso, le partite di mercoledì funzioneranno così. Si giocheranno alcune partite in modalità rapida (in cui ogni scacchista ha 25 minuti di tempo complessivi, più 10 secondi per ogni nuova mossa). Se nessuno dovesse risultare vincitore dopo queste ce ne sarebbero altre (con 5 minuti anziché 25 e con 3 secondi anziché 10). In caso di ulteriore parità: Armageddon. Lo scacchista con i bianchi avrà 5 minuti per tutte le sue mosse; quello con i neri ne avrà 4. In caso di parità, la vittoria andrebbe a chi ha giocato con i neri.