• Cultura
  • martedì 13 novembre 2018

Un po’ di immagini dalla mostra di Zerocalcare a Roma

Si chiama "Scavare fossati, nutrire coccodrilli" e si potrà visitare al MAXXI fino al 10 marzo, per ripassare tutto il lavoro del fumettista romano

Cover La profezia dell'armadillo Artist Edition, 2017 Courtesy Zerocalcare, libro ed. Bao Publishing, Milano

Fino al prossimo 10 marzo al museo MAXXI di Roma si potrà visitare una mostra sui lavori del fumettista romano Zerocalcare, nome d’arte di Michele Rech. È la prima mostra personale di Zerocalcare e ci saranno copertine, poster, illustrazioni e tavole originali dei suoi libri.

La mostra si intitola Scavare fossati, nutrire coccodrilli ed è divisa in quattro sezioni: Pop, Tribù, Lotte e Resistenze, Non-reportage.
Pop raccoglie le illustrazioni a colori e le strisce del blog di Zerocalcare, che aprì nel 2011, con molti racconti autobiografici da cui, spiegano gli organizzatori della mostra, «emerge un ritratto lucido e tagliente della sua generazione, una generazione nata agiata che ha visto trasformare i diritti conquistati dai propri padri in privilegi per pochi».
In Lotte e Resistenze si trovano lavori degli ultimi vent’anni sui movimenti di protesta, i fatti di cronaca e di politica – «dalle numerose aggressioni dei gruppi neofascisti degli ultimi anni, alle manifestazioni antirazziste, alle battaglie per i diritti civili» – insieme ai lavori realizzati per giornali italiani come la Repubblica, Internazionale e l’Espresso.
Nella sezione Non-reportage si parte dal lavoro di Zerocalcare sul G8 di Genova del 2001, che ispirò il suo primo fumetto quando ancora frequentava il liceo, e si arriva ai racconti successivi su fatti di cronaca nazionale o internazionale, come nel caso dei racconti sulla resistenza della popolazione curda nella zona di confine tra Turchia, Iraq e Siria che sono raccolti nel libro Kobane Calling.
E infine Tribù, sull’«attività dell’artista legata al mondo del punk e dell’underground».

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