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  • mercoledì 7 Novembre 2018

Il Michigan ha legalizzato la marijuana

Da oggi un quinto degli americani vive in uno stato dove si può coltivare, vendere e usare marijuana a scopo ricreativo

Tra le altre votazioni che si sono tenute stanotte negli Stati Uniti – oltre alle elezioni di metà mandato in cui i Democratici hanno riconquistato la Camera – in Michigan e North Dakota si è votato per decidere se legalizzare l’utilizzo di marijuana a scopo ricreativo.

In Michigan i sì sono stati il 58 per cento e i no il 42 per cento. Il Michigan è diventato così il decimo stato americano a legalizzare l’uso di marijuana a scopo ricreativo: da oggi un quinto degli americani vive in stati dove è legare fare uso di cannabis. In North Dakota invece i no hanno vinto con uno scarto di 20 punti.

Il Michigan, dove hanno vinto i sì, è uno stato settentrionale del Midwest, al confine con il Canada. Ha dieci milioni di abitanti: la sua capitale è Lansing, ma la città più popolosa è Detroit, città famosa per l’industria dell’automobile che sta attraversando una lunga fase di decadenza. La “proposition 1” sulla quale i suoi abitanti hanno votato nella notte tra martedì e mercoledì prevedeva di legalizzare il possesso, la vendita e l’uso di cannabis; inoltre ha reso legale possedere fino a 12 piante per uso personale. La proposta di legge istituisce un limite di 280 grammi di marijuana che è possibile tenere nella propria abitazione, mentre stabilisce una tassa del 10 per cento sulla vendita di tutti i prodotti derivati dalla cannabis.

In North Dakota invece si votava su una proposta leggermente differente, chiamata “measures 3” (il referendum poneva in tutto quattro quesiti su temi diversi). Se approvata, avrebbe cancellato tutte le pene per chi coltiva, vende, possiede o usa marijuana, senza al contempo prevedere un qualche tipo di sistema basato su licenze per coltivarla e venderla, come invece era previsto dalla proposta di legge del Michigan e dalle leggi in vigore in quasi tutti gli stati che hanno legalizzato la marijuana (il Vermont è un’altra eccezione: si può coltivare e consumare marijuana, ma non è previsto un sistema legale per venderla).

Da quando nel 2012 lo stato di Washington e il Colorado hanno legalizzato l’uso e la vendita di marijuana, il movimento favorevole alla legalizzazione ha ottenuto numerose vittorie, negli Stati Uniti ma anche nei paesi vicini: dallo scorso ottobre l’uso di marijuana è stato legalizzato anche in Canada. Oggi il 62 per cento degli americani dichiara di essere a favore della legalizzazione della marijuana, mentre un terzo soltanto dichiara di essere contrario.

Al momento, però, la legge federale vieta ancora vendita e consumo di marijuana. Le agenzie federali, come l’FBI, non hanno le risorse per occuparsi dei piccoli crimini legati allo spaccio di marijuana, che sono di solito affrontati dalla polizia locale che opera sulla base delle leggi dello stato. Finora il dipartimento di Giustizia ha permesso alle società che producono e vendono marijuana di operare, a patto che rispettassero alcuni limiti, per esempio il divieto di vendita a persone sotto i 21 anni e la garanzia che non avvengano vendite fuori dai confini dello stato. Esiste però il rischio che le leggi che permettono la liberalizzazione vengano portate davanti alla Corte Suprema perché sono in contrasto con la legge federale: è uno dei grandi timori dell’industria della marijuana legale, in particolare con una Corte suprema molto conservatrice come quella attuale.