La Polonia deve sospendere la legge che modifica la Corte Suprema, ha detto la Corte di Giustizia dell’Unione Europea

Ma non è detto che il governo polacco decida di obbedire

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha ordinato alla Polonia di sospendere l’applicazione della legge sull’abbassamento dell’età pensionabile dei giudici della Corte Suprema polacca. La legge era stata adottata il 3 aprile 2018 ed era entrata in vigore il 3 luglio: avrebbe dovuto abbassare retroattivamente l’età della pensione per i giudici della Corte Suprema da 70 a 65 anni, costringendo di fatto 27 giudici su 74 a ritirarsi prima della scadenza del loro mandato, e permettendo al governo di assumerne di fatto il controllo. Non è ancora chiaro se il governo della Polonia deciderà di adeguarsi a quanto stabilito dalla Corte di Giustizia o deciderà di tirare dritto.

Il governo polacco – dal 2015 guidato da Diritto e Giustizia, un partito di destra radicale che ha approvato diverse leggi contro le libertà fondamentali dei cittadini – aveva giustificato la riforma spiegando di voler licenziare parte della «casta» dei giudici, giudicata inefficiente e legata alla vecchia classe dirigente comunista. Con la riforma il numero di giudici della Corte Suprema sarebbe aumentato a 120, e tutte le nuove nomine – sia per sostituire i giudici mandati in pensione sia per assegnare i nuovi seggi – sarebbero state decise dal governo, che avrebbe avuto in questo modo il controllo di quasi due terzi della Corte. Il 2 ottobre la Commissione Europea, dopo aver aperto una procedura di infrazione contro il governo polacco, aveva presentato un ricorso alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea e le aveva inoltre chiesto di «ordinare misure cautelari» per ripristinare la situazione della Corte suprema polacca precedente all’entrata in vigore del provvedimento. La Commissione riteneva che la Polonia avesse violato il principio di indipendenza della magistratura e di conseguenza il diritto dell’Unione Europea.

In attesa di una sentenza, la Corte di Giustizia ha accolto la richiesta della Commissione Europea di ordinare alla Polonia di sospendere l’applicazione della legge adottando tutte le misure necessarie per garantire che i giudici interessati dalle disposizioni possano continuare ad esercitare le loro funzioni. Secondo la Corte il governo polacco non può nominare nessuno in sostituzione dei 27 giudici che voleva mandare in pensione, né nominare un nuovo presidente della Corte Suprema. Entro la fine del mese il governo polacco dovrà comunicare alla Commissione se e quali misure intende adottare per conformarsi all’ordinanza.

Cittadini polacchi protestano contro la riforma giudiziaria del governo, entrata in vigore lo scorso luglio, di fronte al palazzo del Senato a Varsavia. (WOJTEK RADWANSKI/AFP/Getty Images)

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.