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  • domenica 14 ottobre 2018

Non si vince da un anno

È dal 9 ottobre 2017 che la Nazionale non vince una partita ufficiale: se perde anche stasera contro la Polonia verrà retrocessa nella Serie B della Nations League

Jorginho circondato dai compagni dopo il gol segnato all'andata contro la Polonia (MARCO BERTORELLO/AFP/Getty Images)

Questa sera la Nazionale di calcio gioca a Chorzow contro la Polonia la sua penultima partita nella UEFA Nations League, il nuovo torneo per nazionali europee. Nei primi due turni di andata l’Italia ha ottenuto un pareggio contro la Polonia e una sconfitta contro il Portogallo. Ora ha un solo punto nel Gruppo 3, come la Polonia, mentre il Portogallo, che ha sempre vinto, è primo con sei punti ed è vicino alla qualificazione alla fase finale. Per sperare di rimanere in corsa, sia la Polonia che l’Italia devono vincere la partita di stasera.

Chi arriva secondo manterrà il proprio posto nella prima lega del torneo; chi arriva ultimo verrà invece retrocesso nella seconda lega, dove nella prossima edizione del torneo affronterà squadre di livello inferiore. Il risultato di stasera sarà quindi determinante per la classifica finale: chi perde è retrocesso.

Nonostante i dubbi che ancora persistono sul formato del torneo, la Nations League si è rivelata utile per capire il livello dell’Italia a quasi un anno dalla mancata qualificazione ai Mondiali. Nel torneo la UEFA ha infatti diviso le nazionali europee in base alla loro posizione nel ranking continentale. L’Italia è finita con una squadra sulla carta più forte, il Portogallo, che comunque non è imbattibile — soprattutto ora che è senza Cristiano Ronaldo — e una più vicina al suo livello, cioè la Polonia. Il Portogallo si è dimostrato superiore, e infatti è la favorita per giocarsi la fase finale, mentre stando a quanto si è visto finora, se l’Italia dovesse essere retrocessa si tratterebbe comunque di un risultato tutto sommato giusto.

Per il calcio italiano i tempi sono quelli che sono. La Nazionale non vince una partita ufficiale da più di un anno: l’ultimo successo risale al 9 ottobre di un anno fa, quando battemmo l’Albania nei gironi di qualificazione ai Mondiali. Abbiamo pochi giocatori di livello internazionale e tanti altri discreti che si stanno avvicinando al picco della loro maturità calcistica senza avere molta esperienza ai massimi livelli. In questo momento tutte le altre grandi nazionali europee sono superiori alla nostra, ma prima o poi bisognerà giocarci contro.

Mancini sta provando tanti giocatori diversi, come si è visto dalle ultime convocazioni, e alcuni di questi non sono molto noti: o perché vengono da squadre italiane di seconda o terza fascia, oppure perché giocano all’estero da anni. Nessun nuovo giocatore è in grado di alzare da solo il livello della squadra in qualche reparto. I nomi di quelli importanti in rosa li conosciamo già: sono Giorgio Chiellini, Alessandro Florenzi, Leonardo Bonucci, Marco Verratti, Jorginho e Lorenzo Insigne, gli unici calciatori italiani di caratura internazionale e con anni di esperienza ai massimi livelli. Sono loro i titolari dell’Italia, sulla carta: ora resta da completare il resto della squadra.

Ci sono diversi giocatori in ballo per ogni ruolo “aperto” e nella partita di questa settimana contro l’Ucraina Mancini ha schierato una nuova formazione che stasera dovrebbe riconfermare. I centrali di difesa saranno sempre Bonucci e Chiellini, mentre sui terzini non ci sono ancora certezze. A centrocampo, accanto ai titolari fissi Verratti e Jorginho, stasera dovrebbe giocare Lorenzo Pellegrini, dopo che mercoledì ha giocato – e bene – Nicolò Barella. In attacco verrà riconfermato il tridente composto da Bernardeschi, Insigne, Chiesa. Fra questi tre non c’è un vero centravanti: ci sarà invece un “falso nove” al centro, cioè Insigne. Insieme non dovranno dare punti di riferimento all’avversario e soprattutto dovranno cercare di segnare più: dall’inizio della gestione Mancini la Nazionale ha segnato più di un gol solo contro l’Arabia Saudita, in amichevole.