Kwadwo Asamoah esulta dopo il gol segnato alla Sampdoria e poi annullato dal VAR nell'ultima giornata di campionato (ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)
  • Sport
  • lunedì 24 settembre 2018

La superiorità della Juventus si vede anche dai suoi ex giocatori

Higuain e Asamoah non erano fondamentali a Torino, ma lo sono diventati subito per Milan e Inter

Kwadwo Asamoah esulta dopo il gol segnato alla Sampdoria e poi annullato dal VAR nell'ultima giornata di campionato (ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

Dopo cinque giornate di campionato la Juventus si trova in testa alla classifica a punteggio pieno con cinque vittorie su cinque partite, con il secondo miglior attacco e la seconda miglior difesa. Stando a quello che si è visto finora, anche quest’anno (forse più degli altri) la Juventus non sembra avere delle vere rivali in campionato. Le aspettative già alte sulla squadra di quest’anno sono state rafforzate dalla partita di Champions League vinta 2-0 in settimana a Valencia, giocata con un uomo in meno per più di un’ora (e quel giocatore in meno era Cristiano Ronaldo). Ma l’attuale distanza tra la Juventus e le principali rivali in Serie A si vede anche da come alcuni suoi ex giocatori – ceduti perché non più prime scelte – si stiano rivelando come previsto fondamentali nelle loro nuove squadre di alta classifica.

A Milano il ventinovenne ghanese Kwadwo Asamoah è già un giocatore insostituibile per l’Inter di Luciano Spalletti, dopo essere stato un’ottima alternativa per la Juventus, per via della sua grande duttilità tattica, e aver sofferto alcuni complicati problemi fisici. Nelle prime sei partite della stagione, Asamoah è sempre stato titolare: l’unica partita in cui è subentrato è stata quella persa in casa contro il Parma. Finora è stato probabilmente il migliore della squadra. Viene schierato come terzino sinistro e da lì garantisce corsa, gioco e una propositività che in questo momento l’Inter non trova in nessun altro terzino (in attesa del rientro del croato Vrsaljko). La costruzione delle azioni dal basso passa quasi sempre da lui: martedì scorso è stato l’autore del cross con cui Icardi ha segnato il primo gol della rimonta contro il Tottenham.

Anche il Milan ha cambiato completamente aspetto con l’arrivo di Gonzalo Higuain, che la Juventus ha ceduto dopo l’arrivo di Cristiano Ronaldo. Anche se nella Juventus è stato ritenuto cedibile più degli altri attaccanti, Higuain rimane comunque uno dei più grandi centravanti in attività. Al Milan ha risolto da solo il problema dell’attacco della squadra — inesperto e inconcludente — imponendosi da subito come fulcro del gioco. Nelle quattro partite di campionato ha fatto il passaggio decisivo per il gol del 2-1 alla Roma e ha segnato nei pareggi di Cagliari e contro l’Atalanta. In Europa League ha risolto l’esordio ai gironi contro la piccola squadra lussemburghese del Dudelange.

Gonzalo Higuain dopo il gol segnato all’Atalanta (MARCO BERTORELLO/AFP/Getty Images)

Oltre ad Asamoah e Higuain, in Serie A c’è un altro ex della Juventus che potrebbe far parlare presto di sé. La carriera a Torino del croato Marko Pjaca, iniziata nel 2016, è stata segnata da un grave infortunio al ginocchio che lo ha bloccato per quasi un anno. Nella seconda metà della passata stagione, dopo essere guarito, fu mandato in prestito allo Schalke 04, in Germania, dove ha iniziato a ristabilirsi. In estate ha accettato l’offerta della Fiorentina, andando a completare uno dei più promettenti tridenti d’attacco della Serie A insieme a Federico Chiesa e Giovanni Simeone. Sabato sera ha segnato il suo primo gol stagionale nella vittoria per 3-0 contro la Spal. Quando la Juventus lo comprò dalla Dinamo Zagabria era considerato uno dei migliori giovani esterni d’attacco europei. Poi l’infortunio gli ha fatto perdere tempo e soprattutto quel tono muscolare che lo distingueva dagli altri nella corsa e nel dribbling in velocità. Alla Fiorentina però si aspettano che continui a crescere fino a diventare fondamentale (in tal caso comunque la Juventus si è riservata il diritto di riprenderselo pagando 26 milioni di euro).

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.