Le migrazioni degli alberi in Cina

Vengono sradicati per fare posto a nuovi progetti urbani o per abbellirne altri, come raccontano le foto di Yan Wang Preston

Da anni la fotografa Yan Wang Preston osserva e documenta il modo in cui in Cina gli alberi vengono spostati nell’ambito di progetti di sviluppo urbani, per fare posto a nuove costruzioni o abbellirne altre con zone verdi. Ha scoperto che il trapianto degli alberi è una questione importante nel paese, che riflette in qualche modo l’intera società: gli alberi vengono sradicati dalla loro terra e spostati altrove così come le tante persone che lasciano la casa d’origine per lavorare in una nuova città. Le fotografie degli alberi che ha scattato negli anni, impacchettati per tenerli al caldo, con finte foglie decorative d’inverno, trapiantati per abbellire condomini moderni, sono raccolte nel libro Forest pubblicato da Hatje Cantz.

Uno degli eventi più significativi nella realizzazione del progetto risale nel 2013, quando Preston si trovava lungo il Fiume Azzurro per un lavoro a lungo termine, come si legge nella presentazione del libro: «Nel piccolo villaggio di Xialiu c’era un albero di oltre trecento anni che stava, in tutta la sua gloria, proprio nel centro di una comunità, che a quel tempo doveva spostarsi per poter consentire la costruzione di una diga in quel posto. Tre mesi dopo non c’era più traccia del villaggio o dell’albero. Gli abitanti si erano trasferiti in montagna. E l’albero di settanta tonnellate? Fu venduto per diecimila dollari a un albergo a cinque stelle nella città più vicina, Binchuan. Yan ha trovato l’albero – spoglio dei rami e delle foglie e con il tronco fasciato dalla plastica – all’interno dello scheletro dell’hotel ancora in costruzione, come una scultura vivente che deve ancora prendere coscienza del suo nuovo ambiente».

Per Yan gli alberi sono una metafora delle migrazioni. Come si legge nella prefazione al libro, la città di Chongqing (da dove vengono molte delle foto) ha una popolazione di quasi 30 milioni di abitanti e continua a crescere: «La sua espansione riecheggia la tendenza della migrazione globale, in cui milioni di lavoratori si trasferiscono dalle zone di provincia in città. In questo processo migratorio, alberi e persone sperimentano lo stesso trauma di lasciare una terra e una vita familiari e più in sintonia con la natura».

Preston è nata in Cina, dove ha studiato medicina e ha lavorato come anestesista a Shanghai per tre anni. Nel 2005 si è trasferita nel Regno Unito con il marito e ha cambiato carriera: ha preso un dottorato in fotografia all’Università di Plymouth e ha passato molti anni a documentare la trasformazione dell’ambiente e della natura della Cina. Nel 2017 il progetto Forest ha vinto il Syngenta Photography Award, creato dall’omonima multinazionale svizzera di prodotti per l’agricoltura, che premia progetti fotografici dedicati a temi ambientali.

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