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  • lunedì 3 settembre 2018

Il Sassuolo sta ripartendo

Dopo una stagione difficile sembra che la squadra emiliana stia riuscendo a tornare competitiva come lo fu con Eusebio Di Francesco

Domenico Berardi e Kevin-Prince Boateng (Pier Marco Tacca/Getty Images)

Fra le sorprese di inizio campionato c’è il Sassuolo dell’allenatore Roberto De Zerbi, secondo in classifica dopo due vittorie e un pareggio e con il miglior attacco delle venti squadre di Serie A. I rapporti di forza del campionato, tuttavia, non sono ancora definiti e l’ordine della classifica inizierà probabilmente a prendere forma soltanto dopo il rientro dalla sosta internazionale. Ma il Sassuolo, nonostante abbia cambiato allenatore e inserito in squadra tanti nuovi giocatori, si è fatto trovare subito pronto all’inizio della stagione, racimolando punti molto importanti per il primo obiettivo del club, la salvezza. Lo ha fatto peraltro proponendo fin dall’inizio un calcio propositivo che ora lo rende una delle squadre più interessanti del nostro campionato.

Khouma El Babacar esulta dopo aver segnato il gol del 3-1 contro il Genoa (Massimo Paolone/LaPresse

Il Sassuolo è stato uno dei progetti più riusciti che la Serie A abbia visto negli ultimi anni, ma la sua ascesa si è bloccata l’anno scorso, in un campionato piuttosto complicato segnato dalla perdita di qualità della rosa e dalla scelta, poi rivelatasi sbagliata, di affidarsi all’allenatore Christian Bucchi. Cinque anni fa il club emiliano era in Serie B, nel 2008 giocava ancora in Serie C. Due anni fa arrivò a giocare i gironi di Europa League senza sfigurare, e riuscendo a competere allo stesso modo in più tornei. Dalla Serie B all’Europa League il Sassuolo venne allenato dall’attuale allenatore della Roma, Eusebio Di Francesco, che lo fece diventare una delle migliori squadre di provincia. Le idee vincenti di Di Francesco gli valsero l’ingaggio alla Roma. Nella passata stagione la sua assenza è stata evidente.

Con Bucchi il club aveva deciso di proseguire il progetto iniziato con Di Francesco, cercando di mantenere le caratteristiche propositive della squadra. Questo però non è accaduto, e con la squadra in zona retrocessione Bucchi è stato esonerato e rimpiazzato da Giuseppe Iachini, un “traghettatore” chiamato per raggiungere la salvezza ad ogni costo. Dopo gli imprevisti della passata stagione, in estate la società ha scelto di assumere un altro promettente allenatore, Roberto De Zerbi, il cui stile è ritenuto in linea con le idee del club. Con i proventi delle cessioni di Politano, Acerbi e Falcinelli, il Sassuolo si è rinnovato acquistando Kevin-Prince Boateng, l’esterno Federico Di Francesco — figlio del suo ex allenatore —, il difensore Marlon dal Barcellona, Manuel Locatelli dal Milan, la seconda punta Enrico Brignola dal Benevento e il centrocampista marocchino Mehdi Bourabia.

Roberto De Zerbi a bordocampo durante Cagliari-Sassuolo (Enrico Locci/Getty Images)

A giudicare delle prime partite, alcuni nuovi acquisti si sono già integrati molto bene, in particolare Boateng, un giocatore esperto e di qualità che il Sassuolo probabilmente non ha mai avuto. De Zerbi lo sta schierando nel ruolo di “falso nove” (un finto centravanti che non ha le classiche caratteristiche di un centravanti e gioca meno in profondità) o come seconda punta dietro Babacar. Al suo fianco c’è Domenico Berardi, da cui ci si aspetta molto dopo le ultime due stagioni in calo. I due sono stati fra i migliori giocatori di inizio campionato e coinvolti in quasi tutte le azioni da gol del Sassuolo, a partire dalla sorprendente vittoria contro l’Inter. Nell’ultima partita, giocata domenica in casa contro il Genoa, il Sassuolo ha meritato la vittoria rimontando un gol di svantaggio e poi segnandone complessivamente cinque. Al termine dell’incontro De Zerbi ha detto di essere consapevole di avere una squadra forte ma piuttosto giovane, che dovrà essere pronta ai cali e alle partite più impegnative che arriveranno nei prossimi mesi per poter dire di essersi riavvicinata ai livelli del vecchio Sassuolo.

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