Una Tough Mudder nel 2012 a Englishtown, in New Jersey (Bruce Bennett/Getty Images)
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  • sabato 21 luglio 2018

Le corse a ostacoli nel fango vanno sempre più di moda

Si chiamano OCR, Obstacle-Course Races, e si stanno diffondendo anche in Italia: cosa sono e perché funzionano

Una Tough Mudder nel 2012 a Englishtown, in New Jersey (Bruce Bennett/Getty Images)

Per diversi anni – almeno da quando fu inventato il jogging e correre divenne cool – l’obiettivo di molte persone che tenevano al proprio fisico era correre una maratona. La maratona era “la cosa da fare prima dei 30/40/50/60 anni”, il traguardo finale dopo una dieta o un cambio di stile di vita. Era, nella percezione comune, un’impresa provante e difficile da portare a termine, ma comunque accessibile. Da qualche anno si sente però parlare sempre più spesso di OCR, Obstacle-Course Races: sono eventi in cui oltre a correre, in genere molto meno chilometri che in una maratona, si devono superare decine di ostacoli e prove di vario tipo, quasi sempre in mezzo al fango. In un recente articolo dell’Atlantic Nate Dern ha provato a spiegare perché gare di questo tipo, come la Spartan, il Tough Mudder e la MudRun, sono sempre più popolari.

I partecipanti alle gare OCR sono in costante crescita: non ci sono numeri chiari, anche perché esistono tanti eventi tra loro diversi, ma ci sono appunto sempre più eventi, con sempre più partecipanti. Secondo quanto detto al Post dalla Federazione italiana OCR nel 2015 in Italia avevano partecipato a gare di questo tipo 15mila persone; nel 2016 sono state 34mila e nel 2017 43mila. Per avere un paragone, secondo i dati raccolti dalla rivista Correre nel 2016 le persone che hanno completato una maratona sono state poco più di 39mila: un numero in leggera crescita rispetto agli anni passati.

Le gare OCR hanno quasi sempre una lunghezza che sta tra i cinque e i cinquanta chilometri, e lungo il percorso possono esserci fino a 35 diversi ostacoli. In alcuni casi si tratta di muri o barriere da superare ma ci sono anche tratti in cui si devono portare pesanti sacchi di sabbia o si deve procedere con la forza di braccia e spalle e pezzi in cui si deve strisciare o ci si deve arrampicare su una corda. In genere, soprattutto nelle gare più semplici e di livello più basso, se non si supera un ostacolo si può comunque procedere dopo aver però fatto un certo numero di esercizi: e quasi sempre si devono fare dei burpee, un esercizio che richiede l’uso di gran parte dei muscoli del corpo. Secondo l’Atlantic «l’idea di trottare noiosamente per una strada asfaltata per 42 chilometri non è allettante per tutti»; il principale merito delle OCR è che non sono monotone.

La OCR più famosa e diffusa nel mondo è la Spartan, che può essere di tre tipi: Sprint (intorno ai 6 chilometri e ai 20 ostacoli), Super (lunga il doppio, con 25 ostacoli) e Beast, in cui «il circuito si svolge su un’estensione di almeno 21 km durante i quali affronterete almeno 30 ostacoli, che renderanno molto faticoso il vostro arrivo alla Finish Line». Il sito spiega però che esistono anche eventi extra: «Ultra (26+ miles, 60+ ostacoli), Hurricane Heat (3-4 ore di estenuante Team Building), Hurricane Heat 12 Hour (12 ore di prosciugante lavoro fisico e mentale da gestire con il tuo team e di sfide individuali), oppure Agoge, un evento della durata di 60 ore che forgia la tua forza fisica, mentale, la tattica e la capacità di collaborare in un team». Il sito, in italiano, ha una sezione per il merchandising, una sulla Spartan Kids e una su come allenarsi per una gara Spartan. Il prossimo evento Spartan sarà a settembre a Misano Adriatico: iscriversi ora costa circa 100 euro (il prezzo dipende da vari fattori e può variare).

Esistono molti tipi di gare simili alla Spartan. Quasi tutte hanno fango e percorsi che fanno pensare agli addestramenti militari (o almeno agli addestramenti militari così come si vedono in certi film) e una, la Tough Mudder, è stata creata da Will Dean, un ex agente dell’antiterrorismo britannico che dice di essersi ispirato a allenamenti davvero usati nell’esercito e nelle forze speciali. La Tough Mudder si distingue da altre OCR anche perché incentiva, nel superamento di certi ostacoli, il lavoro di gruppo. Per fare qualcosa meglio o più in fretta è infatti necessario collaborare con altri: a volte membri di una squadra, altre volte degli sconosciuti. I dati di Spartan dicono che l’80 per cento delle persone che hanno partecipato alle sue gare negli Stati Uniti lo ha fatto all’interno di una squadra; nel caso di Tough Mudder la percentuale sale al 95 per cento.

Joe De Sena, fondatore di Spartan, ha spiegato all’Atlantic cosa pensa che renda le OCR più allettanti delle maratone: «Alla fine siamo tutti pigri e il contesto in cui viviamo ci spinge a esserlo sempre di più. Se uno vuole davvero cambiare routine, non è che correre sull’asfalto per 42 chilometri sia così intrigante. Al contrario, le Spartan sono molto più divertenti». De Sena ha anche detto di ritenere le OCR migliori perché richiedono e aiutano a formare un fisico migliore: «Quando guardo la gente alla partenza di una maratona, gli esseri umani che vedono non mi sembrano aver massimizzato il loro potenziale. Quando guardo i partenti a una Spartan, vedo corpi perfetti».

De Sena tira ovviamente acqua al suo mulino. Ma è evidente che le OCR richiedano muscolature più sviluppate, soprattutto negli arti superiori, e che le maratone – essendo un’attività di sola resistenza – portino ad avere invece fisici asciutti, con poca massa muscolare (pochissima negli arti superiori). L’Atlantic cita anche Ryan Hall, forte ex maratoneta statunitense che dopo aver smesso ha iniziato a fare palestra e ha detto di sentire che stava «dando vita al suo corpo, anziché togliergliela».

Fisico a parte, le OCR funzionano perché variano l’attività, rendendola meno monotona, e perché gli esercizi sono in genere bilanciati per essere difficili ma non impossibili: non sono così facili da essere percepiti come inutili e accessibili a tutti, ma nemmeno così difficili da essere un ostacolo insuperabile per i più. A differenza delle maratone, poi, le OCR danno la sensazione di essere un prodotto più che una manifestazione. Sono un evento sociale che punta molto sull’identificazione dei partecipanti, facendoli sentire parte di qualcosa. Potluck Mittal, un ingegnere di 27 anni intervistato dall’Atlantic, ha definito l’OCR a cui ha partecipato con alcuni colleghi «un’attività sociale che si incrocia con il fitness».

Un’altra ipotesi sul successo delle OCR riguarda il fatto che sono solo la cosa nuova, dopo che le maratone hanno smesso di esserlo. Nel caso di OCR su percorsi brevi e senza troppi ostacoli, si tratta di una comoda possibilità di fare qualcosa di percepito come nuovo e moderno con una preparazione che, in certi casi, non deve essere eccezionale. Nel caso di OCR difficili e su percorsi lunghi, è un modo per fare qualcosa che vada oltre una maratona. È il motivo per cui si stanno anche diffondendo sempre più le ultra-maratone, gare dai 50 chilometri in su, o le gare di skyrunning: corsa in salita.

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