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  • giovedì 19 luglio 2018

Trump vuole mollare il Montenegro?

In un'intervista con Fox News ha detto che potrebbe portare alla Terza guerra mondiale – il Montenegro! – facendo molta confusione sui principi della NATO

(BRENDAN SMIALOWSKI/AFP/Getty Images)

In un’intervista registrata domenica scorsa e trasmessa martedì, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è sembrato mettere in discussione il principio fondamentale della NATO, quello della reciproca difesa in caso di attacco a uno qualsiasi dei paesi membri. È un principio che ha consolidato un’alleanza molto solida nel corso dei decenni, avendo un potentissimo effetto deterrente, e che è stato effettivamente invocato una sola volta nella storia della NATO, per difendere proprio gli Stati Uniti dopo gli attentati dell’11 settembre.

Parlando con il giornalista della tv conservatrice Fox News Tucker Carlson, uno dei più grandi sostenitori televisivi di Trump, che gli chiedeva perché un americano dovrebbe mandare i suoi figli a combattere per difendere – supponiamo – il Montenegro, Trump ha risposto dicendo che si è chiesto la stessa cosa e che il Montenegro potrebbe causare la Terza guerra mondiale. «Il Montenegro è un paese minuscolo con gente molto forte, gente molto aggressiva», ha detto Trump. «Potrebbero diventare aggressivi e improvvisamente, congratulazioni, ti ritrovi nella Terza guerra mondiale».

Con questa risposta, Trump è sembrato voler dire che gli Stati Uniti non difenderebbero il Montenegro in caso di attacco da parte di un altro paese, un obbligo però previsto dall’articolo 5 del Trattato del Nord Atlantico, il testo su cui si basa l’alleanza della NATO. Trump, inoltre, è sembrato fare confusione sul senso di quell’articolo, che impegna i paesi al reciproco aiuto solo in caso di un’aggressione subita: se – come suggerito da Trump – il Montenegro aggredisse un altro paese, gli Stati Uniti non avrebbero alcun obbligo di intervenire al suo fianco.

Trump ha spesso usato un linguaggio piuttosto aggressivo parlando della NATO. Ha detto che la considera un’organizzazione «obsoleta» – ma poi si è rimangiato quella dichiarazione, come spesso accade – e nelle ultime settimane ha più volte ripetuto che gli altri paesi che ne fanno parte avrebbero dovuto investire di più nella loro difesa, arrivando al due per cento del PIL previsto dai trattati. Il Montenegro è l’ultimo paese a essere entrato a far parte dell’alleanza, che nacque nel 1949 in funzione anti-sovietica ed è ancora oggi la principale alleanza militare che si oppone all’influenza della Russia nel mondo. L’ingresso del Montenegro nella NATO non è stato apprezzato dalla Russia, che vede invece con sospetto e preoccupazione ogni allargamento della NATO verso est. Prima che il Parlamento montenegrino votasse l’ingresso nella NATO, per esempio, l’allora vice premier russo Dmitry Rogozin disse che il paese avrebbe “rimpianto” la decisione.

Per questi motivi, le affermazioni di Trump sono state accolte con un po’ di preoccupazione in Montenegro e in altri paesi particolarmente esposti alle minacce e alle angherie della Russia. L’ex presidente del Parlamento montenegrino Ranko Krivokapic ha detto a BBC di essere preoccupato che il Montenegro venga usato in una più ampia trattativa tra la Russia e gli Stati Uniti, aggiungendo che ormai lui considera l’appartenenza del Montenegro all’Occidente come un dato di fatto. A Trump ha risposto anche il ministro degli Esteri lettone, Edgars Rinkēvičs, spiegando che il suo paese era entrato nella NATO non perché sia aggressivo ma perché temeva un’aggressione per via della sua storia recente. La Lettonia fu occupata dall’Unione Sovietica dalla fine della Seconda guerra Mondiale fino all’indipendenza dei primi anni Novanta, e da tempo è preoccupata di una nuova invasione da parte della Russia (che intanto ha invaso l’Ucraina e ha annesso a sé la Crimea, confermando la fondatezza di questi timori).

Il Montenegro è un paese di 630.000 abitanti, il cui esercito è formato da circa 2.000 persone. Per tutta la seconda metà del Novecento il Montenegro ha fatto parte della Jugoslavia, un paese comunista anche se non sotto la diretta influenza dell’Unione Sovietica. Il paese è poi diventato completamente indipendente nel 2006, quando con un referendum fu decisa la separazione dalla Serbia. Dal momento dell’indipendenza, il Montenegro ha avviato un processo di avvicinamento all’Occidente, chiedendo di poter entrare nella NATO e nell’Unione Europea.

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