Ouch!

Raccolta fotografica di infortuni e sospette simulazioni ai Mondiali di calcio

Il centrocampista della Germania Sebastian Rudy dopo un infortunio contro la Svezia, 23 giugno (JEWEL SAMAD/AFP/Getty Images)

Nel calcio, per segnalare la gravità di un infortunio, non c’è bisogno di fare come Neymar, che nell’ultima partita giocata dal Brasile ai Mondiali è rimasto a terra per quattro minuti dopo aver ricevuto un colpo. Per il regolamento ufficiale, la comparsa di una sola goccia di sangue obbliga l’arbitro a interrompere il gioco e spedire il giocatore ferito a medicarsi. Parliamo però di un’asticella molto alta: a un calciatore capita raramente di ricevere colpi che fanno sanguinare. In tutti i casi meno gravi è complicato capire dove finisca il dolore e dove inizi la simulazione, che può servire a far guadagnare minuti preziosi alla propria squadra. Giudicate voi.

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