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  • sabato 23 giugno 2018

Perché si sta parlando – di nuovo – di vaccini

Salvini ha detto che 10 vaccini sono troppi, perché inutili «e in parecchi casi pericolosi», facendo ricominciare la solita discussione

Da ieri, venerdì 22 giugno, si è tornati a parlare di vaccini in Italia. È successo perché Matteo Salvini – leader della Lega e ministro dell’Interno – ha detto in un’intervista di ritenere che i 10 vaccini obbligatori previsti un anno fa dal cosiddetto “decreto Lorenzin” per gli studenti delle scuole elementari siano troppi e forse anche dannosi. A quel punto a Salvini hanno risposto Giulia Grillo, ministra della Salute e esponente del Movimento 5 Stelle, e Luigi Di Maio, ministro del Lavoro e capo politico del Movimento 5 Stelle. Visto che si è tornati a parlare di vaccini si sono poi, di nuovo, espressi a riguardo anche quelli che se ne intendono: come il medico Roberto Burioni e l’Istituto superiore di Sanità (ISS).

Il decreto Lorenzin, in breve
È la misura assunta dal governo Gentiloni per rendere obbligatoria la vaccinazione dei bambini e dei ragazzi che frequentano la scuola dell’obbligo, poi convertita in legge dal Parlamento. Il provvedimento è in vigore dallo scorso anno ed è stato adottato per riportare entro i limiti di sicurezza le coperture vaccinali nella popolazione, indispensabili per evitare epidemie di malattie pericolose e facilmente trasmissibili come il morbillo. Il provvedimento si era reso necessario perché era aumentato in modo pericoloso il numero di non vaccinati e di conseguenza i casi di alcune malattie tra cui il morbillo.

Cosa ha detto Salvini
Salvini ha parlato di vaccini la mattina del 22 giugno, in un’intervista con la radio toscana RadioStudio54. Ha detto, in riferimento all’obbligatorietà dei vaccini: «La priorità è che questi bimbi e queste bimbe non vengano esclusi ed espulsi dalla classe. Poi continueremo perché ritengo che 10 vaccini obbligatori siano assolutamente inutili e in parecchi casi pericolosi, se non dannosi». In seguito, durante un comizio, Salvini ha anche detto: «Ho ripetuto quello che dico da anni sui vaccini. Ed è una cosa chiara da papà. Io ho vaccinato i miei figli: alcuni vaccini salvano la vita. Dieci vaccini sono troppi, per alcuni bambini dieci vaccini sono troppi. E una cosa su cui non cambierò mai idea: chi più della mamma e del papà hanno a cuore la salute dei loro figli?».

La risposta della ministra Grillo
Intorno alle 16.30 la ministra della Salute Giulia Grillo ha pubblicato un comunicato in cui ha ricordato che i vaccini sono fondamentali e che “chiaramente si tratta di un tema che deve essere discusso anzitutto dal ministero della Salute”.

Voglio ribadire ancora una volta, e non mi stancherò mai di ripeterlo, che i vaccini sono un fondamentale strumento di prevenzione sanitaria primaria. E che in discussione a livello politico sono solo le modalità migliori attraverso le quali proporli alla popolazione.

Tutte le polemiche sono solo strumentali e finalizzate a creare un circo mediatico che a me non interessa alimentare. Prenderemo le decisioni opportune in accordo con gli alleati di Governo, ma chiaramente si tratta di un tema che deve essere discusso anzitutto dal ministero della Salute.

Ci fa piacere che il ministro degli Interni si interessi di un tema così importante, così come il ministro dell’Istruzione. Voglio solo precisare che l’obbligatorietà è un argomento politico, che ha a che fare con una strategia di tipo politico. Ma le valutazioni di tipo scientifico non competono alla politica. La politica “non fa” scienza, la scienza la fanno gli scienziati. La politica decide quale strumento vuole utilizzare, se vuole utilizzare l’obbligatorietà e in quale misura.

Grillo è laureata in Medicina, con una specializzazione in Medicina legale, ed è stata tra i più convinti oppositori del  “decreto Lorenzin”. Sia nel periodo dell’approvazione del decreto, sia in quello della sua trasformazione in legge, Grillo è stata estremamente critica nei confronti di Lorenzin e del governo. Grillo non è antivaccinista e in più occasioni ha riconosciuto l’importanza dei vaccini: non ritiene però che debba esistere un obbligo come quello introdotto lo scorso anno. Si ritiene che Grillo possa decidere di spostare la scadenza, attualmente prevista per il 10 luglio, entro cui i bambini dovrebbero essere vaccinati per potersi iscrivere agli asili e alle scuole materne.

Cosa ha detto Di Maio
Luigi Di Maio ha commentato in modo piuttosto criptico le parole di Salvini. Ha detto, in riferimento al contratto di governo concordato tra Lega e Movimento 5 Stelle prima dell’insediamento del nuovo governo: «Su questo tema il contratto parla chiarissimo: noi vogliamo rivedere il decreto Lorenzin ma nel senso semplicemente di poter assicurare comunque una tutela vaccinale alle persone e soprattutto ai bambini. Poi ognuno ha la sua opinione sui vaccini. Voi la conoscete la nostra».

Sui vaccini, il contratto di governo dice, alla fine della sezione dedicata alla sanità:

Pur con l’obiettivo di tutelare la salute individuale e collettiva, garantendo le necessarie coperture vaccinali, va affrontata la tematica del giusto equilibrio tra il diritto all’istruzione e il diritto alla salute, tutelando i bambini in età prescolare e scolare che potrebbero essere a rischio di esclusione sociale.

La risposta di Salvini
Più tardi, nel pomeriggio del 22 giugno, Salvini ha detto, in riferimento alla ministra Grillo: «Sua è la competenza sui vaccini, condivido il suo pensiero, a questo ci atterremo e al contratto di governo».

Cosa hanno ricordato Burioni e l’ISS
L’Istituto Superiore di Sanità ha fatto sapere in una nota che: «Nel caso in cui si fermassero i programmi vaccinali, le malattie prevenibili con i vaccini tornerebbero» e che «Se le persone non si vaccinassero, in breve tempo comparirebbero di nuovo malattie diventate poco frequenti, come la difterite, la pertosse, il morbillo, la parotite». Il medico e docente di virologia e microbiologia Roberto Burioni, autore del libro Il vaccino non è un’opinione ha scritto che quella di Salvini è una «bugia pericolosissima» e ha invitato Salvini a spiegare quali vaccini, tra i dieci previsti sarebbero superflui.