“Westworld”, il film

Uscì nel 1973, scritto e diretto da Michael Crichton (non andate mai in un parco ideato da lui), e ha molte somiglianze con la serie tv di HBO

Westworld, la serie western e di fantascienza di HBO, esiste da un paio d’anni e si è fatta notare per la sua complessità e la qualità con cui è realizzata. Da 45 anni però esiste anche un film di Westworld: forse non lo sanno tutti, nemmeno tutti quelli che si sono appassionati alla serie e arrovellati sulla sua trama. Anzi: esistono un film del 1973, un sequel del 1976 e una miniserie del 1980, cancellata dopo cinque episodi perché nessuno la guardava. Il film del 1973 si chiama Westworld e fu scritto e diretto da Michael Crichton, che è morto nel 2008, è noto per aver scritto il romanzo Jurassic Park, per aver ideato E.R. – Medici in prima linea e per essere stato autore di diversi romanzi di successo, alcuni diventati film.

Nel 1973 Crichton aveva poco più di trent’anni e si era fatto conoscere grazie ad Andromeda, un romanzo thriller e di fantascienza su un virus alieno. Nel 1971 il libro era diventato un film diretto da Robert Wise e candidato a due Oscar. Dopo quel film Crichton aveva deciso che voleva dirigersene uno lui, senza darlo ad altri: non voleva farlo con un’altra storia di fantascienza ma spiegò che era quello per cui era famoso e che nessuno gli avrebbe mai fatto fare un film di altro tipo.

Pensò allora a Westworld, un thriller di fantascienza su un parco divertimenti in cui robot praticamente indistinguibili dagli umani iniziano ad avere problemi e si ribellano agli umani. Nel film, come nella serie di HBO, il parco è gestito da una società chiamata Delos, che da un quartier generale controlla tutto quello che succede nel parco. Già nei primi minuti di film viene però detto che i parchi sono tre: uno a tema “frontiera americana del 1880”, uno ambientato nel Medioevo del Tredicesimo secolo e uno nella Roma imperiale.

I protagonisti del film sono Yul Brynner, che negli anni Cinquanta e Sessanta aveva recitato in molti kolossal, Richard Benjamin e James Brolin, padre di Josh, anche lui attore. Brynner interpreta un robot-pistolero; Benjamin e Brolin sono Peter e John, due umani che vanno nel parco per divertirsi, fare sesso con prostitute-robot e uccidere robot-pistoleri. John, che già c’è stato, ha deciso di farlo scoprire all’amico John, alla sua prima visita. John all’inizio è perplesso, poi ci prende la mano e si mette a giocare ai cowboy, senza alcuna remora nei confronti dei robot.

Crichton spiegò che l’idea per il film gli venne dopo essere stato a Disneyland, in California, e aver visto l’attrazione Pirates of the Caribbean: è quella da cui anni dopo è stato fatto il film, ma già dal 1967 era un’attrazione con dei manichini meccanici. Tra l’altro l’attrazione è anche citata nel film Jurassic Park, quando il giustamente preoccupato Ian Malcom dice, riferendosi ai dinosauri, che quando a Disneyland l’attrazione Pirates of the Caribbean si rompe, non è che i pirati si mettono a mangiare i visitatori.

Crichton disse di aver voluto girare le scene western come se fossero dei cliché, delle chiare citazioni di tutti i film di quel genere. Il pistolero-robot interpretato da Brynner è tra l’altro vestito quasi nello stesso modo di Chris Adams, il pistolero interpretato da Brynner in I magnifici sette, un grande western del 1960.

Crichton girò Westworld in un mese (non tanto) e con un budget di poco più di un milione di dollari (non tanto, nemmeno nel 1973). Di questi, 250mila dollari furono usati per pagare gli attori, 400 per la troupe, gli altri per effetti speciali, costumi e location: gli studi della MGM, che produsse il film, e il deserto del Mojave, in California. La colonna sonora fu fatta da Fred Karlin, che oltre a musiche tipicamente western aggiunse suoni elettronici. Un po’ come fa Ramin Djawadi realizzando in Westworld, la serie, cover dei Radiohead, dei Rolling Stones o di Kanye West.

Westworld, il film, inizia con una pubblicità di Delos in cui sono intervistati un po’ di umani che sono appena stati a Westworld, Medievalworld o Romanworld. Dicono tutti che sembrava tutto vero e che si sono divertiti a “sposarsi”, “fare lo sceriffo” o “fare un paio di combattimenti con le spade”. «Ho sparato a sei persone, ma non erano vere persone», dice un intervistato.

Finita la pubblicità, inizia il film: si vedono Peter e John che volano verso il parco e si scopre che è il 1983 (allora era quello, il futuro) e un giorno nel parco costa mille dollari (circa 2.500 dollari attuali, mentre in Westworld, la serie, un giorno costa 40mila dollari). John, che già conosce il parco, accompagna Peter nella scelta di armi e vestiti e gli spiega che l’unica cosa che permette di distinguere un robot da un umano sono le mani, perché le mani sono la cosa più difficile da fare e quelli di Delos ancora non ci sono riusciti. In Westworld, la serie, c’è una scena in cui Robert Ford (il personaggio di Anthony Hopkins) racconta che, all’inizio del parco, avevano incontrato molte difficoltà nel fare le mani dei robot. Peter e John bevono, vanno con due prostitute-robot e uccidono, più di una volta, il pistolero interpretato da Brynner. Ma non è un problema, perché si vede che di notte – quando tutti dormono – passa un furgoncino della Delos che recupera i robot uccisi e li porta in un laboratorio in cui vengono rimessi a posto.

Peter e John si dicono anche, in una frase praticamente identica a quella di Jurassic Park, che quelli della Delos “non hanno badato a spese”. Mentre Peter e John si divertono, i tecnici della Delos scoprono però che c’è una specie di virus che si sta diffondendo tra i robot, causando malfunzionamenti. All’inizio sono piccoli e poco rilevanti, poi le cose peggiorano. Prima succede che un serpente-robot (programmato per essere innocuo) morda John; poi che i robot si ribellino. Anche in Westworld, la serie, capita di vedere serpenti: una volta Ford ne blocca uno apparentemente con la forza del pensiero; un’altra volta l’Uomo in Nero spara a uno; e poi c’è un personaggio, con un serpente tatuato, che morde un umano. Tutto questo succede prima della prima ora di film, che dura 88 minuti.

Senza dire il finale (che va anche oltre il finale della prima stagione di Westworld), il film è diverso dalla serie perché la prospettiva dei robot non c’è quasi mai e perché, soprattutto, il loro malfunzionamento è un virus, un problema tecnologico, non una presa di coscienza associata a una complicata teoria come la mente bicamerale. Ci sono però molte somiglianze e cose del film che la serie ha scelto di citare in modo piuttosto esplicito:

Westworld incassò più di 10 milioni di dollari negli Stati Uniti, arrivò in Italia col titolo Il mondo dei robot e nel 1978 fu anche trasmesso su Rai Due. Le recensioni furono in genere positive: Variety scrisse che era «un film eccellente, che unisce un intrattenimento consistente, l’attualità, e un valore narrativo intelligente sia serio che comico. Crichton disse però che «gli spettatori ridevano nei momenti sbagliati» e percepivano una forte tensione in punti in cui lui non l’aveva messa. Spiegò che la gente interpretò il film come un allarme contro il futuro della tecnologia, mentre per lui era soprattutto un film su una società cattiva, come Delos, che dava poco peso alla vita degli umani in pericolo nel suo parco.

“Wrong” (sbagliato) è appositamente scritto sbagliato

Westworld lasciò il segno in vari modi: John Carpenter disse di essersi ispirato all’indistruttibilità del personaggio di Brynner per fare il protagonista di Halloween e Arnold Schwarzenegger disse di essersi ispirato al pistolero-robot per fare Terminator. Westworld è anche considerato il primo film che parlò di un “virus nei computer” e, come raccontato in un articolo del New Yorker, il primo film a scegliere di usare un’immagine pixellata, per rendere l’idea di come i robot vedessero il mondo.

In Futureworld, il sequel del 1976, succede un po’ la stessa cosa che succede nei sequel di Jurassic Park: Delos riapre il parco, convinta che tutto sia a posto, ma non è così. Il film – che parla di temi che vengono fuori nella seconda stagione di Westworld – non andò molto bene e si abbandonò l’idea di farne un terzo. Nemmeno la serie – Beyond Westworld, trasmessa nel 1980 su CBS – si fece apprezzare o seguire da un numero sufficiente di spettatori.

Nei primi anni del Duemila si disse che Schwarzenegger fosse interessato a un possibile remake del film, ma poi divenne governatore della California e non se ne fece nulla. Nel 2013 la HBO annunciò la produzione della serie: J.J. Abrams, che ne è produttore, la propose a Jonathan Nolan, fratello di Christopher e sceneggiatore di molti suoi film. Nolan ne parlò con sua moglie Lisa Joy, che non aveva mai visto il film. Nolan raccontò che Joy gli disse: «Un parco a tema western con dei robot. Facciamone una serie tv. Pensa alle vite dei robot».

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