I demoni di Zerocalcare

Spiegati bene al Post, da lui stesso, e con i disegni di "Macerie prime"

Un particolare della copertina variant di "Macerie prime. Sei mesi dopo" di Zerocalcare (BAO Publishing)

Il 7 maggio è uscita la seconda parte dell’ultimo graphic novel di Zerocalcare: Macerie prime. Sei mesi dopo. Come dice il sottotitolo, è stata pubblicata a sei mesi di distanza dalla prima ed è già al primo posto nelle classifiche dei libri più venduti, con un’ulteriore elevazione della popolarità dell’autore e dell’attenzione nei suoi confronti da parte di media e lettori. La storia raccontata nei due volumi è molto autobiografica, come i precedenti fumetti di Zerocalcare: e tratta molti temi che si diramano da quello della contraddizione tra l’ambiente romano in cui l’autore è cresciuto e vissuto e il suo successo nazionale degli ultimi anni. Tra le altre cose parla di tutte le richieste di aiuto che Zerocalcare riceve, delle lunghe file di persone che a fiere e presentazioni aspettano di ricevere un suo autografo e un suo disegnino, ma soprattutto di quel momento nella vita dei suoi coetanei in cui ci si aspetterebbe di essere già adulti – con il lavoro che si vuole fare, una casa, una famiglia – e invece per varie ragioni non ci si sente ancora tali.

Ci sono molti personaggi che i lettori di Zerocalcare conoscono già, primi fra tutti l’Armadillo e l’amico Cinghiale. Invece una novità è un gruppo di demoni che perseguitano Zerocalcare, i suoi amici e molti di noi tutti: ognuno rappresenta una inclinazione deteriore tipica di questi tempi e delle loro frustrazioni. Al Post Zerocalcare ha spiegato in breve chi siano, con i disegni che seguono.

La copertina principale di “Macerie prime. Sei mesi dopo di Zerocalcare (BAO Publishing)

La copertina “variant” di “Macerie prime. Sei mesi dopo” di Zerocalcare: ci sono i demoni a colori (BAO Publishing)

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