Un'esercitazione sull'isola di Boracay, 25 aprile 2018 (NOEL CELIS/AFP/Getty Images)
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  • venerdì 27 Aprile 2018

L’isola più famosa delle Filippine sarà chiusa per sei mesi

Boracay, un posto di spiagge bianche e acqua azzurrissima, sarà vietata ai turisti per permettere profondi lavori di risanamento

Un'esercitazione sull'isola di Boracay, 25 aprile 2018 (NOEL CELIS/AFP/Getty Images)

L’isola di Boracay, la località balneare più famosa delle Filippine, sarà chiusa per sei mesi per permettere una vasta operazione di risanamento per salvarla dall’inquinamento e dagli eccessi legati al turismo. Dalla mezzanotte di mercoledì – per decisione del presidente Rodrigo Duterte – l’accesso all’isola è stato proibito a tutti i non residenti e sono iniziati i lavori di pulizia. La misura, estrema come quasi tutte le cose che decide Duterte, sembra essere stata apprezzata da molti preoccupati per il futuro di Boracay, ma c’è anche una speculare preoccupazione per gli effetti che la chiusura dell’isola avrà sull’economia locale.

Boracay – che si trova nel centro delle Filippine, a nord dell’isola di Panay – è famosa per le sue spiagge di sabbia bianchissima e per il colore azzurro intenso del mare. È una sorta di grande complesso turistico, intorno a cui lavorano circa 30.000 persone e che viene visitato ogni anno da due milioni di persone. La grande crescita del turismo degli ultimi anni, tuttavia, ha prodotto anche eccessi di diverso tipo e nelle ultime settimane si era parlato molto del sistema fognario dell’isola, arrivato al collasso.

La decisione di chiudere l’isola è stata presa dopo che Duterte aveva visto il video di uno scarico fognario che gettava direttamente in mare liquami neri, ma i problemi sull’isola sono più ampi e in generale sembra che lo sfruttamento a fini turistici delle spiagge sia stato così estremo da rendere il posto quasi invivibile. Per permettere la chiusura dell’isola, Duterte ha stabilito lo “stato di calamità” e ha fatto intervenire l’esercito per controllare gli accessi all’isola e pattugliare il mare circostante per evitare l’avvicinamento delle imbarcazioni turistiche. Dello stato dell’isola sono stati incolpati soprattutto gli amministratori locali, 10 dei quali sono stati denunciati per negligenze di vario tipo e saranno processati.