Bill Cosby e il suo avvocato fuori dall'aula del tribunale di Norristown, Pennsylvania, 15 giugno 2017 (AP Photo/Matt Rourke)
  • Mondo
  • giovedì 26 aprile 2018

Bill Cosby è stato condannato per violenze sessuali aggravate

L'attore dei Robinson era accusato di aver drogato e stuprato una donna: una delle più di 50 che hanno raccontato storie simili

Bill Cosby e il suo avvocato fuori dall'aula del tribunale di Norristown, Pennsylvania, 15 giugno 2017 (AP Photo/Matt Rourke)

L’attore statunitense Bill Cosby è stato condannato per violenze sessuali aggravate, al termine di un lungo processo molto seguito dai media e anche molto controverso, tanto che lo scorso giugno il giudice aveva dovuto dichiarare il “mistrial”, cioè aveva annullato il processo, perché la giuria che doveva decidere sull’eventuale colpevolezza di Cosby non era riuscita a raggiungere un verdetto. Il processo è stato ripetuto e stavolta Cosby è stato giudicato colpevole. La pena sarà decisa in una successiva udienza: Cosby rischia fino 10 anni di carcere per ciascuna delle tre accuse per cui è stato condannato e una multa da 25 mila dollari.

Bill Cosby, che ha 80 anni, è famoso come comico e per il suo ruolo nella serie tv I Robinson. Contro di lui erano stati presentati tre capi di accusa per molestie sessuali aggravate e Cosby è stato condannato per tutte e tre: per aver penetrato la donna che l’ha denunciato con una parte del suo corpo senza consenso, per averla penetrata mentre lei era incosciente e per averle somministrato delle droghe o altre sostanze in modo da neutralizzare ogni forma di resistenza.

Nel 2005 una donna aveva denunciato Cosby per essere stata drogata e violentata nella casa dell’attore a Philadelphia, l’anno precedente: Andrea Constand, una dipendente della Temple University che aveva conosciuto Cosby sul lavoro, aveva raccontato che prima dell’aggressione sessuale che aveva portato alla denuncia aveva già dovuto respingere alcune proposte sessuali di Cosby, del quale era amica, ma che la sera dell’aggressione Cosby le aveva fatto ingerire delle pillole che l’avevano resa incapace di reagire. Nella sua dichiarazione, Constand (che aveva detto a Cosby di essere stressata e di avere problemi di insonnia) aveva anche dichiarato di aver creduto che le pillole fossero a base di erbe. Poco dopo averle prese, aveva spiegato di aver provato vertigini e nausea e di essersi sentita «come una gelatina». Aveva anche detto di essere consapevole che Cosby la stava accarezzando e penetrando con le dita, e di essersi sentita «congelata e paralizzata». Quando si era risvegliata Cosby le aveva rimesso a posto il reggiseno e le aveva offerto un muffin.

La prima denuncia per gli stessi fatti contestati attualmente all’attore era stata fatta nel 2005, senza che le accuse venissero poi formalizzate perché il procuratore distrettuale non aveva ritenuto le prove sufficienti: in quell’occasione Cosby, sotto giuramento, aveva detto di aver avuto dei rapporti con la presunta vittima, ma che erano stati consensuali. Nel dicembre del 2015 il primo assistente del procuratore distrettuale della contea di Montgomery, Kevin Steele, aveva riaperto il caso dopo che erano emerse nuove informazioni sulla presunta aggressione. Negli ultimi anni molte altre donne, più di 50, hanno accusato Cosby di stupro e di violenze sessuali avvenute tra gli anni Ottanta e Novanta, ma soltanto le accuse di Constand sono state formalizzate e sono arrivate a processo: la sentenza di oggi riguarda solo il caso di Constand.

Durante il processo a Cosby hanno testimoniato cinque donne oltre a Constand. La difesa dell’attore ha però messo in discussione le loro motivazioni e ha definito Constand una «bugiarda patologica». Nelle loro argomentazioni conclusive, gli avvocati di Cosby hanno anche incoraggiato i giurati (sette uomini e cinque donne) a non fare di Cosby un capro espiatorio, hanno spiegato che il caso era basato su una serie di “assurdità” di cui «al momento il nostro paese è pieno».

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.