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  • lunedì 23 aprile 2018

Juventus-Napoli 0-1, raccontata

Cos'è successo domenica sera a Torino, perché la Serie A si è riaperta e cosa aspettarci da un finale di stagione che si preannuncia movimentato

I giocatori del Napoli festeggiano la vittoria all'Allianz Stadium (MARCO BERTORELLO/AFP/Getty Images)

Con la vittoria per 1-0 sulla Juventus nel posticipo della 34ª giornata di Serie A il Napoli ha riaperto il campionato a quattro giornate dal termine. La vittoria era l’unico modo con cui il Napoli sarebbe potuto tornare in piena corsa per lo Scudetto: battendo la Juventus a Torino ha infatti guadagnato 3 punti in classifica portandosi a un solo punto di distacco dal primo posto della Juventus. L’assegnazione dello Scudetto verrà decisa quindi nelle ultime quattro giornate di campionato, da qui al 20 maggio. Quello che dà ulteriori speranze di sorpasso al Napoli è il fatto che la Juventus dovrà giocare in trasferta contro Inter e Roma, due squadre di alta classifica e in piena corsa per la qualificazione alla Champions League. Il Napoli invece ha un calendario impegnativo ma sulla carta più abbordabile: dovrà giocare contro Fiorentina, Torino, Sampdoria e Crotone.

È probabile quindi che lo Scudetto della stagione 2017/2018 si decida all’ultima giornata, come non accadeva da anni. E in entrambi i casi sarebbero due risultati storici. Se la Juventus dovesse resistere fino alla fine vincerebbe infatti il suo settimo scudetto di fila, un record sia per la Serie A che per il calcio europeo (solo la Dinamo Kiev ne ha ottenuti di più: 9). Se invece dovesse vincerlo il Napoli sarebbe il suo terzo Scudetto, il primo dopo i due vinti con Diego Armando Maradona nel 1987 e nel 1990. Tuttavia, stando a quanto si è visto nelle ultime giornate di campionato e soprattutto ieri, fra le due squadre è il Napoli a sembrare la squadra favorita ora, nonché la più meritevole di vincere il campionato.

All’Allianz Stadium di Torino è stata una partita tutto sommato equilibrata, ma il Napoli ha meritato la vittoria specialmente per la grande prova difensiva e per l’insistenza con cui ha attaccato per tutto il secondo tempo. La Juventus, inferiore sotto tutti gli aspetti, ha giocato una delle sue peggiori partite degli ultimi anni. Sembrava potesse tenere il pareggio, nei minuti finali però è calata molto e un errore in marcatura del suo difensore centrale Medhi Benatia ha permesso al difensore del Napoli Kalidou Koulibaly di segnare il gol della vittoria senza darle tempo per recuperare. Il dato più significativo della prestazione non all’altezza della Juventus è che abbia concluso l’incontro senza tirare in porta nemmeno una volta, cosa mai successa nelle sei stagioni giocate nel suo attuale stadio.

Le difficoltà della Juventus sono iniziate già nei primi minuti di partita, quando un infortunio al ginocchio ha costretto Allegri a sostituire Giorgio Chiellini, il difensore più importante della squadra. Al suo posto è entrato Stephan Lichtsteiner, che è andato a fare il terzino spostando il tedesco Benedikt Höwedes al centro alla difesa. Höwedes però, alla sua terza partita di campionato dopo essere stato a lungo infortunato, ha avuto grosse difficoltà a gestire gli attaccanti del Napoli ed è sembrato stanco ben prima di tutti gli altri compagni.

Chiellini esce dal campo infortunato (MARCO BERTORELLO/AFP/Getty Images)

L’infortunio di Chiellini e la continua pressione sulla difesa dei giocatori del Napoli hanno complicato parecchio la costruzione delle azioni dal basso della Juventus, che nel primo tempo, oltre al palo preso con un calcio di punizione deviato di Miralem Pjanic, ha concluso soltanto azioni sterili. Per le difficoltà nel costruire il gioco, l’attacco della Juventus non si è praticamente visto per tutto il primo tempo: anche Douglas Costa, l’esterno offensivo più in forma, è rimasto a lungo fuori dalla partita. Il Napoli, nel frattempo, ha giocato come il suo solito: pressando i portatori di palla avversari e restando sempre ben posizionato in campo. Ha avuto delle occasioni, ma solo da posizioni laterali da cui era difficile segnare.

Per le evidenti difficoltà mostrate in campo, nell’intervallo Allegri ha deciso di sostituire Paulo Dybala con Juan Cuadrado per smuovere un po’ la squadra in attacco. La sostituzione di Dybala – fino all’anno scorso considerato il giocatore più importante della Juventus – ha sorpreso parecchio, dato che era la partita più importante del campionato. Fin lì, comunque, Dybala non si era mai visto, così come Gonzalo Higuain.

Dopo quindici minuti di gioco, nel secondo tempo Maurizio Sarri ha fatto entrare il centravanti polacco Arkadiusz Milik al posto di Dries Mertens. Nei minuti successivi il Napoli ha continuato a gestire la palla nella metà campo avversaria, senza però riuscire a oltrepassare in qualche modo la difesa juventina, se non in occasione di un tiro al volo all’interno dell’area piccola di Callejon. Nella seconda metà della ripresa il Napoli ha continuato a spingere, arrivando al tiro in diversi occasioni: da uno di questi, deviato da Buffon, è nato il calcio d’angolo del gol di Koulibaly.

Al fischio finale, in centro a Napoli succedeva questo:

E al ristorante Ribalta di New York – per prenderne uno a caso – questo:

Intanto i giocatori del Napoli festeggiavano nello spogliatoio dell’Allianz Stadium cantando uno dei cori più simbolici di questa stagione, che fa: «Sarò con te / e tu non devi mollare / abbiamo un sogno nel cuore / Napoli torna campione!».

A notte fonda, qualche ora dopo la fine della partita, migliaia di tifosi hanno accolto la squadra al suo arrivo all’Aeroporto di Napoli-Capodichino (in ritardo per via del grande afflusso di tifosi che ha bloccato le vie di accesso e di uscita).

Juventus e Napoli torneranno a giocare fra una settimana nella 35ª giornata di Serie A. La Juventus sarà impegnata sabato sera a San Siro contro l’Inter – squadra in piena corsa per la qualificazione alla Champions League – nel 233esimo “derby d’Italia” mentre il Napoli giocherà domenica sera a Firenze contro la Fiorentina.

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