La prima presentazione di "Bestia da latte" di Gian Mario Villalta nella redazione di SEM (SEM)

Come sta andando SEM

La duttile casa editrice fondata dall'ex capo di Mondadori Libri ha compiuto un anno, con un po' di bilanci e diverse soddisfazioni

La prima presentazione di "Bestia da latte" di Gian Mario Villalta nella redazione di SEM (SEM)

SEM è una piccola casa editrice con sede a Milano che pubblica libri dal gennaio 2017 e si è fatta notare rapidamente: soprattutto perché il suo cofondatore Riccardo Cavallero veniva dall’essere stato direttore generale della più grande delle case editrici italiane, Mondadori, ed era interessante capire come sarebbe andato, di questi tempi, un progetto di questo genere guidato da chi aveva affrontato finora l’editoria con attenzioni commerciali da grande scala: «Il primo anno è andato secondo le aspettative: abbiamo perso soldi», racconta ora Cavallero, aggiungendo però che «avremmo potuto perderne anche di più». Il settore della produzione di libri non è mai stato un ambito sicuro in cui investire, specialmente in Italia, dove ci sono meno lettori rispetto ad altri paesi europei, come la Germania e il Regno Unito. Negli ultimi due anni il mercato editoriale è tornato a crescere, ma aprire una nuova casa editrice resta sempre una scelta rischiosa. Cavallero però si dice soddisfatto dei risultati di SEM – le vendite del periodo natalizio sono andate bene – e molto ottimista sul suo futuro.

SEM, nome che sta per Società Editrice Milanese, esiste come società dal maggio del 2016. Cavallero l’ha fondata insieme a Mario Rossetti, cofondatore di Fastweb e CFO di Open Fiber, azienda che si occupa di realizzazione, gestione e manutenzione della rete in fibra ottica. Si sono conosciuti perché, mentre Cavallero lavorava ancora in Mondadori, Rossetti aveva scritto Io non avevo l’avvocato. Una storia italiana, in cui raccontava la sua vicenda giudiziaria legata all’inchiesta Fastweb-Telecom Italia Sparkle (in relazione alla quale ha ricevuto l’assoluzione definitiva all’inizio del mese). Io non avevo l’avvocato uscì nel febbraio 2015, proprio quando Cavallero lasciò Mondadori, dopodiché lui e Rossetti si misero a discutere del funzionamento delle case editrici, perché Rossetti non era soddisfatto di come era stato promosso il suo libro. Cavallero, a sua volta, è un dirigente editoriale anomalo nel mondo dei libri italiano: molto più attento al pragmatismo e alla concretezza commerciale rispetto ai suoi colleghi del rigido e spesso un po’ supponente mondo dei libri italiano, è da anni uno dei più interessati a capire come i nuovi meccanismi economici e culturali possano permettere di far sopravvivere l’editoria di libri contemporanea. L’idea di fondare SEM nacque da qui.

La redazione di SEM (SEM)

Oltre a Cavallero e Rossetti, che possiedono il 37,5 per cento delle azioni, i soci di SEM sono il gruppo Feltrinelli, proprietario di un altro 37,5 per cento della casa editrice, e per il 15 per cento la casa di produzione di documentari Anthos della regista Maite Carpio Bulgari; il rimanente 10 per cento di SEM è diviso tra altri investitori. Il direttore editoriale è Antonio Riccardi, poeta, scrittore e direttore letterario di Mondadori in passato.

La cosa che distingue di più SEM dalle altre case editrici è la sua duttile linea editoriale. Abitualmente in Italia grandi gruppi editoriali pubblicano libri di tutti i generi, dai romanzi ai libri di cucina, mentre la maggior parte delle piccole case editrici italiane, soprattutto nei loro primi anni di vita, sono specializzate in particolari tipi di libri, con una scelta identitaria o che spesso ricade in sottogruppi della narrativa: per esempio, Iperborea pubblica solo opere di autori provenienti dai paesi del Nord Europa, come Minimum Fax aveva cominciato pubblicando solo autori americani e Voland slavi; NN, nata poco prima di SEM, non fa distinzioni di origine sugli autori che sceglie, ma si è posta il criterio di scegliere solo narrativa “letteraria”, come si dice. La linea di SEM è molto meno rigida: Cavallero la definisce «casa editrice generalista che si occupa di narrativa di genere e letteraria, italiana e straniera».

Un’altra scelta di SEM è non praticare quella scelta tradizionale delle case editrici che sono le collane: ogni libro che pubblica è «indipendente e non assimilabile a un altro», spiega Cavallero, secondo cui il senso delle collane editoriali si è perso nel tempo perché le case editrici, anche comprensibilmente, hanno cominciato ad associare tra loro libri che c’entrano poco gli uni con gli altri. Anche NN non ha vere e proprie collane, ma propone comunque gruppi di libri insieme – le chiama “serie” – sulla base di qualche criterio. Non avere collane è una cosa molto comune nell’editoria degli altri paesi, precisa Cavallero: per questo non teme che questa scelta possa in qualche modo danneggiare SEM.

I libri di SEM sono indipendenti gli uni dagli altri e vengono realizzati come se fossero «startup» anche perché per ognuno possono lavorare persone diverse: all’interno della casa editrice ci sono persone che si occupano della direzione editoriale, dell’ufficio stampa e dell’organizzazione di eventi, dei rapporti commerciali e di quelli con le stamperie, mentre i redattori che curano i testi sono esterni.

Questo approccio alla realizzazione dei libri è ispirato, dice Cavallero, al funzionamento delle officine novecentesche, che hanno ispirato anche il nome della casa editrice. “Società editrice milanese” è un nome che non si può proteggere dal punto di vista legale, dato che è troppo anonimo, ma non è una cosa che disturba Cavallero e chi lavora con lui: rispetta la loro idea di casa editrice. Anche il fatto che le copertine non abbiano un’identità grafica omogenea – per quanto ognuna sia costruita molto accuratamente – è in linea con queste scelte di parziale anonimato complessivo, e di unicità di ogni libro. Solo il logo della casa editrice, in stile grafico anni Venti, ha una sua precisa identità ed è protetto da copyright.

Linea editoriale a parte, tra le cose che distinguono SEM dalle altre case editrici c’è il modo in cui ha scelto di gestire i suoi rapporti economici con alcuni autori, tenendo conto delle difficoltà finanziarie legate all’apertura di una nuova casa editrice. Alcuni degli scrittori che hanno pubblicato dei libri con SEM hanno firmato dei contratti particolari con la casa editrice: ricevono un anticipo – il compenso che le case editrici danno ai propri autori, in tre o quattro rate, concordato prima che il libro esca o in molti casi anche prima che venga scritto – ma soltanto simbolico, un euro, per poi ricevere una percentuale di royalty molto più alta rispetto a quelle normalmente concesse dalle case editrici, che possono andare dal 10 al 15 per cento del prezzo di copertina. Questo non significa che SEM sia una casa editrice a pagamento: il costo della produzione dei libri, sia per quanto riguarda la cura del testo che la realizzazione fisica dei volumi, è a carico di SEM. Questa modalità di pagamento degli autori non è praticabile con gli scrittori già molto noti, con un pubblico che c’è già e non deve essere costruito, ma si può fare con gli esordienti e gli autori già pubblicati ma non ancora affermati; SEM la usa con i suoi autori italiani, non con quelli stranieri.

Per quanto riguarda la gestione delle risorse finanziarie, un’altra cosa che SEM fa in modo diverso rispetto a molte case editrici (soprattutto quelle grandi) è investire molto in comunicazione: ci spende circa il 10 per cento del proprio fatturato, mentre gli editori più grandi negli ultimi anni sono passati da investirci il 4-6 al 2 per cento. Pubblicare un numero ristretto di libri consente a SEM di “seguirli”, cioè organizzare presentazioni e coinvolgere la stampa, per un anno intero e non solo per qualche mese. In generale questa è una cosa che fanno molte case editrici delle dimensioni di SEM, ma la scelta peculiare di Cavallero è organizzare moltissimi eventi nella propria redazione, che fin dai primi libri pubblicati è diventata un nuovo punto di ritrovo della vita culturale milanese: ogni giovedì ci sono presentazioni e incontri aperti, non sempre costruiti attorno a libri pubblicati da SEM ma anche da altre case editrici. SEM li organizza anche per creare situazioni in cui possano nascere nuove idee di romanzi o messaggi per la comunicazione. È successo per esempio per «Vota chi legge», la campagna pensata prima del 4 marzo: dopo le elezioni si è trasformata in «Leggere è resistere».

Un evento organizzato da SEM nella propria redazione: in piedi con il microfono c’è Riccardo Cavallero, alla sua destra il direttore editoriale Antonio Riccardi; tutto a sinistra c’è Antonio Franchini, direttore editoriale della narrativa e della saggistica di Giunti, tutto a destra il critico letterario Antonio D’Orrico (SEM)

I primi libri che SEM ha pubblicato sono stati un inedito del regista Federico Fellini, L’Olimpo. Il racconto dei miti, e il thriller Formicae di Piernicola Silvis, ex questore di Foggia: rendendo subito chiaro che la casa editrice avrebbe fatto libri diversi tra loro. Questo inizialmente non ha aiutato nelle comunicazioni con i librai e gli altri addetti ai lavori – le collane servono anche a questo, a dare l’idea che chi ha comprato uno dei libri che ne fanno parte potrebbe comprare anche quello successivo – ma col tempo, pensa Cavallero, le librerie hanno capito l’identità di SEM: anche grazie a un’attenzione immediata da parte dei giornali e delle pagine culturali all’esperimento.

Nel primo anno sono stati pubblicati 21 libri, non tutti sono andati bene, ma delle soddisfazioni ci sono state. Per esempio il successo commerciale di Formicae, di cui sono anche stati venduti i diritti per la realizzazione di un film, e l’aver ottenuto di pubblicare un libro di Khaled Hosseini, l’autore di Il cacciatore d’aquiloni: si chiamerà Preghiera del mare e uscirà il 30 agosto; è l’adattamento di una specie di film animato ispirato alla storia del bambino siriano Alan Kurdi. Altre soddisfazioni sono state il fatto che uno dei primi romanzi pubblicati da SEM, Amici per paura di Ferruccio Parazzoli, sia stato incluso nella dozzina del premio Strega l’anno scorso e che Tutte le ragazze con una certa cultura hanno almeno un poster di un quadro di Schiele appeso in camera di Roberto Venturini abbia vinto il premio Bagutta per l’opera prima.

SEM ha anche ottenuto di pubblicare il prossimo libro dello scrittore americano David Leavitt, fino al 2015 autore di Mondadori. Leavitt era stato invitato lo scorso settembre a presentare Sicilian comedi di Ottavio Cappellani, il quattordicesimo libro di SEM, dato che nel 2008 aveva recensito positivamente un altro suo romanzo sul New York Times; Leavitt ha quindi deciso di pubblicare con SEM il suo prossimo romanzo, e di darle i diritti di quelli passati una volta che non saranno più di Mondadori. SEM ha già pubblicato Il matematico indiano, uscito negli Stati Uniti nel 2007, e farà fare per Leavitt una serie di copertine simili, una «uniform edition», si dice nel gergo editoriale.

Cavallero rimpiange invece di aver pubblicato troppo presto L’ultima dei Neanderthal della canadese Claire Cameron: uscito tre mesi dopo la nascita di SEM, ha venduto quattromila copie e secondo Cavallero «avrebbe meritato più fortuna». Un’altra cosa che non è andata benissimo è la formula di SEM per cui chiunque acquisti un libro in versione cartacea può ricevere gratuitamente anche il formato ebook: di fatto pochissimi hanno poi scaricato la versione ebook. «Una buona idea fallimentare», l’ha definita Cavallero, che da parte sua pensa che sia comodo poter continuare il libro che si sta leggendo in metropolitana o nelle sale d’attesa senza doverselo portare dietro, grazie a un ebook nello smartphone. Delle versioni audio dei libri di SEM invece Cavallero si dice più soddisfatto: sono offerte nell’abbonamento ad Audible, la piattaforma di audiolibri di Amazon ma non se ne ricava granché.

Il programma editoriale del 2018 di SEM c’è già tutto: in tutto l’anno saranno pubblicati 33 libri, di cui 17 di narrativa straniera. Sono già stati scelti anche alcuni libri che usciranno nel 2019, nel 2020 e nel 2021. Tra i titoli di quest’anno ne sono già usciti due che non sono romanzi: Queer city di Peter Ackroyd, che parla della storia dell’omosessualità a Londra, e 12 storie di dischi irripetibili, musica e lampi di vita del compositore Carlo Boccadoro, che ha vari aspetti autobiografici. Nella sua inclinazione al ripensamento di ogni scelta, SEM deroga alla propria regola di pubblicare solo romanzi nel caso in cui ci sia un tema che sta a cuore alla casa editrice: è stato così con Queer city e lo sarà anche con un libro che parlerà del cosiddetto “fine vita”, Il diritto di morire, scritto da Dacia Maraini.

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