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  • martedì 3 aprile 2018

Sapevate che la UE ha un sito anti-bufale?

Tre giornali olandesi gli hanno fatto causa per averli accusati di fare disinformazione, e il sito europeo gli ha dato ragione

Dal 2015 un organo dell’Unione Europea gestisce un sito, EUvsDisinfo, che promette di combattere la disinformazione della propaganda di stato della Russia, che circola da qualche anno nei siti di news europei. Finora il sito ha ripreso quasi 4.000 notizie e accumulato diverse migliaia di follower sui principali social network, ma qualche settimana fa è stato oggetto di una polemica che ha messo in dubbio la sua legittimità ed efficacia.

EUvsDisinfo viene aggiornato 4-5 volte a settimana e si occupa principalmente di smontare notizie false o imprecise, facendo di solito un ottimo lavoro (sebbene in tre anni abbia accumulato meno di 30mila “mi piace” su Facebook, un numero piuttosto basso per una pubblicazione europea). Viene curato dalla East Stratcom Task Force, un gruppo di 14 esperti di comunicazione e lingua russa che a sua volta dipende dall’EEAS, il servizio che assiste l’attività dell’Alto rappresentante UE per gli affari esteri, carica ricoperta in questo momento da Federica Mogherini.

Per la maggior parte le notizie contenute nell’archivio di EUvsDisinfo riguarda la Russia oppure sono state diffuse da media statali russi notoriamente inaffidabili e inclini alla propaganda come RT o Sputnik. Questa settimana, per esempio, il sito si è occupato soprattutto dell’omicidio dell’ex spia russa Sergei Skripal e delle elezioni in Russia.

A metà febbraio, però, tre siti di news olandesi che nel 2015 erano stati accusati da EUvsDisinfo di aver diffuso una notizia falsa ciascuno – GeenStijl.nl, TPO.nl e De Gelderlander – hanno fatto causa al sito in un tribunale di Amsterdam, chiedendogli di rimuovere le pagine che li riguardavano.

L’articolo di GeenStijl, un sito dai contenuti satirici vicino alla destra olandese, parla in toni molto critici di una visita del presidente ucraino Petro Poroshenko nei Paesi Bassi, citando la presenza di “avvisaglie di fascismo” nel paese (un tema molto caro alla propaganda russa): ma era appunto l’articolo di un giornale satirico. L’articolo di De Gelderlander riportava i contenuti della conferenza stampa del costruttore del missile che nel 2014 abbatté il volo civile MH17, che aveva a bordo moltissimi cittadini olandesi, mentre passava in un territorio dell’Ucraina orientale invaso da miliziani filorussi. Anche il pezzo di TPO.nl parlava di un incontro pubblico sulla situazione in Ucraina in maniera molto critica.

Quasi un mese dopo il deposito delle cause, EUvsDisinfo ha dato ragione ai tre siti. L’8 marzo ha accolto la loro richiesta, cancellando le pagine in cui li accusava di essere promotori di notizie false e promettendo di migliorare le proprie «procedure interne». Contattato dal Post, un portavoce dell’Unione Europea che lavora con l’EEAS ha spiegato che l’East Stratcom Task Force ha deciso di rimuovere gli articoli perché «ci sono stati degli errori nella loro realizzazione», e ha aggiunto che furono pubblicati in un periodo in cui la Task Force «doveva ancora essere provvista di personale adeguato».

Secondo Arjen Nijeboer, un giornalista olandese che ha scritto per EuObserver un articolo intitolato “Perché l’UE deve chiudere EUvsDisinfo, la controversia mostra che siti come EUvsDisinfo non dovrebbero nemmeno esistere. Nijeboer sostiene che il sito “rappresenti” il punto di vista dell’Unione Europea, che in quanto istituzione neutrale non dovrebbe decidere quali giornali pubblicano notizie vere e quali fanno disinformazione: «Se il tuo giornale finisce nel loro database, vieni automaticamente etichettato come una fonte di disinformazione. È un problema che non dobbiamo sottovalutare», scrive Nijeboer. Sono argomenti simili a quelli che ritengono che nessun organismo statale o organizzazione privata debba occuparsi di decidere sulla veridicità delle notizie o sul suo carattere di propaganda; negli ultimi tempi si sono opposti con uguale ostilità sia alla possibilità di segnalare notizie false alla polizia italiana sia a una maggiore responsabilizzazione dei social network, come sta avvenendo per esempio in Germania.

Oltre che sulla sua opportunità, la polemica coi siti olandesi ha generato dei dubbi sui metodi di lavoro di EUvsDisinfo. Una fonte anonima che ha parlato col Financial Times ha spiegato che il caso dimostra quanto EUvsDisinfo faccia affidamento sulle segnalazioni di ong che hanno degli interessi in gioco: nel caso dei siti olandesi, due articoli su tre erano stati segnalati a EUvsDisinfo dalla ong Promote Ukraine, di chiare intenzioni anti-russe. Altri hanno fatto notare che non esiste un meccanismo per appellarsi alle decisioni prese dalla redazione del sito (alla fine di ciascuna pagina esiste comunque un modulo per contattare i responsabili del sito per segnalare eventuali errori).

Il portavoce dell’UE contattato dal Post ha fatto notare che «EUvsDisinfo non cerca di mettere in dubbio, restringere o interferire con la libertà dei singoli giornali di pubblicare opinioni divergenti», e che comunque «non esprime la posizione ufficiale dell’Unione Europea». Il portavoce ha aggiunto che quest’anno per la prima volta la Task Force è stata dotata di un budget autonomo di 1,1 milioni di euro, che «sarà utilizzato per contrastare la disinformazione in maniera più sistematica (a prescindere da dove provenga) ed efficace».

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