Il cofondatore di WhatsApp consiglia di cancellare Facebook

«È il momento», ha scritto Brian Acton

Brian Acton (WhatsApp)

Il cofondatore di WhatsApp, Brian Acton, ha consigliato ai suoi follower su Twitter di cancellare Facebook. Lo ha scritto in un tweet piuttosto lapidario, che sembra essere collegato alle ultime notizie sul caso Cambridge Analytica, la società di analisi e marketing online che ha ottenuto e utilizzato una grande quantità di dati provenienti da Facebook, senza averne titolo. Nel suo tweet, Acton ha semplicemente scritto: “È il momento. #cancellafacebook”.

Nel 2014 Facebook ha acquisito WhatsApp per 16 miliardi di dollari, in una delle sue più grandi acquisizioni. All’epoca l’applicazione era gestita da Jan Koum e Brian Acton, che divennero da un giorno all’altro miliardari. Koum si occupa ancora della società, mentre Acton l’ha lasciata all’inizio di quest’anno, annunciando di volersi dedicare a una nuova fondazione.

Acton, che si stima abbia un patrimonio intorno ai 6,5 miliardi di dollari, sta ora lavorando a Signal, un sistema indipendente e alternativo a WhatsApp per inviarsi messaggi criptati, che non possono essere intercettati. Non ha fornito altre spiegazioni oltre al suo tweet, ma il fatto che sia stato pubblicato in una settimana molto difficile per Facebook, a causa del caso Cambridge Analytica, sembra suggerire che il consiglio abbia proprio a che fare con le notizie su come Facebook mette a disposizione di terzi i dati dei propri iscritti.

Facebook è stato accusato di non avere vigilato a sufficienza, rendendo possibile che uno sviluppatore cedesse le informazioni raccolte su milioni di utenti a Cambridge Analytica, violando le condizioni d’uso di Facebook. Il caso sta avendo grandi implicazioni perché si sospetta che Cambridge Analytica abbia lavorato, con metodi molto spregiudicati, alle campagne a favore dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea e di Donald Trump durante le presidenziali statunitensi del 2016.

Acton non è il primo ex dirigente di Facebook ad avere espresso scetticismo o dure critiche nei confronti della società, dopo averla lasciata. Lo scorso anno si parlò molto delle affermazioni di Chamath Palihapitiya, ex responsabile della crescita del social network, che ammise di avere contribuito a creare “strumenti che stanno lacerando il tessuto sociale che fa funzionare le nostre società”. Diversi altri ex dirigenti hanno espresso nel tempo rimpianti o frustrazioni per come alcune loro idee si sono evolute e sviluppate. All’inizio di questa settimana il New York Times ha invece dato la notizia delle intenzioni di Alex Stamos, il capo della sicurezza informatica di Facebook, di volersi dimettere entro il prossimo agosto.

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