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  • martedì 20 marzo 2018

Cambridge Analytica proponeva “trappole” contro gli avversari politici

La tv Channel 4 ha ripreso in segreto il capo della società di cui parlano tutti mentre offre ai potenziali clienti altri servizi – «qualche ragazza ucraina» – oltre alla raccolta dati

Un servizio televisivo trasmesso lunedì sera dalla rete britannica Channel 4 ha mostrato Alexander Nix, CEO della società di analisi politiche Cambridge Analytica – da giorni al centro di un caso internazionale per aver ottenuto in modo scorretto dati personali su decine di milioni di utenti di Facebook – ammettere di aver usato trappole e metodi illegali per influenzare elezioni straniere. Il servizio, risultato di un mese di indagini e trasmesso due giorni dopo le inchieste del Guardian e del New York Times che avevano portato l’attenzione del mondo su Cambridge Analytica, ha aggiunto nuovi elementi a un caso che coinvolge da vicino il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la sua campagna elettorale del 2016.

I giornalisti di Channel 4 hanno organizzato diversi incontri con rappresentanti di Cambridge Analytica presentandosi come funzionari dello Sri Lanka che volevano assumere la società per una campagna elettorale locale. Nei primi due incontri, in lussuosi alberghi di Londra, hanno incontrato Mark Turnbull, capo della divisione politica della società; nel terzo Turnbull era accompagnato direttamente da Nix.

Nel passaggio più rilevante del servizio, Nix spiega al finto funzionario che possono organizzare delle trappole contro gli avversari politici di chi li assume: mandare da loro un ricco imprenditore che proponga di corromperli, o giovani ragazze ucraine per sedurli, riprendendo tutto e diffondendolo poi sui social network. «Sono esempi di cosa è stato fatto e di cosa si può fare», ha detto Nix, aggiungendo: «abbiamo una lunga storia di lavoro dietro le quinte».

Turnbull si è vantato poi del lavoro svolto nelle elezioni del 2013 e del 2017 in Kenya, entrambe vinte da Uhuru Kenyatta tra molte accuse di brogli, e che sono state condizionate da un vasto numero di notizie false prodotte e diffuse online. Turnbull non ha parlato direttamente dei video con le notizie false, ma ha detto che Cambridge Analytica ha lavorato a ogni aspetto della campagna. Ha spiegato che attraverso la raccolta di dati personali e il cosiddetto “microtargeting”, cioè la diffusione di propaganda politica estremamente personalizzata, ha potuto fare leva «sulle paure e sulle speranze» degli elettori.

– Leggi anche: Il caso Cambridge Analytica, spiegato bene

Il servizio di Channel 4 ha aggiunto elementi alle inchieste dei giorni scorsi, perché ha rivelato che Cambridge Analytica svolge lavori che vanno oltre la raccolta di dati personali e la preparazione di profili “psicometrici” degli utenti e l’organizzazione di campagne elettorali basate sui dati privati delle persone. Nix e Turnbull hanno infatti parlato di società e identità false, agenti segreti israeliani che possono raccogliere informazioni sugli avversari, e di trappole nel senso stretto della parola.

Inizialmente, Turnbull dice che questo tipo di stratagemmi «oltrepassa la linea», e che Cambridge Analytica non se ne occupa. Nel successivo incontro, però, è apparentemente lo stesso Nix a proporre esplicitamente questo tipo di trappole, ipotizzando addirittura di usare lo stesso Turnbull come “agente provocatore”: «Può offrire una vasta somma di denaro al candidato, per finanziare la sua campagna in cambio di terreni, per esempio. Noi filmiamo tutto». Nix parla anche di assumere delle giovani donne attraenti per sedurre gli avversari politici: «Dico solo che potremmo portare qualche ragazza ucraina in vacanza con noi, sai cosa intendo. Sono molto belle, funziona molto bene».

Sia Turnbull che Nix insistono molto sulla capacità di Cambridge Analytica di lavorare a campagne elettorali straniere senza lasciare tracce, usando società e nomi falsi: dicono di aver lavorato in Messico, in Malesia, in Kenya, in Brasile e in Cina, anche se in quest’ultimo caso non per una campagna politica. Recentemente, dice Turnbull, hanno lavorato a un progetto nell’Est Europa, ma «nessuno ha saputo che erano lì. Sono arrivati in segreto, hanno fatto il lavoro, e se ne sono andati nello stesso modo».

Dopo la trasmissione del servizio di Channel 4, Cambridge Analytica ha diffuso un comunicato in cui dice che i filmati sono stati «montati e scritti in modo da distorcere la natura delle conversazioni e di quello che fa la società». Secondo Cambridge Analytica sarebbe stato il finto funzionario a proporre le trappole agli avversari, e Nix e Turnbull avrebbero soltanto cercato di capire dove volesse andare a parare, decidendo poi di non incontrarlo più. Nix ha detto di essere «stato al gioco» in questi «scenari ipotetici scandalosi», e di rendersi conto di come appaiono le cose dal servizio. «Mi dispiace molto del ruolo che ho avuto negli incontri e mi sono già scusato con il mio staff. Avrei dovuto riconoscere dove stava conducendo le nostre conversazioni il potenziale cliente, e interrompere prima il nostro rapporto».

Da sabato i giornali internazionali stanno dedicando molte attenzioni a Cambridge Analytica, che fu fondata da un finanziatore di Trump e che ebbe un lungo rapporto con il suo principale stratega Stephen Bannon, accusata di aver ottenuto senza autorizzazione dati personali di circa 50 milioni di utenti e di averli usati per la campagna elettorale vinta da Trump nel 2016. Da tempo si sospetta poi che Cambridge Analytica abbia collaborato anche alla campagna per il “Leave” al referendum su Brexit del 2016, e ci sono ipotesi – per ora fragili e molto vaghe – che abbia avuto rapporti anche con la Russia.

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