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  • mercoledì 7 Febbraio 2018

Cosa ci fanno Sting e Shaggy insieme al Festival di Sanremo

L'ex leader dei Police ha fatto un disco insieme al rapper ricordato universalmente per Bombastic, e stasera cantano una canzone

Il cantante britannico Sting e il rapper giamaicano naturalizzato americano Shaggy canteranno insieme, stasera, al Festival di Sanremo: chi ha un po’ di famigliarità con le loro carriera si sarà accorto da solo che è una coppia piuttosto strana e apparentemente male assortita, ma c’è una spiegazione. Sting e Shaggy canteranno “Don’t Make Me Wait”, una canzone che hanno scritto insieme e che anticipa 44/876, il disco che hanno fatto insieme e che uscirà il 20 aprile. E sì, se ve lo state chiedendo: Shaggy è quello di “Bombastic”.

Sting e Shaggy in qualche riga ciascuno

Il vero nome di Sting è Gordon Matthew Thomas Sumner: è nato nel 1951 ed è stato il bassista e leader dei Police, una delle band new wave più popolari degli anni Ottanta, esistita tra il 1977 e il 1985 e autrice di canzoni come “Roxanne”, “Every Breathe You Take” e “Message in a Bottle”. Ma Sting ha avuto una fortunata carriera anche dopo i Police: i critici la considerano in genere mediocre se paragonata con le cose fatte con i Police, ma è stata comunque di enorme successo. Tra le sue più famose canzoni da solista ci sono “Englishman in New York”, “Fragile” e “Fields of Gold”.

Shaggy è invece il nome d’arte di Orville Richard Burrell, nato in Giamaica nel 1968 e da allora naturalizzato statunitense. Prende il nome dall’omonimo personaggio del cartone animato Scooby Doo, ed è ricordato sostanzialmente solo per “Bombastic”, una canzone che fece uscire nel 1995 e che ebbe un grandissimo successo commerciale, soprattutto in Italia, anche perché usata in una pubblicità della Levi’s. Ha fatto in tutto dodici dischi, l’ultimo nel 2013, ma tutti ignorati o dimenticati: è rimasto “quello di Bombastic”.

Cosa ci fanno Sting e Shaggy insieme

La prima cosa da dire è che Sting è da sempre amante del reggae, dello ska e in generale della musica giamaicana e caraibica: già ai tempi del Police queste influenze erano evidenti, tanto che spesso il loro genere è definito reggae-punk. Fino a poco tempo fa, però, non conosceva personalmente Shaggy: quando il rapper stava registrando a Los Angeles, un produttore dello studio che è anche manager di Sting gli mandò una bozza di “Don’t Make Me Wait”, che gli piacque subito molto. In quel periodo Sting era nella sua casa di Malibu, poco fuori Los Angeles, e raggiunse quindi Shaggy in studio: gli disse subito che gli piaceva la canzone, e lavorarono a una nuova versione da cantare insieme.

Sting e Shaggy si sono trovati così bene insieme che hanno deciso di scrivere tutto un disco insieme, tutto di canzoni pop influenzate dalla musica giamaicana, dalla dancehall, dal reggae e dal pop caraibico. A gennaio i due hanno fatto un concerto di beneficenza in Giamaica, “Shaggy and Friends”: hanno detto a Billboard che anche se non c’è ancora niente di sicuro, vorrebbero fare un tour insieme.