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  • domenica 21 gennaio 2018

In Repubblica Ceca i datori di lavoro possono premiare i dipendenti con buoni libro

Un'iniziativa simile era già stata introdotta in Slovacchia: i buoni sono deducibili per le aziende

Un uomo legge un'edizione ceca di "L'insostenibile leggerezza dell'essere" di Milan Kundera in una libreria di Praga, il 9 novembre 2006 (MICHAL CIZEK/AFP/Getty Images)

Il primo gennaio in Repubblica Ceca è entrata in vigore una legge fiscale che prevede che le aziende possano premiare i propri dipendenti con dei buoni deducibili per l’acquisto di libri. I dipendenti non sono obbligati ad acquistare libri, ma possono scegliere di farlo usando una certa somma prevista dai loro datori di lavoro, che possono impiegare anche per acquistare altre cose, come i farmaci o alcuni servizi, per esempio per andare in vacanza o per fare sport. I libri sono stati inclusi tra questi prodotti anche per stimolare l’industria editoriale. La Svaz českých knihkupců a nakladatelů (SČKN), cioè l’Unione dei Librai e degli Editori cechi, prevede che con l’introduzione dei buoni libri le vendite potrebbero crescere tra il 2 e il 3 per cento nel 2018.

Martin Vopěnka, presidente di SČKN e fondatore della casa editrice Práh, ha detto al sito di notizie editoriali Publishing Perspectives che i buoni libri potrebbero rendere più abbordabile l’acquisto di libri alle persone con entrate più basse: «I datori di lavoro di lavoratori con basso reddito potrebbero usare questa opzione per aiutarli ad acquistare libri per i propri figli che altrimenti non si potrebbero permettere».

I libri sono stati inclusi tra i prodotti con cui i datori di lavoro possono premiare i propri dipendenti sull’esempio slovacco: in Slovacchia i buoni libri sono disponibili già da tempo e sono il terzo tipo di buono più scelto dai lavoratori, dopo quelli per le vacanze e quelli per l’acquisto di farmaci, tra quelli forniti dalla società ceca Benefit Plus, che lavora con circa 200 aziende e fornisce buoni a più di 100mila cechi che lavorano in Slovacchia.

Tra il 2015 e il 2016 il mercato editoriale della Repubblica Ceca – che è il paese con il più alto numero di biblioteche per abitante – è cresciuto del 4 per cento e ha avuto un fatturato di quasi 300 milioni di euro. Una cifra molto più bassa rispetto ai 2,561 miliardi di euro del mercato editoriale italiano, che però ha un bacino di lettori molto più grande: la Repubblica Ceca ha 10 milioni di abitanti, un sesto di quelli dell’Italia. Le uniche perplessità sulla legge sui buoni libro riguardano l’eventualità che le case editrici alzino i prezzi dei libri, per spingere i cechi ad acquistarli con i buoni e diffondere l’uso di questo strumento. È troppo presto per sapere cosa succederà, ma bisogna tenere conto del fatto che in Repubblica Ceca, dove l’IVA sui libri è al 10 per cento (in Italia è al 4) – cosa di cui gli editori si lamentano da tempo perché frenerebbe la crescita del settore – il prezzo medio dei libri è diminuito del 4,7 per cento dal 2015 al 2016.

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