Facebook farà decidere ai suoi utenti quali sono le fonti di notizie «affidabili»

E in molti stanno elencando tutte le cose che potrebbero andare storte

Mark Zuckerberg, il 21 giugno 2017 (AP Photo/Nam Y. Huh, File)

Mark Zuckerberg, fondatore e amministratore delegato di Facebook, ha annunciato che dalla prossima settimana il social network darà la priorità alle pagine di notizie giudicate «affidabili» nella sezione Notizie (“News Feed”), l’home page del social network. Per stabilire l’affidabilità delle pagine di notizie Facebook farà dei sondaggi tra gli utenti, che quindi con i loro giudizi determineranno quanta visibilità avrà una pagina nella sezione Notizie, e di conseguenza quanto traffico da Facebook riceverà il sito che la gestisce. È l’ultima misura pensata da Facebook per ridurre il problema delle cosiddette “fake news”. Zuckerberg ha spiegato:

«La questione più difficile su cui abbiamo dibattuto è come decidere quali sono le fonti di notizie ampiamente ritenute affidabili in un mondo così diviso. Avremmo potuto provare a prendere questa decisione da soli, ma non è qualcosa con cui ci sentivamo a nostro agio. Abbiamo preso in considerazione l’idea di chiedere a esperti indipendenti, cosa che ci avrebbe sollevati dal prendere la decisione noi stessi, ma che non avrebbe risolto il problema dell’obiettività. Oppure potevamo chiedere a voi – la community – e usare il vostro feedback per valutare le pagine. Abbiamo deciso che quest’ultima opzione è il metodo più obiettivo».

D’ora in poi, quindi, agli utenti di Facebook sarà chiesto di individuare le fonti di notizie che conoscono e quali, tra quelle a loro note, ritengono essere affidabili. Facebook ha ideato questo sistema basandosi sull’idea che alcune fonti di notizie sono considerate affidabili solo da chi le segue, mentre altre vengono ritenute affidabili anche da chi non le usa, ma le conosce: un utente italiano potrebbe per esempio valutare come fonte affidabile il quotidiano La Stampa pur informandosi principalmente su Repubblica. Il sistema non dovrebbe penalizzare le fonti di notizie poco conosciute, dato che il grado di affidabilità viene stimato solo in base al rapporto tra il numero di persone che ritengono affidabile una data fonte di notizie e il numero di persone che la conoscono.

Il nuovo sistema è già stato criticato da alcuni giornalisti. Tom Gara, un editorialista di BuzzFeed News, ha scritto su Twitter che probabilmente il nuovo sistema danneggerà le fonti di notizie con un pronunciato orientamento politico: «Sembra un’ottima notizia per i media che non sono odiati né da una parte né dall’altra». Sarcasticamente Gara ha poi aggiunto: «È strano, avrei giurato che tutta questa crisi fosse arrivata perché gli utenti non erano capaci di giudicare accuratamente l’affidabilità delle notizie su Facebook».

Will Oremus di Slate ha scritto che il nuovo sistema sembra «terribilmente semplicistico e ingenuo». Oremus ha però previsto un esito opposto a quello immaginato da Gara: che cioè saranno le fonti di notizie molto piccole e molto di parte a essere favorite dal nuovo sistema, perché questo genere di media è solitamente conosciuto solo dalle persone che lo seguono in quanto d’accordo con il suo orientamento. Il sondaggio di Facebook, quindi, le avvantaggerebbe. Questo fenomeno è la conseguenza del funzionamento dell’algoritmo di Facebook, che ha facilitato la creazione di “bolle” in cui i singoli utenti vedono soprattutto contenuti con cui sono d’accordo o in cui si riconoscono.

Oremus ha anche ipotizzato che un grande quotidiano autorevole come il New York Times potrebbe ricevere un punteggio di affidabilità più basso rispetto al canale di notizie conservatore Fox News, dato che durante il suo primo anno di presidenza negli Stati Uniti Donald Trump ha spesso accusato il quotidiano – insieme per esempio a CNN – di diffondere notizie false.

Secondo Oremus bisogna sperare che le valutazioni sull’affidabilità delle fonti di notizie fatte sulla base dei sondaggi si dimostrino «evidentemente sballate» nei primi test, così che la società si renda conto che il sistema non può funzionare. La proposta di Oremus è di aggiungere una supervisione umana all’algoritmo che uscirà dai sondaggi, oppure di fare domande più complesse rispetto alle sole «Conosci questa fonte di notizie?» e «Ti fidi di quello che dice?».

Zuckerberg ha precisato che le modifiche annunciate non cambieranno la quantità di notizie che ogni utente vedrà nella propria timeline, ma solo la loro qualità. Le modifiche precedentemente annunciate, quelle che privilegiano i contenuti degli “amici” rispetto a quelli delle Pagine, ridurranno del 20 per cento la presenza di notizie su Facebook, secondo le stime del social network: finora le notizie ammontavano al 5 per cento dei contenuti presenti nelle sezioni Notizie degli utenti, ora passeranno al 4 per cento. Nell’annuncio Zuckerberg ha detto che uno degli obiettivi di Facebook sulle news è di mostrare soprattutto fonti locali, ma non ha ancora spiegato come: è probabile che questo aspetto delle recenti modifiche del social network sarà spiegato in futuro.

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