(AMER ALMOHIBANY/AFP/Getty Images)
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  • mercoledì 27 dicembre 2017

È iniziata l’evacuazione dei malati gravi di Ghouta

Quattro pazienti sono stati trasferiti da una delle ultime roccaforti dei ribelli siriani, assediata da quattro anni, agli ospedali di Damasco: altri potrebbero essere spostati nei prossimi giorni

(AMER ALMOHIBANY/AFP/Getty Images)

Nella notte fra il 26 e il 27 dicembre, in Siria, è iniziata l’evacuazione di alcuni pazienti in gravi condizioni dalla parte est di Ghouta, un’area nei pressi di Damasco che dal 2013 è assediata dalle forze del dittatore siriano Bashar al Assad e in cui negli ultimi tempi era iniziata una emergenza umanitaria per via della scarsità di cibo e medicinali. Il trasferimento è stato possibile grazie a un accordo negoziato da diverse associazioni umanitarie, fra cui la Croce Rossa internazionale e quella siriana, col regime di Assad.

Quattro pazienti hanno lasciato la parte est di Ghouta a bordo di ambulanze diretti agli ospedali di Damasco, quasi completamente controllata dal regime. In tutto è previsto il trasferimento di 29 pazienti, fra cui 18 bambini in gravissime condizioni. Non è chiaro se l’accordo porterà all’evacuazione di tutti gli abitanti della parte est di Ghouta che hanno bisogno di urgenti cure mediche: secondo una stima dell’associazione medica siriano americana (SAMS) si parla in tutto di 641 persone.

La parte est di Ghouta, in cui abitano circa 400mila persone, è una delle ultime roccaforti dei ribelli in Siria. Il regime di Assad l’ha circondata nel 2013 e da allora sta provando a riconquistarla con una specie di embargo. Negli ultimi tempi le condizioni sono ulteriormente peggiorate: circolano pochissimi medicinali e diverse famiglie hanno ridotto i propri pasti a uno solo al giorno. Due mesi fa una coppia di neonati è morta per malnutrizione e mancanza di cure adatte per i loro problemi intestinali. Saltuariamente il regime di Assad permette ad alcune organizzazioni umanitarie di entrare nella parte est di Ghouta, ma secondo una stima di al Jazeera attualmente gli aiuti raggiungono solamente il 10 per cento della popolazione.

Secondo la SAMS la lista delle 29 persone che il regime siriano ha accettato di evacuare comprende «18 bambini e quattro donne che soffrono fra le altre cose di malattie cardiache, ematologiche, tumori e insufficienze renali». Alcuni di loro hanno bisogno di interventi chirurgici che non possono essere eseguiti nella zona assediata. La stessa SAMS spiega che i trasferimenti avverranno «nei prossimi giorni».

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