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  • mercoledì 20 dicembre 2017

La polizia britannica ha accusato di pedofilia le persone sbagliate

Alcuni errori nel rilevare gli indirizzi IP hanno portato a perquisire case e computer sbagliati, e anche a cose peggiori

(Ian Waldie/Getty Images)

La commissione che vigila sull’utilizzo delle intercettazioni del Regno Unito ha pubblicato oggi il suo rapporto annuale relativo al 2016: c’è scritto che in quell’anno ci sono stati più di 20 errori dovuti a una sbagliata assegnazione degli indirizzi IP degli utenti, che hanno portato a delle sbagliate accuse di pedofilia nei confronti di altrettante persone innocenti. In uno dei casi, prima che ci si accorgesse dell’errore, una persona è stata allontanata dai suoi figli.

Il rapporto annuale (qui c’è il PDF, lungo quasi 100 pagine) inizia con una lettera rivolta alla prima ministra, Theresa May, in cui il presidente del comitato, Stanley Burton, dice che gli errori sono dovuti a un problema che è causa di «seria preoccupazione» e che l’impatto sulle vite di certe persone è stato «sconvolgente».

La commissione (Interception of Communications Commissioner’s Office) ha la funzione di vigilare su come la polizia e gli organi di intelligence effettuano le loro intercettazioni. Il problema in questo caso è legato a come la polizia ha agito, in certi casi, dopo aver identificato gli indirizzi IP dei computer da cui erano stati cercati o condivisi materiali pedopornografici. IP sta per Internet Protocol (Protocollo Internet): è una sequenza numerica assegnata a ogni computer e dispositivo collegato a internet. In estrema sintesi, gli IP servono per far sapere chi sta facendo cosa, da dove. A differenza degli indirizzi fisici e dei numeri di telefono, gli indirizzi IP cambiano: in questo momento il vostro dispositivo ha un indirizzo IP, ma in futuro potrebbe variare, e quello che oggi era il vostro IP domani potrebbe averlo qualcun altro. La conseguenza è che non basta sapere l’indirizzo IP, bisogna anche sapere quando quell’indirizzo IP è stato registrato. Il report annuale dice che nei casi di presunta pedofilia si deve agire piuttosto rapidamente, senza fare le necessarie verifiche, e questo ha contribuito agli errori.

Come ha scritto il sito Sky News, oltre al caso di un genitore allontanato dai suoi figli, ci sono stati almeno 13 casi di persone interrogate o arrestate perché erroneamente sospettate di pedofilia, e almeno cinque casi di mandati di perquisizione richiesti per i domicili sbagliati. Nel rapporto si ringrazia anche Nigel Lang, un uomo di 44 anni che alcuni mesi fa raccontò i problemi – personali, familiari, relazionali e professionali – successivi a un’accusa infondata nei suoi confronti.

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