Marco Giampaolo, allenatore della Sampdoria (Emilio Andreoli/Getty Images)
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  • lunedì 20 novembre 2017

La lunga rincorsa di Marco Giampaolo

Tre anni fa allenava in C, e la sua carriera è proceduta lentamente: ma ora sta facendo grandi cose con la sua Sampdoria

Marco Giampaolo, allenatore della Sampdoria (Emilio Andreoli/Getty Images)

Domenica pomeriggio la Sampdoria ha battuto 3-2 la Juventus aggiungendo un altro pezzo importante al suo ottimo inizio di stagione, che ha portato a parlare della Sampdoria come squadra rivelazione di questo campionato. Il suo allenatore, Marco Giampaolo, ha un motivo in più per esserne soddisfatto: è riuscito a battere la Juventus per la prima volta in dieci anni di carriera, che a un certo punto, meno di dieci anni fa, aveva rischiato di prendere una piega molto diversa. Nel 2009 infatti fu quasi assunto come allenatore proprio dall’allora dirigenza della Juventus, che però alla fine preferì affidare l’incarico a Ciro Ferrara.

Il mancato ingaggio di Giampaolo alla Juventus racconta quante cose debbano sistemarsi prima che una carriera da allenatore inizi veramente a raggiungere alti livelli. Spesso questo successo non dipende nemmeno necessariamente dai risultati: appena tre anni fa, per esempio, Giampaolo si ritrovò ad allenare per una stagione la Cremonese in Serie C, nonostante negli anni precedenti avesse ottenuto diversi risultati oltre ogni aspettativa, tanto da sfiorare per l’appunto l’ingaggio da parte della Juventus.

Alla sua prima esperienza da allenatore, con l’Ascoli tra il 2004 e il 2006, ottenne prima una storica promozione in Serie A e poi un’inaspettata salvezza. Nella stagione successiva finì al Cagliari di Massimo Cellino, che in due anni lo esonerò due volte e per tre volte lo richiamò. Alla terza Giampaolo rifiutò e rispose dicendo: «Pur nella consapevolezza del danno economico che ne deriverà, rinuncio a tornare a Cagliari. L’orgoglio e la dignità non hanno prezzo». Fra il 2008 e il 2009 allenò il Siena, con cui ottenne la salvezza e il record di punti in Serie A (44), salvo poi essere esonerato nella stagione successiva dopo un difficile inizio di campionato. Dopo Siena seguirono delle esperienze negative a Cesena, Catania e Brescia, che decise di lasciare poche settimane dopo l’inizio della stagione per via dei rapporti difficili con la tifoseria organizzata locale.

Fu così che finì alla Cremonese per una stagione di Serie C, conclusa all’ottavo posto, al termine della quale rescisse il contratto e accettò l’offerta dell’Empoli, che gli permise di ritornare ad allenare in Serie A a distanza di quattro anni. Con l’Empoli concluse la stagione addirittura al decimo posto, un risultato sorprendente per una squadra che puntava alla salvezza e nulla di più.

Da due anni allena la Sampdoria, l’incarico più importante raggiunto in dieci anni di carriera. La scorsa stagione si è piazzato al decimo posto, e quest’anno molto probabilmente si migliorerà ancora. Dopo tredici giornate di campionato la Sampdoria è infatti sesta a due punti dalla Lazio, e domenica ha battuto la Juventus in una partita giocata alla pari per tutta la sua durata. In questa stagione ha inoltre già battuto Fiorentina e Milan e vinto il derby contro il Genoa.

I 27 gol segnati fin qui dalla squadra– più di Inter, Roma e Milan — dimostrano come la Sampdoria proponga un gioco molto offensivo, che ha particolarmente successo con una formazione titolare con un alto tasso tecnico, una caratteristica che Giampaolo predilige e che negli anni ha caratterizzato i suoi successi. Essendo giovane e talentuosa, la sua Sampdoria può crescere ancora molto, con il prezioso aiuto dato dai suoi giocatori più esperti, come Fabio Quagliarella, fin qui sempre titolare e primo marcatore della squadra con sette gol segnati.

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