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  • mercoledì 15 novembre 2017

In Zimbabwe comanda l’esercito, ora

Il presidente Robert Mugabe è stato "preso in custodia" insieme alla moglie: i soldati dicono che è una "misura correttiva" e non un colpo di stato

Un mezzo blindato dell'esercito sorveglia una delle strade di Harare, Zimbabwe (AP Photo)

Nella notte, un portavoce dell’esercito dello Zimbabwe ha confermato che il presidente Robert Mugabe e sua moglie sono stati presi in custodia ad Harare, la capitale del paese. L’esercito dice che l’iniziativa ha lo scopo di fermare “i criminali” intorno a Mugabe, e nega che si sia trattato di un colpo di stato: si parla genericamente di una “misura correttiva senza spargimento di sangue”. Il portavoce ha parlato alla televisione di stato, che è stata occupata dai soldati, e l’esercito ha anche iniziato a fare delle ronde nelle strade di Harare. La situazione in Zimbabwe sembra comunque essere abbastanza tranquilla, con gli abitanti che hanno continuato a svolgere le proprie attività.

Il presidente del Sudafrica, Jacob Zuma, questa mattina ha detto di essere riuscito a parlare brevemente con Mugabe: è nella sua abitazione ed è tenuto sotto controllo dai militari. Ha detto di stare bene. Secondo le fonti di Sky News, Grace Mugabe, la moglie del presidente, avrebbe lasciato lo Zimbabwe e poi raggiunto la Namibia.

Il presidente ha 93 anni ed è un personaggio molto controverso: negli anni Ottanta è stato primo ministro dello Zimbabwe, poi dal 1987 ne è diventato presidente instaurando un duro regime dittatoriale. Il portavoce dell’esercito ha ribadito che l’iniziativa militare non è un colpo di stato e che lo scopo è fermare: “I crimini che stanno causando sofferenze sociali ed economiche nel paese. […] Non appena avremo compiuto la nostra missione, ci aspettiamo che la situazione torni alla normalità”.

Stando alle informazioni raccolte da Associated Press, nella notte tra martedì e oggi si sono sentite almeno tre esplosioni ad Harare, con numerose segnalazioni di mezzi dell’esercito per le strade. L’ambasciata degli Stati Uniti ha chiuso per motivi di sicurezza e ha invitato i cittadini statunitensi a mettersi al sicuro. Comunicati analoghi sono stati diffusi da diverse altre ambasciate, anche se nel complesso ad Harare la situazione sembra essere tranquilla.

Lunedì scorso il comandante dell’esercito, Costantino Chiwenga, aveva minacciato di intervenire per calmare le tensioni politiche delle ultime settimane. Il partito di Mugabe, ZANU (Zimbabwe African National Union), aveva risposto accusandolo di avere un atteggiamento sovversivo nei confronti delle istituzioni. Sembra che ora sia comunque Chiwenga ad avere il controllo della situazione. L’esercito ha l’appoggio di parte della popolazione e dell’associazione dei reduci di guerra del paese, che aveva sostenuto il vicepresidente Chris Mutsvangwa fino alla sua estromissione la scorsa settimana.

È la prima volta che l’esercito interviene in modo così diretto e incisivo nella politica dello Zimbabwe da quando è al potere Mugabe. In quasi 40 anni i militari avevano sempre sostenuto il presidente e le sue politiche, consentendogli di fatto di instaurare il regime durato finora.

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