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  • giovedì 12 ottobre 2017

Il programma Quinta Colonna cerca persone impaurite per i suoi collegamenti

Per un collegamento da Ravenna sull'immigrazione, la trasmissione di Paolo Del Debbio ha deciso in anticipo che opinioni voleva sentire

Lunedì il programma di Rete 4 Quinta Colonna, condotto da Paolo Del Debbio, ha fatto un collegamento da Ravenna per un servizio sul presunto problema delle infiltrazioni jihadiste nella comunità musulmana locale. Su un gruppo Facebook locale, il sindaco di Ravenna Michele de Pascale ha pubblicato lo screenshot di un messaggio che la produzione del programma ha mandato a un non meglio specificato contatto a Ravenna, in cui si spiegava la «necessità che lei mi aiutasse a trovare persone che possano intervenire in diretta facendo trasparire la paura e il timore che tra tanti sbarchi si possano annidare persone legate a cellule terroristiche o persone che, se non controllate a dovere dalle istituzioni, possono essere adescati dalla rete jihadista, che purtroppo è presente sul nostro territorio».

Come spiega il sito Ravenna Today, tra le persone che sono intervenute durante il collegamento c’erano i politici locali Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna) e Gianfilippo Nicola Rolando (Lega Nord), che insieme ad altri cittadini si sono lamentati degli immigrati musulmani («ne abbiamo tantissimi», «siamo praticamente invasi», «non siamo affatto razzisti però»). L’inviato Roberto Poletti ha incalzato gli abitanti suggerendo che «il problema non sono i tappetini, ma quelli che poi scelgono di combattere per lo Stato Islamico»: gli abitanti si sono detti d’accordo, sostenendo che «lì non si possono controllare quindi non sappiamo cosa succede là dentro».

Il servizio si è occupato di Ravenna e Ferrara, dove nel weekend è stato arrestato Anis Hannachi, uno dei due fratelli di Ahmed Hannachi, l’uomo di origine tunisina che l’1 ottobre aveva fatto un attentato a Marsiglia uccidendo due donne con un coltello. Anis Hannachi – che ha 25 anni – è accusato di “partecipazione ad associazione terroristica e complicità”.

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