(EPA/JOSE MANUEL VIDAL)
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  • sabato 9 settembre 2017

La tappa della Vuelta di oggi è DAVVERO speciale

Si arriva sull'Angliru dopo una salita come pochissime altre, e quest'anno ci sono Froome, Nibali e Contador a renderla ancora più spettacolare

(EPA/JOSE MANUEL VIDAL)

Aggiornamento: Alberto Contador, all’ultima salita della sua carriera, ha vinto la tappa di oggi, con arrivo sull’Alto de l’Angliru.

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Oggi c’è la penultima tappa della Vuelta di Spagna, da Corvera de Asturias all’Alto de l’Angliru. Raramente, nel ciclismo contemporaneo, è capitata una tappa di un grande giro con così tanti importanti motivi per essere vista: oggi si deciderà il vincitore della Vuelta (la tappa di domani è la solita passerella finale, tutta in pianura), lo si farà in su una delle salite più difficili del ciclismo professionistico e tra quelli che la scaleranno ci sono Chris Froome, Vincenzo Nibali e Alberto Contador. Sono i tre migliori corridori di corse a tappe degli ultimi anni: tutti e tre in forma, tutti e tre con un motivo per provare a staccare gli altri e vincere e, visto che Contador poi si ritirerà, è l’ultima volta che saranno insieme sulla stessa salita: l’Angliru.

La tappa di oggi

È lunga solo 119 chilometri ma praticamente non ce n’è nemmeno mezzo in pianura. O si sale (nella prima metà di tappa in modo costante e senza strappi) o si scende. In particolare ci saranno due salite di 8 e 6 chilometri, con pendenze medie sopra l’8 per cento, e infine, l’Angliru, che è una salita lunga 12 chilometri, con pendenza media al 10 per cento, con tanti tratti oltre il 20 per cento con punti anche al 23 per cento. In particolare, ci sono – nella seconda parte, a pochi chilometri dall’arrivo – circa 500 metri difficilissimi, nel tratto noto come Cueña Les Cabres.

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Froome, Nibali e Contador

Chris Froome è primo in classifica e potrebbe vincere la sua prima Vuelta dopo aver vinto cinque Tour: diventerebbe così il primo da molti anni a vincere Tour e Vuelta nello stesso anno e il primo dopo Marco Pantani a vincere due grandi giri nello stesso anno (Pantani vinse Giro d’Italia e Tour de France nel 1998).

Vincenzo Nibali è secondo a un minuto e 37 secondi da Froome: un distacco che, se Nibali dovesse stare molto bene e Froome non benissimo, si potrebbe ampiamente recuperare in una tappa come quella di oggi, con un arrivo come quello di oggi.

Alberto Contador è stato un ciclista diverso e fortissimo ancora lo è, ma tra due giorni si ritirerà. Contador. È quinto in classifica a tre minuti e 34 secondi da Froome e a poco più di un minuto dal terzo posto. In questa Vuelta ha attaccato praticamente su ogni salita in cui fosse in qualche modo possibile farlo, e lo farà anche oggi. Magari anche prima dell’ultima salita, l’Angliru.

L’Angliru

Nel ciclismo ci sono salite storiche, di quelle che erano fatte già da Fausto Coppi e Gino Bartali. Ce ne sono poi altre, che sono state affrontate solo negli ultimi anni: magari perché prima non erano praticabili o, in certi casi, perché avevano pendenze considerate quasi impossibili per delle biciclette da corsa. L’Angliru – che è anche noto come La Gamonal ed è nelle Asturie, nel nord della Spagna – è una di queste ultime. La Vuelta ci arrivò per la prima volta nel 1999 e oggi ci arriverà per la settima volta. Nibali, Contador e Froome ci sono già passati ma l’unico ad averci già vinto è Contador, nel 2008. Gilberto Simoni, l’unico italiano ad aver vinto una tappa sull’Angliru (nel 2000) disse che è «una salita per mountain bike»: fatta cioè per biciclette di altro tipo, con altri rapporti. Nel 2002, il ciclista David Millar – per protesta – si ritirò appena prima dell’arrivo. Il ciclista Charly Wegelius ha scritto, nella sua biografia: «La salita era così ripida che se stavo seduto sulla sella la ruota anteriore mi si alzava e se invece mi alzavo io sui pedali la mia ruota posteriore sbandava in modo disperato. È stato disumano». A complicare il tutto – oggi come tante altre volte sull’Angliru – c’è pure brutto tempo.

Cosa potrebbe succedere

L’Angliru è una salita sempre ripida, in certi tratti ripidissima. Non c’è praticamente modo di rifiatare o fare qualche pedalata meno faticosa delle altre. In più arriva a fine stagione, al termine di una lunga corsa a tappe in cui i ciclisti hanno già fatto più di tremila chilometri e dopo altre due salite molto difficili. Ci saranno di certo distacchi tra i primi in classifica e potrebbero anche misurarsi in minuti, non solo in secondi. L’obiettivo di Froome è arrivare all’inizio della salita insieme ai rivali (senza permettere che nessuno di loro vada in fuga) e, una volta lì, non farsi staccare e magari addirittura staccarli. Nibali, per vincere, deve staccare Froome di un minuto e mezzo circa: difficilmente basterebbe uno scatto negli ultimi due-tre chilometri e, se dovesse avere energie a sufficienza, potrebbe provarci prima. Contador è Contador, uno che attacca sempre, anche da lontano. Potrebbe provare a farlo già dalle prime salite per rendere la tappa ancora più dura e imprevedibile; o potrebbe aspettare l’inizio dell’Angliru e, da lì, giocarsela con gli altri.

Vincesse Nibali, sarebbe un gran risultato: ottenuto contro grandi rivali, su una grande salita.
Vincesse Contador, sarebbe il modo perfetto di chiudere la sua carriera.
Vincesse Froome, sarebbe ugualmente qualcosa di raro: perché è già difficile vincere un grande giro, figuratevi due nello stesso anno.

Va da sé che sarebbe una cosa ancora più notevole se Nibali e Contador dovessero, oltre a vincere, recuperare a Froome tempo sufficiente per diventare primi in classifica e, domani, vincere la Vuelta. La salita dell’Angliru dovrebbe iniziare tra le 17 e le 17.30, ma in corsa c’è Contador: potrebbero succedere cose anche prima. In Italia, la trasmette Eurosport: anche in streaming (e c’è anche il mini-abbonamento da un giorno).

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