(Ian Waldie/Getty Images)
  • Auto
  • martedì 4 luglio 2017

Le auto che si guidano da sole hanno problemi coi canguri

Se ne sono accorti quelli di Volvo in Australia, perché i canguri si muovono in modo diverso dagli altri animali

(Ian Waldie/Getty Images)

La casa automobilistica svedese Volvo sta sperimentando sistemi di guida automatica in diverse parti del mondo, compresa l’Australia, dove di recente ha scoperto però che i sistemi di bordo delle sue automobili faticano a riconoscere i canguri, perché si muovono diversamente rispetto agli altri animali. Tutte le principali aziende automobilistiche in questi anni sono impegnate nello sviluppo di auto che si guidano da sole, e i loro test portano spesso a scoprire cose che gli ingegneri non avevano previsto. Il sistema delle Volvo si è rivelato molto efficiente nel riconoscere ed evitare gli animali, come alci e renne, mentre continua a farsi trarre in inganno dai canguri.

David Pickett, uno dei progettisti di Volvo Australia, ha spiegato che i saltelli che fanno i canguri per muoversi rendono inutilizzabile il sistema per la rilevazione degli animali: “Abbiamo notato che, quando sono a mezz’aria, i canguri per il software sono più distanti di quanto non siano in realtà quando sono a terra”. Il rilevatore individua quindi due distanze diverse a seconda dei casi e non riesce a dare al computer di bordo informazioni coerenti.

Un altro progettista di Volvo, Kevin McCann, ha spiegato al Guardian che queste scoperte aiutano a migliorare i software che servono per rendere autonoma la guida delle automobili: “Ogni azienda che lavora a un progetto per un’auto che si guida da sola ha a che fare con questi problemi di sviluppo. È un processo abbastanza lungo. Non facciamo nemmeno riferimento in modo specifico all’identificazione dei canguri, ma dei piccoli animali”.

Attraverso telecamere e sensori di prossimità, un’auto che si guida da sola riesce a ricostruire con precisione l’ambiente che ha intorno per spostarsi garantendo la sicurezza dei passeggeri e di chi è per strada. I sensori rilevano le strisce a terra delle corsie, quelle per gli attraversamenti pedonali, e la segnaletica verticale compresi i semafori. Altri sistemi tengono sotto controllo gli spostamenti del traffico intorno all’automobile e naturalmente dei pedoni e delle persone in bicicletta. Ogni elemento viene riconosciuto e tenuto sotto controllo singolarmente, con un livello di attenzione ed efficienza che grazie agli ultimi progressi inizia a essere superiore a quello di un essere umano. Le automobili che si guidano da sole devono inoltre riconoscere gli animali, che potrebbero attraversare improvvisamente la strada e il cui comportamento è meno prevedibile.

Capire dove si trova un animale di piccola-media taglia, come un canguro, è importante non solo per evitare di investirlo, ma anche di causare incidenti che potrebbero coinvolgere altre automobili e persone. Secondo la compagnia di assicurazioni australiana AAMI, nel 2016 i canguri sono stati la causa di più incidenti di qualsiasi altro animale nel paese: la stima è che siano stati alla base di 9 investimenti di animali su 10. I canguri si muovono in modo imprevedibile, soprattutto quando sono sul ciglio della strada e decidono di attraversarla, senza curarsi più di tanto del traffico.

Volvo è una delle aziende europee ad avere investito più risorse nello sviluppo delle auto che si guidano da sole, stringendo accordi con l’azienda del settore Autoliv e con Nvidia, produttore di processori che ha creato chip appositamente per la guida automatica. L’azienda è ancora in fase di sviluppo, ma confida di avere un primo modello di auto pronto per la strada entro il 2021. Altre aziende stanno già sperimentando flotte di automobili che si guidano da sole: la sperimentazione è, per esempio, in uno stadio avanzato per Fiat-Chrysler, che ha stretto un accordo con Waymo per usare le sue tecnologie in licenza. Waymo è una società da poco costituita da Alphabet, la holding che ha la proprietà di Google, e basa buona parte delle sue tecnologie sui risultati ottenuti in anni di sviluppo da parte del gruppo di ricerca di Google.

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