(AP Photo/Ron Edmonds)
  • Mondo
  • mercoledì 7 giugno 2017

Chi è il nuovo direttore dell’FBI

Si chiama Christopher Wray, ha lavorato per il governo ai tempi di Bush ma da anni fa l'avvocato: è considerato una scelta piuttosto tradizionale

(AP Photo/Ron Edmonds)

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che Christopher Wray sarà il nuovo capo dell’FBI. Wray è un avvocato penalista che in passato ha prestato servizio nel dipartimento della Giustizia durante la presidenza di George W. Bush. Il precedente direttore, James Comey, era stato licenziato lo scorso 10 maggio, dopo che Trump aveva espresso diverse critiche sul modo in cui Comey svolgeva il suo lavoro e soprattutto gestiva l’inchiesta in corso sui presunti rapporti tra il comitato elettorale dello stesso Trump e il governo russo. Trump, che ha annunciato la nomina con un tweet questa mattina, ha definito Wray una persona «dalle credenziali impeccabili».

Secondo il New York Times «la nomina di Wray è una scelta sicura e tradizionale, da parte di un presidente che in alcuni momenti ha pensato di nominare un politico a direttore dell’FBI, un incarico che storicamente viene riservato a persone che con la politica non hanno a che fare. Wray probabilmente tranquillizzerà gli agenti dell’FBI che temevano che Trump volesse indebolire o politicizzare l’agenzia».

L’ultimo incarico pubblico di Wray risale a 12 anni fa, quando tra il 2003 e il 2005 gestì la divisione che si occupava di criminalità al dipartimento della Giustizia, durante la presidenza di George W. Bush. Da allora ha lavorato come avvocato penalista in un importante studio legale di Washington, King & Spalding. Di recente ha difeso l’ex governatore del New Jersey Chris Christie nel processo sul cosiddetto “scandalo del ponte” (il processo è ancora in corso). Christie era uno degli avversari di Trump alle primarie del Partito Repubblicano ed è stato il primo a ritirarsi dalla competizione e ad appoggiarlo ufficialmente.

Secondo il New York Times, Wray ha ottenuto la nomina anche grazie all’amicizia con Christie, che risale a quando entrambi lavoravano come giovani procuratori per il dipartimento della Giustizia. Grazie alla stima di Christie e alla sua abilità nel difenderlo durante il processo, scrive il New York Times, Wray è riuscito a battere l’altro principale candidato al ruolo di direttore del FBI, John S. Pistole, ex vicedirettore dell’agenzia e oggi capo dell’autorità sulla sicurezza dei trasporti (TSA).

Wray non si occuperà dell’inchiesta sui rapporti tra Trump e la Russia che secondo molti è stata la causa principale del licenziamento di Comey. Dopo le polemiche seguite al licenziamento di Comey – che giovedì testimonierà al Senato per la prima volta da quando ha lasciato l’FBI – l’indagine è stata affidata a un procuratore speciale, Robert Mueller, lui stesso un ex direttore dell’FBI con una lunga esperienza alle spalle. Mueller, ha scritto Politico, «eredita un lungo elenco di indagini federali che riguardano persone come il genero del presidente, il consigliere della Casa Bianca Jared Kushner, e gli ex dirigenti del comitato elettorale di Trump Paul Manafort, Michael Flynn e Carter Page».

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.