(Da "The Circle")

Stasera cinema?

C'è il film con Emma Watson e Tom Hanks tratto dal libro di Dave Eggers e poi c'è – indovinate? – un film di supereroi

(Da "The Circle")

Questa settimana è uscito il primo film Marvel del 2017: Guardiani della Galassia Vol. 2È il quindicesimo di questo universo cinematografico, iniziato nel 2008 con Iron Man e che quest’anno proseguirà con Spider-Man: Homecoming e Thor: Ragnarok. Da qui al 2020 usciranno almeno altri sei-sette film Marvel ma, restando più nell’immediato, questa settimana ci sono cose anche per chi non dovesse essere interessato all’ennesima storia di simpatici supereroi che salvano il mondo facendo battute. Sono usciti infatti anche The Circle – tratto da un omonimo romanzo di Dave Eggers, con Emma Watson e Tom Hanks – e L’eccezione alla regola di Warren Beattyche ha da poco compiuto 80 anni e non ne dirigeva uno da quasi 20. È uscito anche il thriller domestico L’amore criminale, ma se ne parla piuttosto male. Se non siete pratici di film Marvel, questo è Baby Groot.

Guardiani della Galassia Vol. 2

È il 15esimo film dell’Universo cinematografico della Marvel, ma per arrivare preparati basta aver visto il decimo, cioè Guardiani della Galassia, che uscì nel 2014 e piacque molto in giro. Sta piacendo anche questo, anche se in generale un po’ meno, proprio perché secondo certi critici è troppo uguale al primo, che si era fatto notare soprattutto perché era divertente e originale. Il regista è sempre James Gunn e nel cast ci sono Chris Pratt, Zoe Saldana, Dave Bautista. Se andate a vederlo in lingua originale (lo si trova, in qualche cinema) vi accorgerete forse che ci sono anche Vin Diesel e Bradley Cooper che doppiano rispettivamente un mini-albero poco-parlante e un procione molto-parlante geneticamente modificato. Il film parla dei Guardiani del primo film, che ormai sono una squadra (o famiglia, addirittura): solo che – anche perché qualcuno di loro continua a rubacchiare cose – c’è un po’ di gente che li cerca. Qualcuno per ucciderli, qualcuno non si capisce. Alla fine è un film di supereroi e c’è un nemico da sconfiggere. E siccome è un film di supereroi nello Spazio bisogna sconfiggere quel nemico perché altrimenti distruggerebbe non solo la Terra, ma un sacco di pianeti.

Peter Bradshaw del Guardian ha scritto che «c’è una strana aria di inconsistenza», riferendosi soprattutto alla trama. Secondo Owen Gleiberman Guardiani della Galassia Vol. 2 è – inquadratura per inquadratura, dialogo per dialogo – «un sequel stravagante e arguto», al livello del primo. Secondo Todd McCarthy di The Hollywood Reporter il film sembra invece «il secondo giro su un’attrazione che era divertentissima la prima volta e che alla seconda già sorprende molto meno». Per Chris Nashawaty di Entertainment Weekly «è ancora un buon film Marvel (a tratti ottimo) ma è un gradino più sotto rispetto alle sorprendenti vette raggiunte dal primo». Alex Abad-Santos ha scritto su Vox che ancor più che in altri film Marvel, Guardiani della Galassia Vol. 2 sembra dire: «ridi sempre, a tutto, anche se il mondo sta per esplodere». Magari siete troppo giovani e non ve ne ricordate: in questo caso, tra le cose da ripassare per arrivare preparati a Guardiani della Galassia Vol. 2  c’è anche questa cosa.

The Circle

È un thriller sulla tecnologia – un po’ alla Black Mirror – diretto da James Ponsoldt, il regista di The End of The Tour, il film sullo scrittore David Foster Wallace. Nel cast ci sono Tom Hanks, Emma Watson e John Boyega. È tratto dal romanzo Il Cerchio di Dave Eggers, che negli Stati Uniti uscì nel 2013 e immaginò un distopico futuro prossimo in cui una grande società tecnologica – pensate e moltiplicate per dieci il peggio che avete sentito dire di Google, Facebook, Amazon o Apple – controlla praticamente tutto, con conseguenti problemi etici e di privacy. Più nel dettaglio, The Circle parla di una talentuosa informatica (Watson) che viene assunta a The Circle, e di cosa scopre una volta che ci è dentro.

Su Variety, Owen Gleiberman ha scritto che nonostante The Circle sia un thriller, non è un film particolarmente emozionante: ma «parla alla testa», e pone degli interrogativi intelligenti sul tipo di società che vogliamo. Molti critici hanno però parlato piuttosto male del film e al momento il suo Metascore – un voto assegnato facendo una media fra le recensioni dei critici professionisti – è 48 su 100. Dan Callahan di The Wrap ha scritto che il film «parte da una legittima preoccupazione per l’assenza di privacy ai tempi di internet, ma poi diventa un iperbolico e ridicolo melodramma». Pare insomma che a Tom Hanks non vada tanto bene quando recita nei film tratti da libri di Eggers: anche di A Hologram for the King, uscito nel 2016, si parlò abbastanza male.

L’eccezione alla regola

Un anno fa qualcuno parlava di questo film come di un possibile film da Oscar. Il motivo principale è che è scritto, prodotto, diretto e interpretato da Warren Beatty, che ha da poco compiuto 80 anni e vinse l’Oscar per la Miglior regia grazie a Reds, nel 1982. Poi in realtà il film non c’ha nemmeno provato a giocarsela per gli Oscar: la produzione lo ha fatto uscire dopo e non ha programmato tutte quelle attività di promozione e pubbliche relazioni necessarie per provare a vincere un Oscar. Nel cast di L’eccezione alla regola ci sono Haley Bennett, Lily Collins e Matthew Broderick. Parla di una storia d’amore tra un’aspirante attrice e il suo autista; lavorano entrambi per Howard Hughes, interpretato proprio da Beatty. Huges, già raccontato nel film The Aviator di Scorsese, è stato un tipo eccentrico e geniale: regista, produttore, imprenditore e aviatore.

Il 55 per cento delle recensioni raccolte da Rotten Tomatoes ha parlato bene del film e la sintesi fatta dal sito è: «Warren Beatty rivolge un piacevole – ma troppo tenue – sguardo a un angolo della vecchia Hollywood dietro l’ombra di Howard Hughes». Jordan Hoffman del Guardian ha scritto che il film è sia triste che divertente e che «anche se non tutto è al suo posto, riesce a offrire un po’ di divertimento». Più in generale, è praticamente impossibile trovare un critico che dica che questo film sia meglio del precedente film da regista di Beatty: Bulworth – Il senatore, che uscì nel 1998 e parla di un politico in campagna elettorale che decide di suicidarsi ma, prima, di diventare onesto e sfacciato.

L’amore criminale

È un thriller diretto da Denise Di Novi – una produttrice statunitense di 61 anni, al suo primo film da regista – con Katherine Heigl e Rosario Dawson. Parla di una donna che si mette d’impegno per rendere impossibile la vita della nuova compagna del suo ex marito.

Il Metascore del film è 45 su 100 e le recensioni positive su Rotten Tomatoes sono il 25 per cento del totale: «Il cast è talentuoso e questo thriller domestico si può guardare, anche se non riesce a mantenere quel che promettono le sue premesse». Paolo D’Agostini di Repubblica ha scritto: «Di vicende coniugali sinistre dove uno dei due perseguita l’altro cercando talvolta di farlo passare per pazzo (ma di solito la vittima è femmina e il carnefice è lui), è pieno il cinema. Rebecca e Notorius di Hitchcock come Angoscia di Cukor con la medesima Ingrid Bergman, per il passato; L’amore bugiardo di Fincher, La ragazza del treno con Emily Blunt. Ora, a sfigurare al confronto, il banale horror (tale in fondo è) L’amore criminale».

Oppure

Questa settimana sono usciti anche la commedia italiana La guerra dei cafoni, il thriller italiano Le verità e il film drammatico franco-belga A casa nostra. C’è anche una cosa piuttosto rara, un film fantasy italiano: ambientato in Puglia e diretto da Saverio Di Biagio.

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