(AP Photo/Martin Meissner)
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  • giovedì 13 Aprile 2017

A che punto sono le indagini sulle bombe contro il Borussia Dortmund

Dei due arrestati solo uno è ancora in custodia e non ci sono prove che sia coinvolto nell'attentato anche se è stato un membro dell'ISIS

(AP Photo/Martin Meissner)

La polizia tedesca aveva arrestato due persone nel corso delle indagini sulle bombe contro il pullman del Borussia Dortmund. Una è ancora in custodia della polizia, l’altra è stata invece rilasciata: ma in generale per ora non ci sono prove solide che indichino che l’attentato sia stato di matrice islamista, ne che colleghino direttamente la persona arrestata alle bombe di martedì. I pubblici ministeri hanno detto che uno dei due fermati, un iracheno di 26 anni, era un membro dello Stato Islamico in Iraq e che è in Germania dai primi mesi del 2016. La procura federale ha precisato però che ad oggi non c’è alcuna prova che quello stesso uomo, identificato come Abdul Beset al O. (il nome per intero non è stato rivelato, come succede sempre per i sospetti in indagini della polizia tedesca), abbia preso parte all’attacco di Dortmund. È stato arrestato perché la polizia tedesca intercettava le sue telefonate per via dei suoi rapporti con l’ISIS: secondo lo Spiegel alcuni giorni fa era stata registrata una telefonata in cui una persona sconosciuta gli aveva detto «L’ordigno esplosivo è pronto».

Abdul Beset al O. per ora si trova in custodia e nei prossimi giorni un giudice dovrà decidere se convalidare l’arresto. L’uomo, ha precisato la procura, aveva guidato in Iraq un commando di 10 membri coinvolto in rapimenti, contrabbando, estorsioni e omicidi. L’altro uomo indagato dalla polizia in relazione all’esplosione delle bombe è stato identificato come il ventottenne Abdullah al Z., di cittadinanza tedesca. Quando la polizia ha fatto irruzione in casa sua l’ha trovato in possesso di un ombrello del Borussia Dortmund, proveniente dall’hotel in cui la squadra alloggiava. Tuttavia l’uomo non è stato arrestato perché non c’erano sufficienti prove che lo collegassero all’attentato. Le bombe usate nell’attentato sono state fatte esplodere usando dei detonatori militari comandati in remoto, probabilmente usando un telefono cellulare, secondo alcuni resoconti dei giornali tedeschi.

La sera di martedì 11 aprile tre esplosioni avevano colpito il pullman della squadra di calcio del Borussia Dortmund nel tragitto verso lo stadio, il Signal Iduna Park, dove il Dortmund avrebbe dovuto giocare l’andata dei quarti di finale di Champions League contro l’AS Monaco (la partita è stata poi ri-giocata mercoledì). Nelle esplosioni, che erano avvenute lungo la Wittbräucker Straße, a circa 10 chilometri dallo stadio, era rimasto ferito a un braccio e a una mano Marc Bartra, difensore spagnolo del Dortmund, che nel frattempo è stato operato e sta bene. La polizia aveva fatto sapere da subito di trattare l’episodio come un attentato terroristico.

Uno dei motivi per cui la polizia sospettava di un attentato di matrice islamista è che sul luogo delle esplosioni sono state trovate tre copie di una lettera in cui viene citato l’attentato a un mercatino di Natale di Berlino del dicembre scorso, e in cui si parla del ruolo della Germania nella coalizione anti-ISIS; non è ancora chiaro se la lettera sia autentica, ma gli investigatori hanno detto che non è scritta nel tipico stile dello Stato Islamico. Tra le ragioni per cui gli investigatori hanno detto questa cosa c’è il fatto che la lettera contiene richieste concrete: il ritiro degli aerei dell’aviazione tedesca da un’operazione di sorveglianza nei cieli della Siria contro l’ISIS e la chiusura della base militare americana di Ramstein, in Germania. La lettera dice anche che tutti gli attori, cantanti, sportivi e gli altri personaggi famosi tedeschi e di altri paesi «crociati» sono su una lista di possibili obiettivi dell’ISIS.

Allo stesso tempo gli investigatori stanno cercando di verificare l’autenticità di una seconda lettera che sta circolando online e che sostiene che l’attacco sia stato compiuto da un gruppo anti-fascista che avrebbe colpito la squadra per la sua politica tollerante nei confronti dei tifosi di estrema destra (in realtà il Dortmund è una delle squadre europee che si è più impegnata contro l’estremismo di destra). C’è anche una terza rivendicazione, proveniente da un simpatizzante dell’estrema destra.