• Italia
  • giovedì 13 aprile 2017

Cosa c’è nei “decreti Minniti”

Sono stati definitivamente approvati dal Parlamento e prevedono regole più severe su sicurezza e migranti

(ANSA/GIUSEPPE LAMI)

Mercoledì 12 aprile sono stati definitivamente convertiti in legge il cosiddetto “decreto sicurezza” e il cosiddetto “decreto migranti“, o più estesamente il decreto legge sulle “Disposizioni urgenti per la tutela della sicurezza delle città” e quello sulle “Disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché misure per il contrasto dell’immigrazione illegale”. Sono due provvedimenti su cui ha lavorato soprattutto il ministro dell’Interno Marco Minniti, e per questo a volte sono stati indicati con il suo nome (“decreto Minniti”).

Queste norme introducono nuove disposizioni che sono state molto criticate soprattutto dalla sinistra. Il primo, per esempio, introduce il cosiddetto “DASPO urbano”, simile al provvedimento con cui viene vietato l’ingresso negli stadi ai tifosi violenti. Il secondo riguarda invece la gestione dei migranti, prevede l’apertura di nuovi CIE (i centri di identificazione ed espulsione degli stranieri irregolari) e procedure più rapide per l’espulsione degli immigrati irregolari, ed è quello che ha ricevuto più attenzioni da giornali ed esperti di immigrazione.

Il decreto di sicurezza

La norma più importante introdotta dal decreto sicurezza è probabilmente il cosiddetto il “DASPO urbano”, con cui un sindaco in collaborazione con il prefetto potrà multare e poi stabilire un divieto di accesso ad alcune aree della città per chi «ponga in essere condotte che limitano la libera accessibilità e fruizione» di infrastrutture di trasporto (strade, ferrovie e aeroporto). La definizione è molto ampia e i giornali in questi giorni hanno scritto che potrebbe essere utilizzata contro manifestanti che occupino una strada ma anche commercianti o parcheggiatori abusivi. Il DASPO urbano è stato utilizzato per bloccare l’arrivo a Roma di alcuni manifestanti lo scorso 25 marzo (i decreti legge sono stati convertiti mercoledì dal Parlamento ma, come tutti i decreti legge, erano efficaci dal momento dell’approvazione da parte del governo).

Il decreto prevede anche un “mini-DASPO” per gli spacciatori. Il questore potrà stabilire il divieto di accesso a certi locali pubblici a persone che vengano condannate per spaccio dentro o vicino a quegli stessi locali. Il decreto stabilisce anche multe più alte per i parcheggiatori abusivi, da 1.000 a 3.500 euro, che possono raddoppiare se nell’attività vengono coinvolti dei minori. Il decreto stabilisce anche che i giudici possano disporre l’obbligo di ripulitura per chi danneggia il decoro urbano.

Il decreto migranti
L’altro importante decreto approvato ieri è il cosiddetto decreto Minniti-Orlando, che stabilisce una serie di nuove norme per la gestione dell’immigrazione. La novità più importante è la creazione di circa 20 nuovi centri per l’espulsione degli stranieri irregolari (i Centri permanenti per il rimpatrio, CPR), al posto dei 5 che esistono oggi. In tutto il sistema avrà una capienza di 1.600 posti e sarà finanziato con 19 milioni di euro l’anno (quasi 12mila euro l’anno a migrante). L’obiettivo è accelerare numero e frequenza delle espulsioni, che l’anno scorso sono state pochissime: circa cinquemila, a fronte delle svariate decine di migliaia di persone irregolari che si trovano in Italia.

Il decreto stabilisce anche una serie di procedure per accelerare i tempi di esame delle richieste di asilo politico. Nella procedura è stato eliminato il cosiddetto “terzo grado”, cioè la possibilità per i richiedenti asilo di rivolgersi alla Corte d’Appello se la loro richiesta viene respinta prima dalla Commissione territoriale e poi dal giudice ordinario. Il secondo grado, cioè il ricorso al giudice, è stato semplificato eliminando l’udienza. Il giudice non ascolterà più il migrante, ma si limiterà a visionare il video della sua audizione presso la Commissione territoriale.

Mostra commenti ( )