(PHILIPPE LOPEZ/AFP/Getty Images)
  • Sport
  • mercoledì 15 Febbraio 2017

Més que una sconfitta

Ieri sera il Barcellona ha perso 4-0 contro il Paris Saint-Germain, giocando una delle peggiori partite degli ultimi 10 anni: è andato tutto storto

(PHILIPPE LOPEZ/AFP/Getty Images)

Gli ottavi di finale della Champions League sono iniziati ieri sera con una partita che verrà ricordata a lungo: il Barcellona, la squadra più temuta e dominante della storia recente del calcio, ha perso 4 a 0 in trasferta contro il Paris Saint-Germain. Nemmeno un risultato già di per sé così netto può dare l’idea, a chi non abbia visto la partita, di cosa sia successo ieri sera al Parco dei Principi di Parigi. Il Barcellona ha giocato probabilmente la sua peggior partita dal 2006, anno a cui si può ricondurre l’inizio dell’ultimo ciclo vincente del club. Nelle ultime dieci stagioni il Barcellona di partite ne ha perse, e anche nettamente, come la semifinale della Champions League del 2013, in cui venne eliminato dal Bayern Monaco dopo aver perso 4-0 e 3-0. Ma non ha mai dato l’impressione di essere così in difficoltà sotto tutti i punti di vista come ieri sera, dall’intensità del gioco alla tattica, tanto da sembrare incapace sia di contrastare gli avversari sia di reagire.

Nel corso dei novanta minuti il PSG ha tirato in porta 10 volte, il Barcellona solamente in una occasione: a meno di dieci minuti dalla fine, con il PSG già in vantaggio di quattro gol, Samuel Umtiti ha colpito un palo con un colpo di testa, sbagliando così l’unica occasione da gol per la sua squadra nell’arco della partita. Ma sarebbe stato comunque un gol che non avrebbe potuto dire niente sull’andamento della partita, e avrebbe dato solo qualche possibilità in più di rimonta al Barcellona in vista dalla partita di ritorno, che si giocherà l’8 marzo.

Nel corso della partita i giocatori del PSG hanno corso complessivamente per poco più di 112 chilometri, contro i 104 del Barcellona. Hanno recuperato 46 palloni, dieci in più del Barcellona. I tre centrocampisti spagnoli con cui il Barcellona ha iniziato la partita, Sergio Busquets, André Gomes e Andrés Iniesta, sono stati completamente annullati dalla pressione dei centrocampisti del PSG Blaise Matuidi, Marco Verratti e Adrien Rabiot, con i primi due a guidare la pressione della squadra. L’azione emblematica della superiorità del PSG si è vista all’inizio del secondo tempo. In svantaggio di due gol, ma dopo aver avuto un quarto d’ora per riprendersi e darsi una sistemata, il Barcellona ha perso la palla tre tocchi e pochi secondi dopo il calcio d’inizio. André Gomes è stato aggredito da Matuidi e Verratti, e senza nessun compagno vicino si è fatto rubare il pallone.

Il PSG ha segnato con una punizione di Angel Di Maria il primo gol della partita e ha poi raddoppiato andando in gol con Julian Draxler, su assist di Verratti, a cinque minuti dall’intervallo. Prima di ieri, il Barcellona non concedeva due gol nel primo tempo dal 2008, ma in quella partita, giocata a Glasgow contro il Celtic, poi vinse 3-2.

Il PSG ha giocato senza il suo difensore più forte, nonché capitano, Thiago Silva: al suo posto ha esordito in Champions il 21enne Presnel Kimpembe, che prima di questa stagione giocava con la squadra riserve del PSG, nella quarta serie francese. Kimpembe ha svolto i suoi compiti in maniera impeccabile, ma a dire il vero non è mai stato impegnato molto. Il suo compagno di reparto, il terzino destro Thomas Meunier, cinque anni fa giocava come attaccante nel Club Brugge e ieri è stato uno dei migliori in campo. Nell’azione del quarto gol del PSG, Meunier ha evidenziato l’atteggiamento inerme del Barcellona: dopo aver saltato facilmente un avversario nella propria metà campo è arrivato indisturbato fino al limite dell’area di rigore del Barcellona, facendo l’assist a Cavani per l’ultimo gol della serata. Il fortissimo centrocampista Iniesta, che a metà campo era vicino a Meunier e avrebbe potuto almeno mettergli pressione, dalla immagini sembra non aver la forza per stargli dietro, non ci prova nemmeno.

Lionel Messi – il giocatore di calcio più forte degli ultimi due decenni – ha concluso la partita con 0 dribbling, 0 assist, 0 tiri in porta e 0 cross. Ha perso 13 palloni, e solo il 19 per cento dei suoi passaggi sono stati completati: statistiche che indicano come sia stata la peggior partita della sua carriera, se non consideriamo quelle con la nazionale argentina. Nel secondo tempo, dopo aver corso a vuoto per sessanta minuti, è stato scartato con un tunnel, di tacco, da Rabiot. È una delle cose successe ieri che non avremo molte occasioni di vedere ancora.

Le statistiche degli altri due attaccanti del Barcellona, Luis Suarez e Neymar, si avvicinano a quelle di Messi, con esiti anche piuttosto grotteschi.

Una simulazione di Neymar.

Oltre all’atteggiamento in campo delle due squadre, il risultato della partita è stato la conseguenza del lavoro di Unai Emery, allenatore del PSG, e di Luis Enrique, del Barcellona. Emery ha preparato la partita come meglio non si poteva fare, e forse come nessun altro negli ultimi dieci anni era riuscito nemmeno a pensare. Con la pressione sul portatore di palla avversario che iniziava da Cavani e terminava fra le gambe di Matuidi e Verratti. Con la gestione di Rabiot in mezzo al campo — che ha recuperato 14 palloni, più di chiunque altro —  e la spinta sulle ali di Di Maria e Draxler è poi riuscito a isolare Messi, Neymar e Suarez dal resto della squadra.

Due azioni di Verratti, replicate per una ventina di volte nel corso della partita.

Emery ha puntato sulla miglior condizione fisica dei suoi centrocampisti per sovrastare Iniesta e si è affidato alla forma dei suoi attaccanti per saltare l’ultimo ostacolo avversario, la difesa. Con la partita di ieri, Edinson Cavani ha segnato 15 gol nelle ultime 13 gare, e 32 gol in 31 partite dall’inizio della stagione.

Luis Enrique invece, anche quando i problemi del Barcellona erano evidenti, non ha saputo arginare le avanzate del PSG. Nemmeno l’ingresso di un centrocampista dinamico come Ivan Rakitic al posto di Iniesta ha avuto effetto sull’andamento della gara. Al termine della partita Luis Enrique si è anche arrabbiato con un giornalista catalano presente all’interno del Parco dei Principi, e ci sono volute tre persone per tenerlo fermo e lontano dal giornalista.

Un 4-0 in una partita di andata di un turno ad eliminazione diretta non è mai stato ribaltato nella storia delle coppe europee. Per questo e per quello che si è visto nella partita di andata, il PSG è ora di gran lunga favorito per il passaggio del turno. Per il Barcellona la sconfitta non significa per forza la fine di un ciclo (magari quello di Luis Enrique sì), ma da oggi probabilmente cambieranno delle cose, anche nel modo in cui noi guarderemo a quella squadra.