• Mondo
  • mercoledì 8 febbraio 2017

L’attivista russo Alexei Navalny è stato condannato di nuovo

La condanna è per appropriazione indebita ma secondo lui, che è il principale oppositore di Putin, ha motivazioni politiche

Alexei Navalny, in piedi, durante il suo processo per appropriazione indebita a Kirov, in Russia, il 5 dicembre 2016 (SERGEY BROVKO/AFP/Getty Images)

L’attivista Alexei Navalny, il più noto oppositore del presidente russo Vladimir Putin, è stato condannato per appropriazione indebita da un tribunale della città di Kirov. Un processo con le stesse accuse contro Navalny era già avvenuto nel 2013: è stato ripetuto perché la Corte europea dei diritti dell’uomo aveva stabilito che la prima volta era stato svolto in modo ingiusto. Secondo Navalny sia il primo che il secondo processo – alcuni dei tanti che ha affrontato in questi anni – sono stati motivati politicamente e organizzati in modo da impedirgli di fare politica. Secondo la sentenza del primo processo con cui era stato condannato a cinque anni di carcere, Navalny avrebbe truffato l’azienda statale Kirovles, che si occupa di produzione di legname: il reato si riferisce al 2009, periodo in cui Navalny lavorava come consulente del governatore della regione russa di Kirov, Nikita Belykh.

L’anno scorso Navalny aveva annunciato che si sarebbe candidato alla presidenza della Russia nel 2018, ma con questa condanna non potrà partecipare alle elezioni, anche se la pena dovesse essere sospesa. Navalny si è messo a scrivere pezzi del verdetto su Twitter ancora prima che i giudici lo leggessero tutto per dimostrare che era uguale al precedente. L’accusa ha chiesto una condanna a cinque anni di carcere con sospensione della pena.

Navalny ha 40 anni, è probabilmente il più noto e polemico oppositore di Putin ed è stato arrestato più volte. Dopo il processo per appropriazione indebita del 2013 aveva scontato un solo giorno di carcere ed era stato messo agli arresti domiciliari con l’assoluto divieto di comunicare con l’esterno. Nello stesso anno si era candidato a sindaco di Mosca, sfidando il candidato di Putin e ottenendo il 27 per cento dei voti; in quell’occasione accusò gli avversari di brogli. Alla fine del 2014 lui e suo fratello erano stati condannati con l’accusa di aver rubato 30 milioni di rubli da due società: Navalny a tre anni e mezzo di carcere con la condizionale, il fratello senza la condizionale. In precedenza Navalny era stato uno dei leader delle proteste seguite alle elezioni legislative del 4 dicembre 2012, dove si sospetta che ci siano stati molti brogli e violazioni di vario tipo. Anche durante quelle proteste Navalny – che il New York Times aveva definito “l’uomo maggiormente responsabile della straordinaria fiammata di attivismo antigovernativo” – era stato arrestato.

Della sua opposizione a Putin in Russia si è parlato e scritto molto negli ultimi anni, anche per il metodo piuttosto particolare che Navalny ha adottato per combattere la corruzione fin dal 2008. In sostanza, Navalny acquistava piccole quote di società controllate dallo stato, molte delle quali hanno consiglieri di amministrazione di nomina governativa. In qualità di piccolo azionista Navalny aveva il diritto di ottenere informazioni sulla gestione del capitale: faceva domande sulla destinazione del denaro, sulla gestione dei dividendi, su quali enti beneficiavano. Informazioni che dovrebbero essere pubbliche, stando alla legge, ma che di fatto in Russia rimangono riservate alle aziende. Poi raccontava tutto sul suo blog, sul quale organizzava campagne e petizioni.

Ultimamente Navalny è anche stato soprannominato il “Julian Assange russo” perché insieme ai suo collaboratori ha diffuso informazioni di vario tipo sui più stretti alleati di Putin (per esempio sulla costruzione di una nuova e sfarzosa casa per il primo ministro, sui contratti di tipo militare stipulati dal suo cuoco personale e sui viaggi in aerei privati per i cani di un importante funzionario) e usa i suoi account sui social network, molto seguiti, per fare da eco anche ad altre notizie contro il presidente e il governo. Su Twitter Navalny ha 1,77 milioni di follower.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di più, e migliori.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la newsletter, una quota minore di inserzioni pubblicitarie, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.