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  • giovedì 18 Luglio 2013

Alexei Navalny è stato condannato

Il più popolare oppositore di Putin dovrà fare 5 anni di carcere, per un'accusa che ha definito "fabbricata a tavolino"

Alexei Navalny, avvocato, blogger e grande oppositore politico del presidente russo Vladimir Putin, è stato giudicato colpevole di appropriazione indebita da un tribunale russo. Giovedì 18 luglio il giudice Sergei Blinov ha sentenziato che Navalny ha truffato l’azienda statale Kirovles, che si occupa della produzione di legname: il reato si riferisce al 2009, periodo in cui Navalny ha lavorato come consulente del governatore della regione russa di Kirov, Nikita Belykh. Navalny è stato condannato a 5 anni di carcere.

Navalny era stato incriminato nel luglio 2012, e fin dall’inizio aveva definito il caso come “strano e assurdo”. Secondo l’accusa, sfruttando la sua posizione di consigliere di Belykh, avrebbe favorito una vendita di legname della ditta Kirovles a una società gestita da un suo conoscente a un prezzo inadeguato, appropriandosi di 16 milioni di rubli, poco più di 376mila euro. Durante il processo Navalny ha sempre sostenuto che si è trattato di un’accusa “fabbricata a tavolino da Putin” per screditarlo e impedirgli di candidarsi alla presidenza della Russia – intenzione che aveva espresso all’inizio di aprile al canale televisivo Dozhd. A causa del verdetto del tribunale, Navalny non potrà nemmeno partecipare alle elezioni dell’8 settembre per il sindaco di Mosca, nonostante la sua candidatura fosse stata accettata mercoledì 17 luglio, il giorno prima della sentenza.

Navalny, 37 anni, è uno dei più noti e polemici oppositori di Vladimir Putin ed è stato uno dei leader delle proteste seguite alle elezioni legislative del 4 dicembre 2012, dove si sospetta che ci siano stati molti brogli e violazioni di vario tipo. Durante le proteste Navalny – che il New York Times aveva definito “l’uomo maggiormente responsabile della straordinaria fiammata di attivismo antigovernativo” – era stato arrestato. Della sua opposizione a Putin in Russia si è parlato e scritto molto negli ultimi anni, anche per il metodo piuttosto particolare che Navalny ha adottato per combattere la corruzione.

In sostanza, Navalny acquista piccole quote di società controllate dallo stato, molte delle quali hanno consiglieri di amministrazione di nomina governativa. In qualità di piccolo azionista, Navalny ha il diritto di ottenere informazioni sulla gestione del capitale: fa domande sulla destinazione del denaro, sulle decisioni sui dividendi, su quali enti beneficiano di una donazione. Informazioni che dovrebbero essere pubbliche, stando alla legge, ma che di fatto in Russia rimangono riservate alle aziende. Poi racconta tutto sul suo blog, sul quale organizza campagne e petizioni. L’ultimo post è di mercoledì, e Navalny aveva commentato il suo stato d’animo, in vista della sentenza di oggi.

foto: Alexei Navalny (KIRILL KUDRYAVTSEV/AFP/Getty Images)