(Da "Smetto quando voglio - Masterclass")

Stasera cinema?

I nuovi film di guerra di Ang Lee e Mel Gibson, che non ne facevano da un po', e "Smetto quando voglio - Masterclass", un film italiano ma anche un po' americano, dicono

(Da "Smetto quando voglio - Masterclass")

Nel weekend del 4 e del 5 febbraio sono previste, più o meno in tutta Italia, piogge di vario grado e intensità: per fortuna nei cinema sono arrivati un po’ di film nuovi, tutti a loro modo interessanti e, nell’insieme, alternativi l’uno all’altro. C’è La battaglia di Hacksaw Ridge, il film di Mel Gibson su un soldato che andò in guerra rifiutandosi di usare le armi; c’è l’apprezzato seguito dell’apprezzato Smetto quando voglio e poi ci sono A United Kingdom – L’amore che ha cambiato la storia, un film piuttosto tradizionale su una storia d’amore – ma va’ – e Billy Lynn – Un giorno da eroe, il nuovo film di Ang Lee.

La battaglia di Hacksaw Ridge

È uno dei nove candidati all’Oscar come Miglior film. Il regista è Mel Gibson, che nel 1996 vinse l’Oscar proprio al Miglior film e alla Miglior regia per Braveheart, di cui era anche attore protagonista. Questo, invece, l’ha diretto e basta; il protagonista è Andrew Garfield e nel cast ci sono Teresa Palmer e Vince Vaughn, che di solito fa film di altro tipo ma è stato molto apprezzato per questo suo ruolo drammatico. La battaglia di Hacksaw Ridge racconta la vera storia di Desmond Doss, un soldato che durante la Seconda guerra mondiale andò in guerra ma si rifiutò di combattere con le armi; nonostante questo riuscì a vincere una medaglia al valore. Doss era membro della Chiesa cristiana avventista del settimo giorno, e fece obiezione di coscienza per motivi religiosi. La battaglia più importante a cui partecipò fu quella di Okinawa, in Giappone, poco prima della resa giapponese.

La battaglia di Hacksaw Ridge è piaciuto sia ai critici (tanti, non tutti) che al pubblico (ha incassato molto, in giro per il mondo). L’hanno apprezzato anche i membri dell’Academy, l’associazione di professionisti del cinema che assegna gli Oscar: il film ha infatti avuto sei nomination agli Oscar. Peter Travers di Rolling Stone ha scritto che è «violento, straziante, emozionante e indimenticabile». Molti altri critici hanno fatto notare che l’aspetto violento è troppo accentuato, come succede a tutti i film di Gibson. Altri critici si sono dedicati a parlare di Gibson, che negli ultimi anni ha fatto ben poco per stare simpatico (anche se più recentemente ha detto di essere cambiato). Tanti hanno detto che, a prescindere da tutto, nel film ci sono scene di guerra come non se ne vedevano dai tempi di Salvate il soldato Ryan. Chissà cosa diranno quando ad agosto uscirà Dunkirk, il film di Christopher Nolan ambientato in Francia nel 1940.

Smetto quando voglio – Masterclass

È un film italiano, ed è un sequel: e già questa è una cosa rara. In più, è una commedia italiana, ma diversa dalla grande maggioranza di commedie italiane degli ultimi anni perché ci sono scene d’azione, idee di regia piuttosto articolate e una trama all’americana”. Smetto quando voglio – Masterclass riprende dove era finito il film del 2014 con protagonisti dei ricercatori che per problemi di soldi si mettevano a produrre e spacciare una smart drug, una droga legale perché non ancora decretata illegale: finivano ovviamente nei casini. Il nuovo film parla di come quegli stessi protagonisti rimettono insieme la banda, questa volta lavorando per la polizia. Il regista è sempre Sidney Sibilia e nel cast ci sono – tra vecchi e nuovi – Edoardo Leo, Pietro Sermonti, Libero De Rienzo, Paolo Calabresi, Luigi Lo Cascio, Neri Marcoré, Giampaolo Morelli, Stefano Fresi, Valerio Aprea e Valeria Solarino. Gli sceneggiatori sono lo stesso Sibilia, Francesca Manieri (co-autrice di Veloce come il vento) e Luigi Di Capua dei The Pills.

Tra qualche mese uscirà anche Smetto quando voglio – Ad Honorem, terzo film della trilogia (che è già stato girato). L’idea di sequel, trilogia o saga è percepita come una cosa piuttosto americana, anche se Sibilia ha spiegato che a ben vedere anche Amici miei o Fantozzi erano saghe: «tutti quei film che ti proponevano di tornare in un universo conosciuto si chiamavano in un altro modo, che sinceramente non so. Gli americani hanno mutuato questa cosa e sono arrivati dei termini che adesso noi ci rubiamo da loro: franchise, universo espanso». Anche il tipo di storia “gente per bene che si mette goffamente a fare una cosa illegale” è andato benissimo negli Stati Uniti ma è partito dall’Italia, con I soliti ignoti.

Sleepless – Il giustiziere

È un film thriller e d’azione, diretto dal regista svizzero Baran bo Odar e con protagonista Jamie Foxx, che dopo Django Unchained non ha avuto ruoli particolarmente rilevanti. In questo film interpreta un tenente sotto copertura della polizia di Las Vegas a cui, per una serie di malintesi, viene rapito il figlio di quattordici anni. Per salvarlo deve quindi trovare tanta cocaina in poco tempo.

Non è il genere di film che viene voglia di andare a vedere dopo aver letto le recensioni. Secondo quasi tutti i critici non ha meriti, ma piuttosto qualche colpa. Secondo A. O. Scott del New York Times riesce a «mettere l’asticella in basso e poi [nonostante sia così in basso] a inciamparci sopra». Per Alonso Duralde di The Wrap «la stessa esistenza di questo film prova il fatto che non ci siano abbastanza buone sceneggiature in giro» e per David Ehrlich di IndieWire «sembrano gli avanzi scaldati a microonde di un piatto fatto per essere mangiato la prima volta, e Foxx è la parte ghiacciata nel mezzo, quella che ti fa rimpiangere che qualcuno abbia deciso di scaldare il piatto». Una delle recensioni più positive l’ha fatta Ignatiy Vishnevetsky di The A.V. Club: «non ha senso, c’è violenza dall’inizio alla fine e tutto il grande cast sembra muoversi con l’unico intento di sopravvivere fino alla scena dopo». Sleepless – Il giustiziere è il remake del film belga-francese Nuit blanche, del 2011.

A United Kingdom – L’amore che ha cambiato la storia

È un film biografico di Amma Asante, la regista di La ragazza del dipinto. I protagonisti sono David Oyelowo e Rosamund Pike. È ambientato negli anni Quaranta e racconta la vera storia di Seretse Khama e di sua moglie Ruth Williams. Khama era l’erede al trono del Botswana ma subì molte critiche perché decise di sposare una donna bianca, che lavorava come impiegata a Londra. Le recensioni sono discrete: qualcuno l’ha definita una storia raccontata in maniera un po’ vecchia, ma è questione di gusti.

Mesi fa – ancora prima che i primi critici potessero vederlo – se ne parlava come uno dei film che avrebbero potuto avere qualche piccola possibilità agli Oscar. Alla fine, capendo che non era aria, la produzione del film non l’ha nemmeno messo tra quelli (circa 300) tra cui si poteva scegliere chi nominare. Come ha scritto Francesco Alò sul Messaggero, «aveva un enorme potenziale», ma si riduce a essere una storia d’amore «sdolcinata e senza quel mordente che le avrebbe permesso di andare al di là della prima lettura ovvero l’amore contrastato da un esterno (sia africano che inglese) solo cattivo e ottuso». Ma vale anche pensare che i critici siano troppo critici e magari un po’ snob, e che alla fine sia una bella e tradizionale storia d’amore. A marzo uscirà un altro film – in generale più apprezzato dai critici – su un’altra vera storia d’amore tra un uomo bianco e una donna nera: Loving, di Jeff Nichols, con Joel Edgerton e Ruth Negga.

Billy Lynn – Un giorno da eroe

È un film di guerra – ma come La battaglia di Hacksaw Ridge chiaramente contro la guerra – diretto da Ang Lee, il regista di La tigre e il dragone. Nel cast ci sono con Garrett Hedlund, Kristen Stewart, Vin Diesel, Steve Martin e Chris Tucker. Il protagonista è l’attore britannico Joe Alwyn, che ha 25 anni ed è al suo primo film. Billy Lynn – Un giorno da eroe è tratto dal romanzo Billy Lynn’s Long Halftime Walk, che è anche il titolo originale del film, e in versione italiana è edito da Minimum Fax (con il titolo È il tuo giorno, Billy Lynn!). Libro e film parlano di un soldato statunitense che al ritorno dall’Iraq viene celebrato come eroe e portato in giro in una sorta di tour negli Stati Uniti. La sua reale esperienza nella guerra in Iraq – mostrata attraverso molti flashback – è però diversa da come lui la racconta e, soprattutto, da come se la immagina il pubblico a cui ne parla. Billy Lynn – Un giorno da eroe uscirà in Italia il 2 febbraio.

David Rooney ha scritto su Hollywood Reporter che nel film c’è uno studio del protagonista che cattura lo spettatore. Variety ha scritto che, seppur con numerosi difetti, Billy Lynn – Un giorno da eroe è un film «che ha il potenziale per essere rivoluzionario» per via dell’innovativo stile con cui è stato girato. Il film è infatti in 3D, con una risoluzione 4K (cioè in Ultra HD) e soprattutto è stato girato a 120 fotogrammi al secondo, circa cinque volte di più rispetto alla grande maggioranza dei film. Per farvi un’idea: quasi tutti i film sono girati in 24 fotogrammi al secondo e negli ultimi anni si è parlato molto della trilogia di Lo Hobbit di Peter Jackson, girati a 48 fotogrammi al secondo (i primi al mondo, per quanto riguarda i film più importanti). I personaggi di Billy Lynn – Un giorno da eroe parlano poi di diversi film: Boogie Nights, Conan il barbaro e Boys Don’t Cry: conoscete la canzone dei Cure, del 1979, magari non il film, del 1999.

Oppure

C’è quel film musical su cui nessuno ha espresso un’opinione, oppure ci sono Split – il nuovo film del regista di Il sesto senso, in cui James McAvoy interpreta un uomo con almeno 23 diverse personalità – o L’ora legale di Ficarra e Picone, che nonostante le tante e interessanti nuove uscite continua a essere uno dei film più visti in Italia. Questo weekend ci sono anche un po’ di cinema che proiettano Life, Animated, uno dei documentari candidati all’Oscar, tratto dall’omonimo libro del giornalista Ron Suskind, che raccontò la storia di suo figlio autistico e di come, attraverso i film d’animazione, riuscì a trovare un nuovo e proficuo modo per comunicare con lui. Però bisogna proprio essere amanti del cinema in quanto cinema, perché tra qualche giorno arriverà su Netflix.