Un seggio di Marsiglia durante le primarie della sinistra francese, il 22 gennaio 2017 (BORIS HORVAT/AFP/Getty Images)
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  • domenica 22 Gennaio 2017

Il primo turno delle primarie della sinistra in Francia

Ci sono sette candidati e nessuno di loro sembra avere possibilità di diventare presidente: anche per questo, per ora l'affluenza è bassa

Un seggio di Marsiglia durante le primarie della sinistra francese, il 22 gennaio 2017 (BORIS HORVAT/AFP/Getty Images)

In Francia è in corso il primo turno delle primarie della sinistra per la scelta del candidato che si presenterà alla elezioni presidenziali del prossimo 23 aprile. I candidati sono sette, ma per il vincitore, chiunque sia, non ci sono grandi prospettive: dopo cinque anni di presidenza di Francois Hollande, la sinistra è considerata in grande svantaggio rispetto alla destra e secondo molti sondaggi di alcuni mesi fa la vera sfida alle elezioni sarà tra François Fillon, il candidato della destra, e Marine Le Pen, leader del Front National (FN), il partito euroscettico di estrema destra che negli ultimi anni ha visto crescere molto il suo consenso.

Alle primarie della sinistra partecipano tutti i partiti alleati del Partito Socialista di Hollande: l’Unione dei democratici e degli ambientalisti, il Fronte Democratico e il Partito dei Verdi. Possono votare tutti i cittadini e le cittadine francesi iscritti nelle liste elettorali, versando un euro al seggio. Il secondo turno sarà il 29 gennaio. Finora la partecipazione non è stata molto alta: all’ora di pranzo 400mila persone avevano votato nel 60 per cento dei seggi, mentre nel 2011, alle primarie poi vinte da Hollande, allo stesso momento della giornata avevano già votato 740mila persone nei due terzi dei seggi. Al primo turno delle scorse primarie della destra, quelle vinte da Fillon, a metà giornata avevano già votato 1,1 milioni di persone. Che l’affluenza sarebbe stata bassa era stato previsto: il fatto che da queste votazioni non uscirà con ogni probabilità il futuro presidente della Repubblica non contribuisce né a renderle interessanti né a favorire la partecipazione. I seggi chiuderanno alle 19.

I candidati

Il presidente uscente François Hollande ha scelto di non ricandidarsi a causa della sua bassa popolarità. I sette candidati in gioco sono Jean-Luc Bennahmias, François de Rugy, Benoît Hamon, Arnaud Montebourg, Vincent Peillon, Sylvia Pinel e l’ex primo ministro Manuel Valls, che si è dimesso il 6 dicembre per partecipare alle primarie. Dopo Valls, i candidati più conosciuti sono Hamon e Montebourg, entrambi ministri nel primo e brevissimo governo Valls, nel 2014. Arnaud Montebourg, che ha 54 anni, è stato ministro dell’Economia; Benoît Hamon, che ne ha 49, è stato ministro dell’Istruzione: sono due rappresentanti dell’ala più a sinistra del Partito Socialista e sono critici dell’amministrazione di Valls e di Hollande. Hamon, che ha aperto un dibattito sul cosiddetto reddito di cittadinanza, è considerato da alcuni l’equivalente francese di Bernie Sanders o di Jeremy Corbyn.

Vincent Peillon, che si è candidato in quanto oppositore di Valls e fa parte del Partito Socialista, è un ex ministro dell’Istruzione e ha 56 anni: nel 2014 ha smesso di fare politica per insegnare filosofia in Svizzera e scrivere romanzi polizieschi. Jean-Luc Bennahmias, 62 anni, rappresenta l’Union des démocrates et des écologistes, e François de Rugy, 43 anni, è vice presidente dell’Assemblea nazionale e presidente di un piccolo partito ecologista. Sylvia Pinel, unica donna, è stata ministra nei governi Ayrault e Valls tra il 2012 e il 2016 ed è presidente del Parti radical de gauche.

Secondo tre sondaggi condotti a gennaio, Manuel Valls risulta il favorito al primo turno con percentuali comprese fra il 36 e il 43 per cento, anche se è il candidato più legato a Hollande e alle politiche degli ultimi anni. Hamon e Montebourg si collocano a seconda dei sondaggi in posizioni diverse: uno solo dà Hamon al secondo posto e Montebourg al terzo, gli altri due, invece, dicono che Montebourg arriverebbe secondo e Hamon terzo. Tutti e tre i sondaggi danno Peillon in quarta posizione.

Se anche Valls dovesse vincere le primarie, rischierebbe poi di perdere molti voti alle elezioni per via della crescita dei consensi verso l’ex ministro dell’Economia Emmanuel Macron, che si è candidato in modo indipendente a novembre. Secondo un sondaggio condotto fra il 3 e il 4 gennaio, Macron arriverebbe al secondo turno nel caso in cui il candidato socialista fosse Montebourg e nel caso in cui François Bayrou del partito centrista decidesse di non presentarsi alle elezioni (non ha ancora detto se lo farà). Negli altri casi al ballottaggio arriverebbero Fillon e Le Pen, ma Macron risulterebbe comunque in terza posizione con percentuali alte, dal 16 per cento nel caso che le primarie della sinistra le vinca Valls, fino al 22 per cento.