• Scienza
  • martedì 27 dicembre 2016

I ghepardi rischiano di estinguersi

Secondo un nuovo studio ne restano meno di 7.100 in tutto il mondo e salvaguardarli non è una cosa semplice

(AP Photo/Peter Dejong)

Il ghepardo, l’animale più veloce sulla terraferma, rischia l’estinzione e si trova in una situazione molto più pericolosa di quanto si credeva in precedenza, secondo uno studio pubblicato di recente dalla Zoological Society of London in collaborazione con la Wildlife Conservation Society. In tutto il mondo restano meno di 7.100 ghepardi, in gran parte concentrati nell’Africa meridionale e secondo lo studio, nel solo Zimbabwe i ghepardi sono diminuiti dell’85 per cento nel giro di dieci anni. I ricercatori chiedono che l’animale venga classificato non più come “vulnerabile”, ma in “pericolo di estinzione”, anche se salvaguardare la specie non è una cosa semplice

I ghepardi sono felini carnivori che vivono in Africa, in particolare nella parte meridionale del continente. Un tempo occupavano anche gran parte del Medio oriente e del subcontinente indiano, ma oggi in tutta Asia è sopravvissuta soltanto una comunità di meno di cinquanta animali nel nord dell’Iran. Si stima che gli animali occupino un’area pari al 9 per cento dell’estensione del territorio che abitavano soltanto un secolo fa.

I ghepardi sono animali piuttosto diversi dai “grandi felini”, il gruppo che comprende tigri, leoni, giaguari e leopardi: sono più snelli e leggeri e hanno una testa più piccola in proporzione al corpo. Hanno una vita sociale più sviluppata e alcune caratteristiche anatomiche che li rendono in qualche misura simili ai canidi. Sono animali molto specializzati, abili nell’inseguire prede veloci, piuttosto che nel sopraffarle con la forza fisica, come fanno invece i felini più grandi, tigri e leoni.

La loro struttura leggera e le gambe lunghe gli consentono di raggiungere una velocità massima compresa tra i 110 e i 120 chilometri all’ora, la più alta di qualsiasi altro animale terrestre. Sono capaci di raggiungere i cento chilometri all’ora in circa tre secondi, una prestazione migliore di quasi qualsiasi automobile in commercio. I ghepardi non riescono a mantenere a lungo queste velocità: in genere cacciano compiendo un rapido scatto di poche decine di secondi, se non raggiungono la prede in questo breve spazio di tempo sono costretti a fermarsi e ritentare dopo aver recuperato le forze.

Uno dei principali problemi per la sopravvivenza dei ghepardi è che tutelarli è particolarmente complesso, più che per gli altri grandi felini. I ghepardi non sono stanziali e si spostano molto: sono tra i carnivori che percorrono lunghezze maggiori nelle loro battute di caccia. Secondo lo studio, il 77 per cento dell’habitat dei ghepardi si trova al di fuori delle zone protette e delle riserve naturali. Questo li rende particolarmente esposti al caccia di frodo e da parte degli abitanti locali, che vedono negli animali soltanto un pericoloso predatore. Per questo motivo, tra le misure suggerite dagli scienziati per cercare di proteggere la specie c’è la proposta di pagare le comunità che vivono nel loro habitat affinché contribuiscano alla loro tutela.

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