Facebook contro le notizie false (ma stavolta sul serio?)

Ha annunciato nuovi strumenti e soluzioni sperimentali per ridurre la diffusione di bufale sul suo social network, sempre che funzioni

Facebook ha avviato la sperimentazione di alcuni nuovi strumenti per contrastare la proliferazione di notizie false e bufale sul suo social network. I test interesseranno diversi milioni di iscritti, soprattutto negli Stati Uniti, ma non è ancora chiaro quando saranno messi a disposizione di tutti gli 1,8 miliardi di persone che utilizzano Facebook. Da un mese circa, il social network è al centro di un ampio dibattito sulla facilità con cui si diffondono le notizie false online, che secondo diversi osservatori avrebbero favorito la vittoria di Donald Trump alle presidenziali negli Stati Uniti e in generale alterato la percezione della realtà di milioni di persone. Facebook non è certamente l’unico servizio online ad avere tra gli effetti collaterali la diffusione di bufale – anche Google, Twitter, YouTube e gli stessi giornalisti fanno la loro parte – ma è comunque il più grande e utilizzato social network al mondo, e per questo è finito al centro della discussione sulle notizie false.

Adam Mosseri, responsabile della sezione Notizie (“News Feed”) di Facebook, quella dove appaiono i post dei propri amici e delle Pagine cui si è iscritti, ha spiegato che il social network non intende diventare “arbitro della verità” e che il tema va affrontato con molte cautele. Facebook si trova in una posizione complicata: da un lato ha la necessità di ridurre la diffusione di notizie false al suo interno, ma dall’altro ha sempre sostenuto di essere un luogo dove tutti sono liberi di condividere ciò che desiderano e di vedere contenuti senza particolari limitazioni e censure (pornografia e violenza a parte). Trovare il giusto equilibrio tra le due esigenze non è semplice, considerando anche il fatto che Facebook rifiuta da sempre di definirsi “media company”, come potrebbe essere un’organizzazione che raccoglie notizie e produce informazione, sostenendo di essere solamente una piattaforma che permette la circolazione di contenuti prodotti da altri.

Facebook ha rivisto la funzione per indicare la presenza di una notizia falsa, disponibile già da qualche tempo, ma con poche opzioni da parte dell’utente che poteva solo decidere di non vedere più il post o di bloccare la persona o Pagina che lo aveva condiviso. Il nuovo sistema, per ora disponibile per un numero limitato di utenti, permette di fare una segnalazione vera e propria su una notizia falsa e di inviare un messaggio al proprio amico su Facebook che l’ha diffusa, per informarlo.

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Superata una certa soglia nel numero di segnalazioni per un singolo post (o link verso un articolo) ritenuto una notizia falsa, Facebook provvederà a inviare il contenuto a un’organizzazione terza che si occupa di verifica dei fatti, per controllare la notizia e appurare nel modo più equidistante possibile se si tratti o meno di una bufala. Il social network ha annunciato di avere raggiunto un accordo con diverse testate che hanno aderito al Codice dei principi del fact checking internazionale di Poynter, organizzazione che si occupa di giornalismo e informazione. Tra le testate coinvolte ci sono Associated Press, ABC News, PolitiFact, Snopes e FastCheck. Nel caso in cui queste organizzazioni confermino la presenza di una notizia falsa, il post corrispondente su Facebook sarà segnalato agli utenti come “Contestato” (“Disputed”), con un avviso al di sotto del contenuto riconoscibile da un’icona a forma di segnale triangolare di pericolo; sarà inoltre compreso un link che rimanda a una breve spiegazione.

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Le storie contestate avranno meno rilevanza nella sezione Notizie, quindi saranno mostrate con minore frequenza e a un numero inferiore di utenti. Potranno essere comunque condivise: prima di poterlo fare, Facebook mostrerà un avviso per ricordare che quel contenuto è stato rivisto da un’organizzazione indipendente per la verifica dei fatti, che lo ha trovato inaffidabile. Anche dopo la nuova condivisione, il post manterrà l’avviso sulla sua inaffidabilità. Tutti i contenuti di questo tipo non potranno sfruttare i servizi pubblicitari di Facebook: non mostreranno pubblicità e non potranno essere promossi attraverso la classica opzione offerta da Facebook per mettere in evidenza un proprio post nella sezione Notizie, pagando qualcosa al social network.

Mosseri ha annunciato un’ulteriore modifica agli algoritmi che fanno funzionare la sezione Notizie, e che vengono aggiornati di continuo per aumentare il coinvolgimento degli utenti e la loro permanenza su Facebook (in passato con diverse polemiche da parte degli iscritti e dei gestori delle Pagine, preoccupati di perdersi pezzi di pubblico). Il sistema confronterà il tempo trascorso a leggere un articolo, gli accessi allo stesso e le condivisioni che ha ricevuto: in molti casi se il titolo è fuorviante o non mantiene le promesse, le persone tendono a condividere meno l’articolo, indice che qualcosa non ha funzionato. Molti siti sfruttano questi sistemi per attirare più lettori, con indicazioni generiche e catastrofiste nei loro articoli condivisi su Facebook come “Una terribile notizia è appena arrivata in redazione”. Il nuovo sistema dovrebbe renderli meno rilevanti nella sezione Notizie e ridurre quindi il traffico verso il loro modo fraudolento di fare informazione.

Infine, Facebook ha deciso di aumentare le verifiche al di fuori del suo social network, analizzando i siti che utilizzano i suoi sistemi per la condivisione dei contenuti o per mostrare gli annunci pubblicitari. I siti di notizie false e bufale non possono usare i sistemi per la pubblicità di Facebook già da tempo, ma finora i controlli erano stati molto carenti e inefficaci. Il primo scopo di chi diffonde falsità spacciandole per notizie è ottenere molto traffico sul proprio sito per fare soldi con la pubblicità, che si basa sul numero di visite e di clic: secondo molti osservatori controlli più rigidi da parte di chi offre i sistemi pubblicitari, come Google e Facebook, potrebbero fare la differenza e ridurre sensibilmente il fenomeno eliminando la prima fonte di ricavo per i siti di bufale.

In un post pubblicato contestualmente all’annuncio dei nuovi strumenti contro le notizie false, il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, ha confermato di vedere il suo social network “come un’azienda tecnologica”, ma ha comunque ammesso di avere “responsabilità che superano il semplice fatto di costruire una tecnologia sulla quale scorrono le informazioni: abbiamo la responsabilità di assicurarci che Facebook abba il migliore impatto positivo sul mondo”.

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