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  • venerdì 25 Novembre 2016

Oggi comincia “The Night Of”

Una delle migliori serie tv degli ultimi mesi – con John Turturro e una gran storia – va in onda da stasera su Sky Atlantic: di cosa parla

The Night Of, una delle serie tv americane più apprezzate degli ultimi mesi, sarà trasmessa a partire da oggi anche in Italia, sul canale Sky Atlantic di Sky. The Night Of è una miniserie del genere crime – cioè che ruota attorno a un omicidio – ambientata nella New York di oggi: è composta da 8 episodi e negli Stati Uniti è andata in onda fra luglio e agosto. Racconta la storia di Nasir Khan, un ragazzo figlio di immigrati pachistani che si mette nei guai dopo aver passato la notte con una ragazza che non conosce, e che viene assistito da un avvocato piuttosto bizzarro (interpretato da John Turturro).

The Night Of è stata molto apprezzata da critica e pubblico, e per molti è stata la miglior serie tv trasmessa questa estate. Su Metacritic, un sito che aggrega le recensioni uscite sui principali siti e giornali e le sintetizza in un punteggio, ha ottenuto 90 punti: un risultato rarissimo per una serie tv (al livello delle migliori stagioni di Mad Men, per dire). Abbiamo messo insieme le cose da sapere per chi ha intenzione di iniziare a vederla, da stasera (un consiglio: fatelo).

Di cosa parliamo
La trama iniziale, per chi volesse saperne qualcosa di più. Chi volesse evitare anche queste minime anticipazioni può passare alla schermata successiva.

Nasir (chiamato perlopiù “Naz”) è uno studente universitario molto ligio e talentuoso che una sera viene casualmente invitato a una festa dalla squadra di basket del suo college: per andarci “prende in prestito” il taxi di suo padre e finisce per passare la serata con Andrea, una ragazza che sale sull’auto credendolo un tassista vero. Quando poche ore dopo si sveglia nella cucina della casa della ragazza, che trova morta e coperta di sangue. Nel complesso sviluppo giudiziario che segue, Naz – che si dichiara innocente – viene seguito da un avvocato abituato a seguire casi minori, ma che diventa quasi subito l’unico “buono” di tutta la storia.

The Night Of è notevole perché riesce a incastrare al meglio i diversi livelli della narrazione: l’indagine sulla morte di Andrea, la lenta e spesso incomprensibile burocrazia giudiziaria, i metodi discutibili della polizia di New York, lo sconvolgimento della vita di una persona “normale” che finisce in prigione, gli effetti della copertura dei media su un caso delicato e che riguarda un figlio di immigrati, l’occasione della vita professionale per un avvocato di talento ma un po’ sfigato, e altre ancora.

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Vi ricorda qualcosa?
Sin dalle prime puntate, The Night Of è stato paragonato da molti critici e spettatori alla prima stagione di Serial, probabilmente il podcast in lingua inglese di maggior successo degli ultimi anni.

Serial racconta la vicenda realmente accaduta dell’omicidio di Hae Min Lee, una studentessa di un liceo di Baltimora, avvenuto nel 1999. Anche in quel caso il sospettato principale per l’omicidio è un figlio di immigrati pachistani che si è sempre dichiarato innocente. The Night Of sembra essersi ispirato a Serial soprattutto nel racconto delle complicazioni che Ras e la sua famiglia sono costretti a subire dopo essere stati coinvolti nel caso. Non è chiarissimo, comunque, quanto ci sia di Serial in The Night Of: la serie è basata su una sceneggiatura che girava già da diversi anni e che si è trasformata in un progetto vero un anno prima della messa in onda di Serial, nel 2013.

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Chi c’è dietro
Che The Night Of potesse essere un prodotto di qualità lo si intuiva anche dai nomi delle persone dietro al progetto. La serie è stata co-creata da Richard Price, scrittore e sceneggiatore fra le altre cose del film Il colore dei soldi e di alcune puntate della serie tv The Wire, e da Steven Zaillian, uno dei più apprezzati sceneggiatori americani: fra le altre cose ha scritto la sceneggiatura di Schindler’s List, Gangs of New York e Moneyball. La colonna sonora è stata curata da Jeff Russo, che ha lavorato anche alle due stagioni di Fargo. La storia base è ispirata a Criminal Justice, una serie tv di BBC di ottimo successo andata in onda nel 2009.

2016 Summer TCA Tour - Day 4 Da sinistra a destra: Steven Zaillian, gli attori Michael Kenneth Williams, Riz Ahmed e Richard Price (Frederick M. Brown/Getty Images)

La fotografia
Un altro degli elementi che rende speciale The Night Of è la fotografia, curata praticamente come se fosse un film. Un video pubblicato su Vimeo da Zackery Ramos-Taylor spiega parte del perché: le inquadrature sono tutte molto studiate e rispettano quasi sempre la regola dei terzi. È la regola secondo cui bisogna dividere un’inquadratura in nove rettangoli formati da due linee orizzontali e due verticali che dividono l’inquadratura in “terzi” (sulla maggior parte degli smartphone c’è un’opzione per mettere quel reticolo nella fotocamera). Le cose raramente devono stare in mezzo, perché l’inquadratura risulterebbe noiosa e banale; meglio metterle ai lati, dove si incrociano le linee. The Night Of lo fa molto spesso e per rendersene conto ancora meglio basta guardare il rettangolo centrale: è spesso “vuoto”, senza che dentro ci sia una faccia o un corpo. Quando ci sono cose nel rettangolo in mezzo sono invece spesso perfettamente in mezzo, per farsi notare ancora di più, magari in mezzo a un’inquadratura simmetrica.

John Turturro
Da molti è stato definito perfetto per questo ruolo, nonostante non fosse la prima scelta della produzione: il ruolo dell’avvocato John Stone era stato pensato in origine per James Gandolfini – il protagonista dei Sopranos, morto nel 2013 – e poi offerto a Robert de Niro, che in un primo momento aveva accettato ma poi ha rinunciato per altri impegni. L’interpretazione di Turturro però è davvero convincente: passa gran parte della serie a scontrarsi con avvocati più di successo che lo prendono in giro, gente che lo guarda male sulla metro per via di un’infezione ai piedi, giudici che non lo prendono sul serio, il tutto con un’aria abbattuta e una dedizione da “eroe tragico”.

The Night Of ha anche tutta una serie di personaggi interpretati dagli attori giusti: come Riz Ahmed nella parte di Naz – presto lo vedremo anche nel nuovo film di Star Wars – Michael Kenneth Williams nella parte del detenuto Freddy Knight, uno dei “capi” della prigione principale della serie, e Jeannie Berlin nella parte di Helen Weiss, il magistrato che si occupa del caso di Naz.

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Le recensioni
Sono praticamente tutte entusiaste: il New York Times l’ha definita «splendida», Vox ha scritto che la serie non inventa niente ma che gli sceneggiatori sono riusciti a dare «più profondità del solito rispetto alle solite figure di cartone». Una delle recensioni più interessanti l’ha scritta Willa Paskin su Slate, e ha a che fare più con l’atmosfera e i temi della serie che con la sua vicenda.

Mentre ascoltiamo Serial o guardiamo Making a Murderer, pensiamo: ah, se solo sapessimo chi è stato, cos’è successo davvero, i personaggi innocenti sarebbero liberi. Serie del genere hanno come premessa il fatto che scoprire la verità potrebbe portare a una soluzione, se solo – ed è un grosso “se” – saremo mai in grado di trovarla. The Night Of è meno esistenzialista e più cinica, più malinconica e pessimista. E se la verità non fosse così importante? Naz sembra colpevole. Sembra così colpevole che il suo avvocato gli dice di smettere di dire la verità, che è così assurda che non gli fa fare una buona figura. E se anche la verità lo rendesse libero, sarebbe in grado di ridargli la sua vita di prima?