Antonio Conte esulta dopo un gol segnato nella partita di campionato contro il Burnley (Steve Bardens/Getty Images)
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  • domenica 6 Novembre 2016

Il Chelsea di Conte sta ingranando

È momentaneamente primo in campionato, vince da cinque partite di fila e sabato ha rifilato cinque gol al povero Everton

Antonio Conte esulta dopo un gol segnato nella partita di campionato contro il Burnley (Steve Bardens/Getty Images)

Dopo un inizio di stagione tutto sommato buono ma segnato da qualche prevedibile difficoltà, il Chelsea allenato da Antonio Conte si trova momentaneamente in testa alla Premier League (in attesa delle partite di Arsenal e Liverpool, che con una vittoria potrebbero superarlo di un punto). Ieri, nell’ultima partita di campionato disputata, il Chelsea ha sconfitto in casa l’Everton per 5 a 0, in quella che molto probabilmente è stata la miglior partita della squadra da quando l’allena Conte, arrivato questa estate dopo due anni da allenatore della Nazionale italiana. In questo momento il Chelsea ha il miglior attacco e la seconda miglior difesa della Premier. Non concede un gol da 500 minuti di gioco e il suo attaccante titolare, lo spagnolo Diego Costa, è primo nella classifica dei marcatori con nove gol segnati, davanti a Sergio Aguero del Manchester City e al compagno di squadra Eden Hazard.

conte

La rosa del Chelsea è da anni una delle più forti della Premier League, e il club può contare su delle risorse economiche superiori alla maggior parte delle squadre europee. Tuttavia, l’anno scorso la squadra ha disputato la sua peggior stagione dal 2003, ovvero da quando è diventata proprietà del magnate russo Roman Abramovič. Allenato prima da José Mourinho e poi da Guus Hiddink, il Chelsea ha concluso lo scorso campionato in decima posizione dietro a squadre nettamente inferiori, almeno sulla carta. Le pessime prestazioni della squadra sono state causate principalmente dalla scarsa forma di alcuni dei suoi giocatori più importanti, come Eden Hazard, Diego Costa e Branislav Ivanovic, ma anche dalle difficoltà incontrate da Mourinho nella gestione della squadra nella prima parte della stagione. Hiddink, soprattutto all’inizio, ha migliorato l’andamento del Chelsea, ma a fine campionato non è riuscito a qualificarsi nemmeno per l’Europa League.

Come dimostra l’attuale situazione del Manchester United, dopo annate difficili anche dei grossi investimenti non garantiscono con sicurezza una risalita immediata, soprattutto se si modifica radicalmente la formazione titolare. In estate il Chelsea ha affidato la propria panchina ad Antonio Conte, uno degli allenatori più apprezzati in circolazione reduce da un campionato europeo in cui l’Italia ha giocato al di sopra di ogni aspettativa. Poi ha investito più di 130 milioni di euro nel calciomercato – ma per una serie di acquisti mirati – comprando il centrocampista francese N’Golo Kanté, probabilmente uno dei centrocampisti difensivi più forti in attività, il talentuoso attaccante belga Michy Batshuayi e il difensore centrale David Luiz, tornato al Chelsea dopo due anni passati al Paris Saint-Germain.

Il campionato del Chelsea ha preso una piega diversa da quando Conte ha iniziato ad usare esclusivamente il 3-4-3, un modulo già utilizzato diverse volte sia ai tempi della Juventus sia con la nazionale italiana, per far giocare contemporaneamente il maggior numero di esterni possibili. Il 3-4-3 si è dimostrato il modulo perfetto per la rosa del Chelsea. Prima del suo utilizzo, la squadra aveva perso contro Arsenal e Liverpool e pareggiato contro lo Swansea: poi, dalla partita contro l’Hull City di inizio ottobre, in campionato non ha più perso, ha segnato sedici gol e ne ha subiti solamente due.

Il 3-4-3 di Conte ha tirato fuori il meglio da tutti, anche dai giocatori che per tutta la scorsa stagione hanno faticato molto. A Eden Hazard è stata data più libertà in fase offensiva e in questo modo non deve più concentrarsi come un tempo sulla fase difensiva. Diego Costa si è ritrovato dei compagni di reparto che gli portano via dei marcatori in più rispetto a quando era costretto a giocare da solo là davanti, mentre la linea dei tre difensori è pressoché impeccabile, aiutata anche dalla coppia di centrocampisti formata da Kanté e Nemanja Matic. Victor Moses invece, esterno nigeriano che con Mourinho non aveva mai trovato spazio, ora gioca titolare ed è una pedina fondamentale nella transizione della squadra dalla fase difensiva a quella offensiva: fin qui ha segnato tre gol.

hazardMatic mette pressione a Gareth Barry, che perde palla e permette a Diego Costa di iniziare l’attacco senza la pressione avversaria: poi la passa ad Hazard che s’inventa un gol da posizione defilata

Una partita che ha dato un bel po’ di fiducia alla squadra di Conte è stata la vittoria per 4 a 0 in casa contro il Manchester United di Mourinho del 23 ottobre. Il Chelsea ha dominato per tutta la partita, contro una squadra sulla carta molto forte ma alle prese con parecchi problemi. In quella partita hanno segnato quattro giocatori diversi — Cahill, Pedro, Kanté, Hazard — mentre i giocatori chiave del Manchester United – tra cui Pogba, Ibrahimovic ed Herrera – sono stati annullati senza molte difficoltà. Al termine di quella partita, un po’ per stizza, un po’ per cercare di distogliere l’attenzione dalle difficoltà del Manchester Untied, Mourinho si è avvicinato a Conte per dirgli che le sue esultanze nei minuti finali dell’incontro erano state un’umiliazione, per lui e per la sua squadra.

Dopo la pausa delle nazionali, dal prossimo 20 novembre il Chelsea di Conte dovrà affrontare una serie di partite molto difficili. In una decina di giorni giocherà contro Middlesbrough, Tottenham e Manchester City. Saranno partite in cui si potrà verificare la tenuta del 3-4-3, per ora testata solo contro squadre da metà classifica, Manchester United a parte.