(OLI SCARFF/AFP/Getty Images)
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  • martedì 1 Novembre 2016

Il momentaccio di Zlatan Ibrahimović

Non segna da quasi due mesi ed è diventato il simbolo di una squadra – il Manchester United – in cui tutto sembra funzionare male

(OLI SCARFF/AFP/Getty Images)

Zlatan Ibrahimović è arrivato al Manchester United solamente pochi mesi fa, in un momento molto particolare per la sua carriera: a 35 anni, dopo aver vinto quasi tutto nei principali campionati di calcio europei per club e con pochissime possibilità di vincere quello che gli manca (cioè la Champions League e il Pallone d’Oro). Alla sua età e con le sue prospettive, la maggior parte dei calciatori sarebbe finita in campionati che sanno di pre-pensionamento, in Cina o in Qatar: Ibrahimović invece ha firmato per una delle squadre più popolari al mondo, per sperare di contribuire al suo rilancio dopo una serie di stagioni mediocri, assieme all’altro acquisto Paul Pogba – comprato dalla Juventus e diventato il calciatore più costoso al mondo – e all’allenatore José Mourinho, che a soli 53 anni è già uno dei più vincenti nella storia del calcio. Le cose non stanno andando proprio così, però: dopo un buon inizio, il Manchester United si è un po’ sgonfiato e ora è ottavo a otto punti dalle tre squadre prime a pari merito, e se possibile ancora più lontano sul piano del gioco.

In molti hanno provato a capire cosa non funziona nel Manchester United: diversi commentatori hanno dato la colpa a Mourinho, sostenendo che pratica uno stile di gioco un po’ antiquato – più reattivo che propositivo, e poco creativo dal punto di vista tattico – e che non è più in grado di manipolare a suo favore il rapporto con la stampa come faceva una volta. Altri ancora sostengono che lo United sia pieno di giocatori eccellenti ma male assortita, dove in molti sono costretti a giocare fuori ruolo. Ibrahimović è un po’ il simbolo del momento difficile della squadra: è al contempo uno dei giocatori più forti e pagati della rosa – e del mondo – ma è anche uno dei più avulsi dal gioco della squadra, oltre che fisicamente un po’ fuori forma (nelle ultime partite non è mai sembrato brillante). In campionato Ibrahimović non segna da sei partite, cioè dal derby contro il Manchester City del 10 settembre: era dal 2007 che non gli capitava.

In grigio le presenze stagionali di Ibrahimović, in rosso i suoi gol: l’anno scorso ne ha fatti 50 in 51 partite giocate

Nell’ultima partita in casa contro il Burnley 14esimo in classifica, il Manchester United ha dominato ma senza mai concretizzare la netta superiorità. Ibrahimović ha tirato 12 volte in porta senza mai segnare (complici anche diverse parate notevoli del portiere Tom Heaton).

Il Guardian ha messo insieme altre statistiche preoccupanti: nel 2015-2016, la sua ultima stagione al Paris Saint-Germain, Ibrahimović ha segnato 38 gol in 31 partite, uno ogni 67 minuti. Da quando è al Manchester United ne segna uno ogni 225 minuti, cioè poco più di un gol ogni tre partite. Il campionato francese è di livello più basso della Premier League e Ibrahimović aveva un anno in meno, ma in generale l’attacco del Manchester United è uno dei peggiori tra le squadre nella prima metà della classifica: finora in 10 partite ha segnato 13 gol, poco più della metà di quelli segnati da Manchester City e Liverpool e uno in meno di squadre come Watford e Crystal Palace. Non è chiaro se in questo momento pesi di più lo stato di forma di Ibrahimović o il cattivo momento dello United: a guardare i dati della partita contro il Burnley sembra che il problema principale sia Ibrahimović, ma è dall’inizio dell’anno che il Manchester United tira molto in porta senza segnare granché. Ibrahimović ha ammesso che la squadra non sta giocando al massimo ma ha semplicemente detto che «crediamo in noi stessi e in quello che dobbiamo fare».

Una statistica abbastanza impietosa: il centrocampista gallese dello Stoke City Joe Allen finora è stato coinvolto in sei gol, con 4 gol e 2 assist. Ibrahimović e Pogba, in totale, sono stati coinvolti in 5 gol

Sembra difficile che Mourinho possa cambiare qualcosa nel suo sistema di gioco o mandare in panchina Ibrahimović, che nella sua carriera non ha mai fatto da riserva a nessuno, se non in circostanze eccezionali (per esempio al Barcellona: e finì per litigare con allenatore e mezza squadra). Al contempo, il Manchester United deve inventarsi qualcosa per cercare di segnare più gol e risalire in classifica.