(Da "Mamma ho riperso l'aereo")

Cosa fare a Manhattan secondo il New York Times

Consigli su ristoranti, locali e posti da vedere, per chi ci passa solo per un fine settimana

(Da "Mamma ho riperso l'aereo")

Da più di dieci anni il New York Times ha una famosa rubrica di viaggi che si chiama 36 Hours e offre consigli su cosa fare, vedere e mangiare – e su dove dormire – in vari posti in giro per il mondo (tra le destinazioni in Italia: Roma, Milano, Bologna, Palermo, Parmacostiera amalfitana). Di solito le diverse guide sono scritte dagli inviati del New York Times nei diversi paesi, ma la più recente, invece, è stata dedicata a Manhattan, il famoso quartiere di New York dove tra le altre cose c’è la sede del New York Times. Anzi, a quella parte di Manhattan che sta sotto la 59esima strada, cioè a sud di Central Park. È un posto relativamente piccolo, ma l’articolo del New York Times inizia con una precisazione, che spiega che fare la guida non è stato facilissimo.

Chiedere cosa c’è di nuovo a Manhattan è come chiedere se a Roma ci sono monumenti storici: ci sono così tante cose da non riuscire a vederle in dieci visite. Nei circa 20 chilometri quadrati della parte di Manhattan che sta sotto a Central Park aprono ogni anno più ristoranti, hotel e negozi che in molti paesi del mondo.

ny

Venerdì dopo pranzo: un po’ di fotografie
Da vedere, non da fare. Per superare le «confuse, preoccupanti e travolgenti» prime ore che passa spesso chi è appena arrivato a Manhattan il consiglio è visitare due mostre fotografiche: la prima si chiama “Public, Private, Secret“, mette insieme vecchie foto e «nuove immagini che arrivano da YouTube, dai social network e dalle telecamere di sorveglianza» ed è nell’International Center of Photography, che ha da poco aperto nella Lower East Side; la seconda mostra fotografica è a dieci minuti di passeggiata da lì ed è la Morrison Hotel Gallery: ci sono alcune delle più belle foto di musicisti della storia (da Jimi Hendrix a Bruce Springsteen, passando per Elton John).

new-york01
(Facebook)

Venerdì alle 17: Top of the Standard
È un bar nella parte sud-est di Manhattan, vicino alla High Line e al Chelsea Market. Ha la particolarità di essere molto in alto, con una gran vista. I newyorkesi lo chiama Boom Boom Room e il consiglio è andarci presto, prenotando, per gustarselo senza troppa ressa e per vedere il tramonto. Poi, verso sera, inizia anche la musica jazz dal vivo. È un po’ caro – 20 dollari a cocktail – ma ne vale la pena.

new-york02
(Facebook)

Venerdì alle 19: pollo
Il consiglio per la cena è il Turntable Chicken Jazz, un ristorante con molti piatti a base di pollo: è sulla 5th Avenue, non lontano dall’Empire State Building. Non è facilissimo da trovare ma è comunque sempre molto affollato, perché il pollo (quasi sempre fritto e in versioni molto piccanti) è molto buono e non molto caro. La gran parte delle specialità sono coreane.

new-york03
(Facebook)

Dalle 21.30 di venerdì: una Broadway più intima
Per poter vedere uno spettacolo di Broadway si devono pagare di solito almeno 200 dollari (un migliaio se si vuole andare a vedere Hamilton). Un’alternativa a basso costo ma altrettanto interessante è il Feinstein’s/54 Below, un locale di cabaret e di musica dal vivo. I cocktail costano circa 15 dollari e le sedie migliori (meglio prenotarle) costano 45 dollari.

new-york04
(Facebook)

Sabato dalle 10
«Cos’è peggio?», scrive il New York Times: «Litigare su dove andare a fare il brunch della domenica, o aspettare in coda dopo che si è deciso?». Entrambi i problemi si possono evitare andando al TurnStyle, che sta a Columbus Circle (in una fermata della metropolitana, tra la 57esima e la 58esima strada, appena sotto Central Park). È una galleria di cui fanno parte ristoranti e bar che fanno cose diverse, così ognuno può scegliere cosa preferisce. Nonostante sia sottoterra è allegro e luminoso, scrive il New York Times. I posti consigliati sono la Bosie Patisserie, la Pressed Juicery, MeltKraft e il Bolivian Llama Party. Si può anche prendere d’asporto e mangiare a Central Park, nel caso.

new-york05

Sabato a pranzo
In questo caso bisogna uscire da Manhattan, prendere un battello e andare verso sud. Verso Ellis Island, dove per decenni sono passati moltissimi degli immigrati che arrivavano in America e dove nel 2015 è stato aperto il Peopling of America Center, un interessante museo su tutti gli immigrati statunitensi, recenti e non. E poi si passa dalla Statua della Libertà.

US-SYRIA-ELLIS ISLAND NATIONAL MUSEUM OF IMMIGRATION
(BRYAN R. SMITH/AFP/Getty Images)

Sabato a cena
Il consiglio per la cena è il Le Coucou, un ristorante aperto da pochi mesi: è nella parte sud di Manhattan ed è vicinissimo a Little Italy, ma è francese, non italiano. Ci lavora lo chef Stephen Starr e «l’attesa formalità francese è nei piatti, non nell’ambiente o nel servizio». Il piatto consigliato è il coniglio, in particolare il piatto “tout le lapin”, in cui si mangia un coniglio intero. Bisogna prenotare in anticipo e una cena per due può facilmente arrivare a costare 200 dollari, vino escluso.
new-york07

Sabato sera
Il Suffolk Arms (sulla East Houston Street) è un po’ un pub inglese e un po’ un cocktail bar di New York. I drink costano circa 15 euro e ci sono sia cose classiche che cose più originali. Ci si può anche mangiare qualcosina, a prezzi più modesti rispetto a quelli del Le Coucou.

new-york08
(Facebook)

Sabato dalle 23, per amanti degli anni Ottanta
Bisogna andare al (Le) Poisson Rouge, un locale molto anni Ottanta, che sta poco sotto il Greenwich Village.

new-york09
(Wikimedia)

Domenica mattina
Un altro brunch, questa volta nel Lower East Side, al Russ & Daughters Cafe, che ha aperto nel 2014 ma ha preso il nome da uno storico negozio di New York.

new-york10
(Facebook)

Domenica alle 11
«Probabilmente non potete permettervi di vivere nel West Village; ma potete fare finta passeggiandoci un po’, provando pure a fare un po’ di shopping. Sockerbit vende famose caramelle svedesi, End of History vende ceramiche e bicchieri anni Cinquanta e Sessanta, Greenwich Letterpress vende carta da lettere, i vestiti vintage migliori sono al Star Struck Vintage Clothing.

new-york11
(Facebook)

Dove dormire
Ci sono così tante cose da fare che in hotel bisogna starci il meno possibile. Gli hotel consigliati sono il Beekman – nel Financial District, aperto da poco – e il Leon Hotel, vicino al Manhattan Bridge e a Chinatown. Il primo costa 400 dollari a notte, il secondo 170.

new-york12
(Facebook)