I giocatori della Roma festeggiano il terzo gol al Sassuolo segnato da Radja Nainggolan (Tullio M. Puglia/Getty Images)
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  • giovedì 27 Ottobre 2016

Serie A, cinque cose di cui parlare

Edin Džeko e l'Inter hanno dimostrato quanto conta il tempo nel calcio; poi ci sono stati il gran ritorno di Chiellini e il terremoto durante Pescara-Atalanta

I giocatori della Roma festeggiano il terzo gol al Sassuolo segnato da Radja Nainggolan (Tullio M. Puglia/Getty Images)

Il secondo turno infrasettimanale della Serie A si concluderà stasera con la partita tra Palermo e Udinese, in programma alle 20.45. Ieri sera però si sono giocate tutte le altre partite: non ci sono stati né scontri diretti tra le squadre nelle prime posizioni della classifica né risultati particolarmente sorprendenti. Hanno vinto tutte le squadre da cui ci si aspettava una vittoria, diciamo. A partire dall’Inter, che ha sconfitto in casa 2 a 1 il Torino grazie a un gol nei minuti finali di Mauro Icardi, fino alla Roma, che a Reggio Emilia ha recuperato lo svantaggio iniziale di un gol segnandone tre e portandosi in seconda posizione solitaria, sempre a due punti di distanza dalla Juventus, che ieri sera, contro la Sampdoria, è tornata a vincere dopo la sconfitta contro il Milan nella scorsa giornata.

È tornato a vincere anche il Napoli, in casa contro l’Empoli, mentre l’Atalanta, dopo un inizio di stagione abbastanza complicato, ora si trova in un gran periodo di forma ed è in sesta posizione. La Fiorentina invece, pareggiando in casa contro il Crotone ultimo in classifica, ha confermato di aver ancora qualche problema da risolvere prima di poter tornare nella zona a ridosso dell’Europa League. In attesa di Palermo-Udinese, nelle ultime posizioni non è cambiato quasi nulla, poiché Empoli, Pescara e Sampdoria hanno tutte perso.

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Il calcio è una questione di tempo/1
Quando agli inizi del Duemila Edin Džeko era un giovane centrocampista dello Željezničar, la squadra più importante di Sarajevo e di tutta la Bosnia, non veniva preso molto in considerazione né dal suo allenatore né dalla dirigenza. Era noto come “cloc”, un termine usato per definire una persona ingombrante e impacciata nei movimenti. Džeko all’epoca aveva meno di vent’anni e veniva impiegato spesso nei minuti finali delle partite: ripensando a quel periodo una decina di anni dopo, Džeko lo descrisse dicendo: “Allo Željezničar ero molto giovane, avevo 16 o 17 anni quando giocai per la prima volta con la prima squadra. Era molto difficile per me giocare venti minuti a partita e sentivo di non riuscire a dare il massimo”. Nel 2005 venne venduto al Teplice, squadra della Repubblica Ceca, per ottantamila euro, e uno dei dirigenti dello Željezničar disse che in quel momento pensarono “di aver vinto alla lotteria”.

Solo che in Repubblica Ceca Džeko iniziò a giocare come centravanti e a segnare con una regolarità disarmante, tanto che nel 2007 venne comprato dai tedeschi del Wolfsburg per circa quattro milioni di euro. In Germania vinse un campionato, segnò 66 gol in poco più di cento gare e dopo quattro anni di permanenza fu venduto al Manchester City per trenta milioni. Col tempo Džeko è diventato uno degli attaccanti più temibili in circolazione, fino al suo primo anno alla Roma, nella passata stagione, dove otto gol in 31 presenze non sono bastati per far dimenticare alcuni clamorosi errori sotto porta e un senso di generale disorientamento in campo. Una stagione negativa però non può cancellare una carriera di gol in giro per l’Europa, e ora, molto più sicuro di sé e con una squadra più organizzata rispetto alla scorsa stagione, Džeko è il capocannoniere della Serie A con dieci gol segnati in dieci partite (e lui ne ha giocate nove). Ieri, contro il Sassuolo, ha segnato la doppietta che ha ribaltato il risultato a favore della Roma, che ora è seconda in classifica a due punti dalla Juventus.

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Questa mattina la Roma ha comunicato ufficialmente la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro di Alessandro Florenzi, che ieri sera, uscendo in barella dal Mapei Stadium di Reggio Emilia, aveva detto a Spalletti: “Mi sono rotto il crociato Mister”. È il terzo caso di infortunio al legamento crociato in questa stagione per la Roma, dopo quelli di Antonio Rüdiger e Mario Rui.

Il calcio è una questione di tempo/2
La vittoria dell’Inter contro il Torino supera il valore di una normale vittoria in campionato. Fino a ieri sera i giornali sportivi descrivevano la situazione all’interno dell’Inter quasi disastrosa, con problemi sia societari che sportivi. Si parlava anche di un possibile esonero di Frank de Boer e dell’intenzione della dirigenza di assumere un “traghettatore” fino al termine della stagione, che, di fatto, avrebbe voluto dire buttare all’aria un’annata intera. Ieri sera l’Inter non ha giocato granché bene, ha commesso alcuni errori gratuiti – uno dei quali ha causato il gol del pareggio del Torino — e si è trovata spesso in situazioni offensive inconcludenti. La vittoria di ieri è arrivata grazie a due gol di Mauro Icardi, che si conferma essere a soli 23 anni uno dei centravanti più forti in circolazione. Ma quello che conta ancor di più è che è arrivata contro il Torino, una delle squadre più apprezzate di questo inizio di stagione, per via della qualità della sua rosa: dal portiere inglese Joe Hart, agli italiani Daniele Baselli e Marco Benassi fino all’attacco formato da Adem Ljajić, Iago Falque e Andrea Belotti. Ieri sera però il Torino ha faticato più del previsto e già dopo un’ora di gioco la squadra è sembrata molto più stanca rispetto all’Inter, i cui giocatori invece hanno attaccato fino al secondo gol di Icardi.

Con una vittoria l’Inter ha sconfitto una delle squadre più complicate da affrontare della Serie A, ha guadagnato tre punti e si è portata in decima posizione, ha allontanato per il momento tutto quello che di negativo si diceva e ha tranquillizzato la posizione di Frank de Boer, più che altro per giornali e tifosi, perché stando alle dichiarazioni della società la sua posizione non è mai stata in dubbio.

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Il terremoto durante Pescara-Atalanta
Ieri sera due forti scosse di terremoto sono state avvertite in tutta l’Italia centrale e anche in alcune regioni del Nord: una prima scossa è avvenuta alle 19.10, di magnitudo 5.4 e con epicentro in provincia di Macerata, nelle Marche. Una seconda scossa di terremoto, più forte, si è verificata alle 21.18, sentita di nuovo in tutto il Centro Italia. Quest’ultima scossa è stata avvertita anche a Pescara, dove allo Stadio Adriatico si stava giocando Pescara-Atalanta. La partita è stata sospesa per alcuni minuti, poi è ripresa normalmente e si è conclusa senza altre sospensioni con la vittoria dell’Atalanta per uno a zero.

Torna Chiellini, segna due gol e la Juventus vince
Giorgio Chiellini aveva saltato le ultime tre partite con la Juventus per via di un problema muscolare. È riuscito a recuperare in tempo per la partita di ieri sera contro la Sampdoria, ed è stato schierato titolare dal primo minuto. Dopo nove minuti di gioco ha segnato di testa il gol del momentaneo due a zero e a tre minuti dalla fine ne ha segnato un altro, per il 4 a 1 finale. Chiellini aveva segnato il suo ultimo gol lo scorso maggio, sempre contro la Sampdoria, ed era dalla partita di Europa League contro il Lech Poznan del 2010 che non segnava una doppietta. In questo inizio di stagione, fra campionato e nazionale, Chiellini, da cui solitamente siamo abituati a vedere sempre buone prestazioni, aveva mostrato un calo, probabilmente dovuto alla condizione fisica. Ora, dopo aver risolto i problemi muscolari ed essersi presentato con una doppietta, la Juventus ha di nuovo a disposizione un elemento fondamentale della propria difesa. Ieri sera, di fatto, non c’è stata partita. Dopo dieci minuti la Juventus era già in vantaggio di due gol. Al sessantesimo la Sampdoria ha reagito segnando con l’attaccante ceco Patrik Schick (primo gol in Serie A) ma appena cinque minuti dopo la Juventus ha riportato a due il numero di gol di vantaggio grazie a una rete di Miralem Pjanić su una respinta sbagliata del portiere della Sampdoria. La Juventus ha così mantenuto i due punti di vantaggio sulla Roma in vista della partita di sabato contro il Napoli.

Le altre partite
La Lazio, che dopo il Milan rimane una delle sorprese di questo campionato, ha battuto in casa il Cagliari per 4 a 1 con due gol di Immobile, uno di Keita Balde e uno di Felipe Anderson. In questo momento, con otto gol, Ciro Immobile è secondo con Icardi nella classifica dei marcatori. Il Cagliari invece, dopo la vittoria contro l’Inter di due settimane fa, ha subito nove gol in due partite e ora ha la peggior difesa della Serie A. Contro il Chievo, il Bologna ha subito un altro pareggio negli ultimi venti minuti di partita dopo essere passato in vantaggio al 52esimo con un gol del cileno Erick Pulgar.

La classifica aggiornata
Rimangono i due punti di distacco fra Juventus e Roma mentre il Milan, sconfitto 3 a 0 dal Genoa martedì scorso, perde due posizioni. L’Inter risale al decimo posto superando la Fiorentina, che ora si trova a pari merito con Sassuolo, Bologna e Cagliari.

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