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Cosa c’è di vero nel film su Grace Kelly

Il film "Grace di Monaco", stasera su RaiUno, racconta alcuni episodi della vita della principessa di Monaco, ma è stato criticato per le troppe libertà narrative

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Grace di Monaco, che andrà in onda questa sera alle 21.15 su RaiUno, racconta con alcune licenze narrative un breve periodo della vita di Grace Kelly, l’attrice statunitense che nel 1956 sposò il principe Ranieri III di Monaco in una cerimonia che la stampa del tempo definì “il matrimonio del secolo”. Nel film, uscito nel 2014 e diretto dal regista francese Olivier Dahan – autore anche del film biografico su Edith Piaf La Vie en Rose, vincitore di due Oscar – Nicole Kidman interpreta la principessa Grace, mentre Tim Roth è Ranieri di Monaco.

Grace di Monaco è ambientato nel 1962: sei anni dopo le famose nozze e l’abbandono del mestiere di attrice, Grace Kelly sta affrontando la crisi del suo matrimonio, a causa soprattutto degli impegni del principe Ranieri – che progressivamente lo allontanano dalla moglie – e dello stretto protocollo della corte di Monaco. Contemporaneamente, il Principato deve affrontare il rischio di un’annessione alla Francia, caldeggiato dal Presidente francese Charles De Gaulle, che minaccia di annettere il piccolo stato a causa di una disputa sulla tassazione dei cittadini francesi residenti a Monaco e delle imprese con sede nel Principato. La principessa Grace è divisa tra l’idea, da cui è tentata, di divorziare e tornare a recitare – Alfred Hitckock le ha proposto di essere la protagonista di Marnie – e la fedeltà al marito e alla famiglia: alla fine decide di restare a Monaco e riesce a convincere Ranieri ad affidarle il compito di risolvere il conflitto fiscale con la Francia.

(25 foto di Grace Kelly)

Già durante le fasi di lavorazione, il film suscitò diverse polemiche sul modo in cui racconta dei fatti storicamente avvenuti: la famiglia reale di Monaco – dopo aver letto la sceneggiatura – aveva scritto in un comunicato di non voler avere niente a che fare con la realizzazione del film «che non si può considerare in nessun modo un biopic» e nel quale gli eventi reali sono narrati in modo «inutilmente affascinante» e «storicamente inaccurato». Diverse critiche sono arrivate anche da studiosi della storia del Principato, come il francese Jean de Cars e l’inglese Melvyn Stokes.

Al di là della vita privata di Grace Kelly e dei suoi rapporti con il principe Ranieri, gli storici contestano soprattutto il racconto della disputa tra Francia e Monaco, e del ruolo avuto dalla principessa nella sua risoluzione (che in realtà arrivò nel 1963, dopo oltre un anno di negoziati tra i due stati, e portò anche all’adozione della nuova costituzione del Principato). Nella scena finale del film, invece, la principessa Grace tiene un discorso al ballo della Croce Rossa al Casinò di Montecarlo, il 9 ottobre 1962. Alla fine – come ha scritto Stokes – Grace «riceve una standing ovation, e il Segretario alla Difesa statunitense Robert McNamara si gira verso il generale de Gaulle e dice: “non lancerai davvero una bomba sulla principessa, vero Charles?”. Questa scena è sbagliata da molti punti di vista: il più ovvio è che de Gaulle non era presente quella sera al ballo. Tuttavia, il film suggerisce che proprio il ballo e il discorso della principessa Grace disinnescarono la crisi».

Dahan ha risposto alle critiche dicendo di non essere «un giornalista o uno storico».«Io sono un artista. Non ho realizzato un biopic, odio i biopic in generale. Ho fatto, in modo del tutto soggettivo, il ritratto umano di una donna contemporanea che vuole conciliare la famiglia, il marito e la carriera, ma che rinuncia a quest’ultima per reinventarsi in un altro ruolo». A parte le questioni sull’accuratezza storica, il film non è stato accolto benissimo neanche dalla critica cinematografica: il sito Rotten Tomatoes gli attribuisce 3.3 punti su 10, e già dopo l’anteprima al Festival di Cannes del 2014 le recensioni erano state generalmente negative.