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  • venerdì 16 Settembre 2016

Gli Stati Uniti pagheranno 1 milione di euro alla famiglia di Giovanni Lo Porto, il cooperante italiano rapito in Pakistan e ucciso per errore nel gennaio 2015 da un drone statunitense

Da Repubblica, che per prima ha dato la notizia del pagamento alla famiglia di Lo Porto:

Una transazione economica asettica, nello stile burocratico dei rogiti per la compravendita di immobili. Con una particolarità: davanti al notaio romano c’è anche un diplomatico americano, il “direttore del centro di management finanziario” dell’ambasciata Usa. Oggetto del contratto: la donazione di un milione e 185 mila euro, per chiudere il caso di Giovanni Lo Porto. Il documento bilingue siglato l’8 luglio scorso sembra una sorta di lapide tombale sulla speranza di avere la verità sull’operazione dei droni statunitensi in Pakistan che nel gennaio 2015 ha causato la morte del volontario palermitano, rapito tre anni prima da una formazione terroristica. Barack Obama in persona chiese scusa alla famiglia, assumendosi la responsabilità dell’azione “come presidente e come comandante in capo delle forze armate”. Il pagamento però non è un risarcimento ma solo una concessione a titolo “di favore”: “ex gratia”, appunto, una formula che non comporta alcuna assunzione di responsabilità giuridica. Si tratta soltanto di una “donazione in memoria del Sig. Giovanni Lo Porto”.

E’ la prima volta dall’inizio della “guerra dei droni” che viene rivelato un documento di questo tipo. La campagna di attacchi condotti in tutti i continenti con aerei teleguidati, strumento prediletto dall’amministrazione Obama per la lotta al terrorismo, ha ucciso migliaia di persone, colpendo anche civili e bambini. Mai però finora era emerso il testo di un accordo tra il governo Usa e i familiari di una delle vittime innocenti.

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